FAME 2005 Documenti approvati dal 2° Forum Alternativo Mondiale di Ginevra - 17/20 Marzo 2005 1. Dichiarazione finale del FAME (19 marzo 2005) 2. Risoluzioni approvate ed allegate alla "Dichiarazione finale" 3. Contributo di Riccardo Petrella, Presidente del Comitato di organizzazione internazionale del FAME 2005 4. Dichiarazione finale dell'Assemblea degli "Eletti uniti per l'acqua" 5. Conclusioni dell'assemblea delle Associazioni del FAME (20 marzo 2005) 6. Risoluzioni approvate dall'assemblea delle Associazioni del FAME 2005. DOCUMENTI DI LAVORO * 1. Per il riconoscimento del "Diritto all'acqua come diritto umano" - Piattaforma di mobilitazione 2. L'acqua come " bene comune" , ( Res Publica) 3 L'acqua , "Bene pubblico, finanziamento pubblico" 4 Per una gestione democratica dell'acqua a tutti i livelli, dal locale al globale, * Le versioni emendate e definitive dei quattro Documenti di lavoro sono durante edizione 1. DICHIARAZIONE FINALE Poiché crediamo alla forza dell'azione comune, noi,partecipanti al 2° Forum Alternativo Mondiale sull'acqua, riaffermiamo la nostra solidarietà con tutte le persone che, nei diversi continenti, soffrono le conseguenze dei problemi di cui abbiamo dibattuto durante questi tre giorni . Ciascun laboratorio ha lavorato per definire gli strumenti di azione per raggiungere gli obiettivi sui quali è stato raggiunto un consenso rispetto a quanto era stato approvato nel corso del primo Forum Alternativo Mondiale dell'acqua del 2003 a Firenze, e cioè: ü il diritto all'acqua come "diritto umano", ü Il riconoscimento dell'acqua come " bene comune", ü il finanziamento pubblico dell'accesso all'acqua, ü la gestione democratica dell'acqua a tutti i livelli. Queste proposte, che ritroviamo nei documenti di lavoro di ogni laboratorio, sono diverse, così come la ricchezza di diversità che caratterizza il nostro mondo. Essi costituiscono strumenti che noi condividiamo e non costituiscono un programma vincolante. Una delle priorità trasversalmente presente in tutti i documenti, emersa molto chiaramente è la necessità di escludere l'acqua dalla sfera del commercio e dalle regole del mercato, in modo particolare : ü dagli accordi di commercio multilaterale o bilaterale ü dalle istituzioni finanziarie internazionali. E' necessario quindi richiedere uno "status" (riconoscimento formale) dell'acqua a livello mondiale che permetta di : ü garantire la gestione completa del ciclo dell'acqua ü impedire l'appropriazione da parte di chiunque di questo bene ü garantire la responsabilità comune ü assicurare la sua gestione ed il suo controllo da parte di un'autorità pubblica fondata su un potere politico legittimo, sottomesso alle regole della democrazia. Per raggiungere questi obiettivi, noi ci impegniamo a formare, informare e sensibilizzare i cittadini e le cittadine sull'importanza di questo riconoscimento che ci permetterà di sviluppare più ampiamente una cooperazione solidale "pubblico-pubblico" E' utile inoltre che il Comitato organizzatore di FAME 2005, che ringraziamo calorosamente per il suo immenso lavoro, assicuri un appoggio perché si realizzi e si promuova un seguito adeguato a questo impegno e lavoro collettivo che ci attende. - Ginevra, il 19 marzo 2005 - 2. RISOLUZIONE approvata dall'Assemblea finale del FAME presentata dai partecipanti all'Atelier " Donne" Nonostante le donne abbiano la fondamentale responsabilità della distribuzione dell'acqua, nei Paesi in Via di sviluppo sopportino sulle loro spalle il carico quotidiano di approvvigionamento della loro comunità, esse sono le ultime a poter gestire e decidere sull'acqua. FAME 2005 denuncia questa situazione e ricorda che la partecipazione della donna è prioritaria ed indispensabile, a tutti i livelli di decisione, affinché l'acqua sia riconosciuta come un diritto umano, un bene comune, pubblico e gestito democraticamente. - Ginevra, il 19 marzo 2005, 3. RISOLUZIONE approvata dall'Assemblea finale del FAME presentata dal " Coordinamento Acqua della Bolivia" L'assemblea dei partecipanti a FAME 2005 esprime il suo sostegno in vista della costituzione di un Tribunale per giudicare i comportamenti considerati condannabili delle imprese private,che mirano alla distruzione dell' approccio all'acqua come bene pubblico ed un diritto umano. L'assemblea denuncia in particolare il comportamento particolarmente negativo delle seguenti imprese : Suez-Ondéo, Véolia, Nestlé, Abengoa, e Bechtel. Ginevra, il 19 marzo 2005, 4. RISOLUZIONE approvata dall'Assemblea finale del FAME presentata dalla " Coordinamento dell' Acqua e della Vita" FAME 2005 condanna il comportamento di alcune Agenzie Governative di cooperazione come la GTZ, (Germania) che promuove ed esercita pressione sui governi dei paesi in via di sviluppo affinché adottino e intraprendano delle modalità di "gestione privata" dell'acqua. Ginevra, il 19 marzo 2005, 5. CONTRIBUTO di RICCARDO PETRELLA Presidente del Comitato Organizzativo internazionale FAME 2005 Poichè crediamo nella forza dell'azione comune, noi, partecipanti al secondo Forum Alternativo Mondiale dell'acqua, riaffermiamo la nostra solidarietà con tutti coloro che soffrono, nei diversi continenti, per le conseguenze dei problemi di cui abbiamo dibattuto durante questi tre giorni. Ogni laboratorio ha lavorato per definire strumenti ed azioni per raggiungere gli obiettivi sulla base del consenso espresso in occasione del 1° Forum Alternativo Mondiale sull'acqua nel marzo del 2003 a Firenze, e cioè: Obiettivi fissati da FAME 2003 a Firenze: ü Il riconoscimento "formale" del diritto all'acqua in quanto diritto umano universale negli statuti delle collettività locali, nelle costituzioni degli Stati, nelle convenzioni internazionali sui diritti umani, sociali, economici e culturali; ü Il riconoscimento dell'acqua come "Bene comune pubblico mondiale", cioè patrimonio dell'umanità, sfuggendo ad ogni forma di "mercificazione", la cui gestione deve essere assicurata dalle regole e delle istituzioni di natura pubblica che escludono ogni tipo di privatizzazione; ü L'urgenza di una ingegneria finanziaria fondata sul principio del finanziamento pubblico dei costi legati alla concretizzazione dell'accesso all'acqua per tutti prima di 2020; ü La promozione, a partire dall'acqua, di forme avanzate di "democrazia partecipativa" agganciate a livello locale, regionale e nazionale e di democrazia effettiva a livello internazionale e mondiale, come strumenti indispensabili per prevenire le guerre dell'acqua e garantire la pacifica convivenza di tutti; Di fronte a questi obiettivi, i seminari del FORUM così come il Forum dei "Parlamentari uniti per l'acqua" convergono tutti su proposte pratiche finalizzate a concretizzare i 4 grandi obiettivi, e in particolare hanno identificato i seguenti percorsi di azione : Le proposte di FAME 2005: le alternative. 1. All'attuale gestione tecnocratica dell'acqua che afferma che non è possibile garantire l'accesso all'acqua a tutti prima di 2020, noi proponiamo che i cittadini si assumano le loro responsabilità in materia di difesa per il diritto universale all'acqua. Dobbiamo quindi moltiplicare le azioni di opposizione ai programmi nazionali ed internazionali che danno come inevitabili e certi i dati che sanciscono che nell'anno 2015 ci saranno ancora migliaia di persone senza accesso all'acqua potabile ed a servizi sanitari adeguati. I laboratori N. 1 e N. 3 hanno dimostrato che il mancato "accesso all'acqua" non è dovuto ad una mancanza di risorse finanziarie ma è principalmente l'attuale modello di produzione e di consumo, che rende l'acqua sempre più rara e costosa. L'esperienza dimostra anche che si può garantire l'acqua a tutti con minor investimento di denaro e minor spreco. All'inevitabilità della distruzione delle risorse di "acqua dolce" del pianeta terra, secondo i dominanti, si può rispondere con la tecnologia della "désalinizzazione" dell'acqua di mare; FAME 2005 propone altre azioni che conducono a: § la riduzione del 40% delle perdite di acqua dovuta all'irrigazione per nebulizzazione; § la riduzione all' 8-10% delle perdite di acqua della rete di distribuzione; § la promozione dei saperi e delle pratiche tradizionali locali di governo dell'acqua per un'agricoltura destinata all'alimentazione e per la condivisione nella solidarietà; 2. Alle tendenze di "mercificazione" dell'acqua, sempre più forti in tutto il mondo, proponiamo di continuare e di rafforzare le lotte contro ogni appropriazione commerciale e privata dell'acqua. Alcune vittorie importanti in tal senso sono state ottenute recentemente: a Nuova Delhi, in Uruguay, nei Paesi Bassi, in Argentina, in Italia, in Bolivia. L'appropriazione commerciale e privatistica dell'acqua disumanizza la vita. Disumanizza l'umanità, privatizza il politico. Bisogna impedire che i servizi idrici - ed i servizi pubblici in generale - restino l'oggetto dei negoziati AGCS (GATS). Bisogna moltiplicare e aumentare il consenso tra le città e gli Enti locali che si dichiarano "contro l' AGCS". Si deve vietare che la Banca Mondiale imponga la liberalizzazione/privatizzazione dell'acqua come condizione preliminare per la concessione dei prestiti. 3 . Alle pretese dei dominanti, che spingono per imporre il finanziamento privato, e pertanto illusorio, come risposta ai bisogni di acqua , in termini di realizzazioni di infrastrutture di gestione , proponiamo la promozione di un sistema di finanziamento pubblico fondato su una serie di misure i cui elementi di forza sono : § una fiscalità mondiale nuova (un diritto mondiale, un bene comune mondiale, un finanziamento mondiale); § una fiscalità generale specifica trasparente e mirata; § una tariffazione a diversi livelli che garantisca a tutti la gratuità ( cioè la presa in carica da parte della collettività dei costi che corrispondono) dell'accesso a 50 litri di acqua potabile e sana; § la promozione dei nuovi strumenti finanziari cooperativi (casse di risparmio, banche cooperativa, ecc.); § la creazione di un fondi cooperativi a livello mondiale per l'acqua 4. Agli annunci dell'inesorabilità delle "guerre dell'acqua", degli stessi conflitti armati tra gli Stati, sugli usi concorrenti alternativi, noi proponiamo una serie di iniziative destinate a promuovere un governo pubblico, cooperativo e solidale dell'acqua al livello dei grandi bacini idrici internazionali e di quelli a livello mondiale, in particolare attraverso la creazione di un'autorità mondiale dell'acqua incaricata di prevenire e di risolvere i conflitti. 5. Al disprezzo, manifestato dai dominanti, al di là della loro retorica di linguaggio, verso i meccanismi della democrazia rappresentativa e partecipata ed alla loro preferenza ai meccanismi di mercato, noi proponiamo: § la realizzazione di forme di partecipazione diretta dei cittadini al governo dell'acqua (Consiglio dei cittadini; iniziative legislative di origine popolare, ecc.); § il rafforzamento delle reti di cooperazione tra istituzioni democratiche rappresentative dei movimenti dei cittadini, dei sindacati e di altri raggruppamenti impegnati nella promozione e nella difesa del diritto universale all'acqua e dell'acqua come patrimonio dell'umanità; § l'intensificazione dei programmi di cooperazione pubblico-pubblico di cui la lotta per la liberazione dei 18 milioni di bambine, impossibilitate a frequentare la scuola perché obbligate di andare quotidianamente a prendere l'acqua a 5-10 km di distanza, costituisce una delle azioni simboliche concrete più urgenti. 6. DICHIARAZIONE ASSEMBLEA DEGLI ELETTI E DEI PARLAMENTARI "UNITI PER L'ACQUA" Il primo incontro mondiale degli Eletti e dei Parlamentari "Uniti-per l'acqua" si è svolto a Ginevra il 18 e 19 marzo 2005, nell'ambito del 2 °Forum Alternativo Mondiale dell'acqua" (FAME 2005). Questo Foro ha riunito più di 1.200 persone, fra le quali 150 ONG del mondo intero, impegnate nella salvaguardia dell'acqua come "bene comune pubblico mondiale", sulla responsabilizzazione dei cittadini/e, per il riconoscimento del diritto di accesso all'acqua per tutti, per la realizzazione di strumenti di "finanziamento pubblico" dell'acqua e per la gestione pubblica di questo importante bene. Gli eletti ed i parlamentari "Uniti/e per l'acqua", provenienti da: Bosnia - Erzegovina, Belgio, Brasile, Estonia, Francia, Gran Bretagna, Italia, Lituania, Lussemburgo, Mali, Svizzera, Venezuela, estremamente preoccupati per le devastazioni sociali, economiche e culturali del modello di globalizzazione néo-liberale, dichiarano l'impellente necessità di resistere assieme ai movimenti sociali e dei cittadini, del Nord come del Sud, al dominio delle imprese multinazionali ed alle politiche internazionali e nazionali che favoriscono questi interessi. Nella nostra qualità di "eletti", denunciamo la situazione di privatizzazione di accesso all'acqua potabile di 1,5 miliardi di persone su questo pianeta. Denunciamo il fatto che, a causa della non potabilità dell'acqua che consumano, circa 2 miliardi di individui ogni anno sono colpiti da diverse malattie e conseguentemente , ogni anno, muoiono più di due milioni di donne, di uomini e di bambini. Questa disuguaglianza e questa ingiustizia sociale non sono una fatalità. Sono il risultato della globalizzazione néo-liberale e dell'incuria politica e possono essere combattute efficacemente dalle scelte e delle politiche alternative. In tal senso, ci impegniamo a partecipare in modo attiva alla costruzione di un altro mondo. In quanto "eletti", siamo coscienti della nostra responsabilità di fronte alle legittime domande da parte della società civile di trasformazione sociale e democratica della società. Siamo coscienti del ruolo che i parlamenti locali e nazionali possono svolgere perché si iscriva nelle Costituzioni, nelle leggi, nei regolamenti ed altre direttive, i diritti umani, economici e sociali fondamentali, e la difesa di questi diritti e la definizione di "politici pubbliche" rispettosi di questi diritti. Gli eletti ed i parlamentari "Uniti per l'acqua", in questo incontro riaffermano che il diritto di accesso all'acqua non è un bisogno, ma un bene un diritto fondamentale dell'essere umano. Dichiarano che questo diritto deve trovare concretizzazione, entro il 2020, attraverso l'esplicitazione nelle legislazioni nazionali, regionali ed internazionali assieme alla promozione di servizi pubblici che garantiscono questo diritto fondamentale. Essi rilevano le carenze degli Obiettivi di sviluppo del Millennio dell'ONU. Questi obiettivi ammettono esplicitamente che una parte importante della popolazione mondiale resterà interdetta dall'accesso all'acqua, dal momento che si limitano a volere ridurre, e puntano unicamente a ridurre, il numero di persone private di accesso all'acqua da oggi al 2015. Il diritto umano universale di accesso all'acqua a tutti è di fatto cosi negato . Ricordiamo che nel 1981, in occasione del lancio del 1° Decennio Mondiale dell'acqua, gli Stati avevano considerato un termine di quindici anni come una scadenza ragionevole affinché tutti gli individui del pianeta avessero accesso all'acqua potabile. Conseguentemente si erano impegnati a destinare tutti lo 0,7% del loro Prodotto interno Lordo (PNL) all'Aiuto pubblico allo sviluppo. Non riaffermando esplicitamente il diritto di accesso all'acqua per tutti nella Dichiarazione del "Nuovo Decennio Mondiale dell'acqua" del 22 marzo 2005, i governi lasciano credere all'ineluttabile fatalità dell' accettazione della crescita della rarefazione e della degradazione delle risorse idriche. Ora questa rarefazione e questa degradazione dell'acqua sono la conseguenza degli attuali modelli di produzione e di organizzazione sociale imposti dal modello di globalizzazione néo-liberale dominante. La crisi dell'acqua non è dunque che il prodotto di questo sistema economico. In quanto "eletti" coscienti del valore vitale, sociale, culturale e spirituale dell'acqua, consideriamo indispensabile la necessità di concretizzare ai livelli nazionali ed internazionali, come già veniva chiesto nel Forum dei Parlamentare Mondiale 2005 di Porto Alegre, il riconoscimento dell'accesso all'acqua come diritto umano universale e l'acqua come bene pubblico mondiale. Denunciamo il debito vergognoso che colpisce i paesi più poveri e priva le autorità locali e nazionali dei paesi del Sud e le loro popolazioni delle risorse indispensabili allo sviluppo sociale, particolarmente in materia di salute e di educazione. Denunciamo le politiche finanziarie del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale che condizionano sempre più la concessione di prestiti, oggi giorno sempre più necessari, all'opzione della delega di gestione al settore privato a scapito dei servizi pubblici. Per noi, è oggi indispensabile stimolare le cooperazioni pubbliche tra autorità locali e di elaborare alcuni nuovi strumenti finanziari a livello locale come a livello continentale e mondiale che permettano di assicurare il finanziamento pubblico degli investimenti necessari e di tutti i costi inerenti all'accesso all'acqua per tutti prima di 2020. Noi rivendichiamo, di fronte al potere esecutivo, troppo spesso onnipotente e poco trasparente, di poter svolgere pienamente il nostro ruolo di eletti e di avere dei Parlamenti che esercitano in modo effettivo il loro ruolo "legislativo" e di "controllo", e siamo convinti della necessità di favorire e di rinforzare i processi di democrazia partecipativa. Questo democrazia partecipative è indispensabile in materia di gestione dell'acqua, considerato il suo carattere " vitale" per ogni individuo. Sulla base di queste convinzioni, noi ci impegniamo concretamente a : 1. mettere in atto azioni in favore della Dichiarazione di Roma L'acqua, diritto umano universale ". 2. mettere in atto un modello di legislazione che riconosca il "diritto di accesso all'acqua, e per iscrivere il diritto umano all'acqua nelle legislazioni nazionali ed a livello della Carta Costituzionale di ogni paese, ed a in tutti i differenti livelli possibili. 3. mettere in atto delle carte dei servizi su base regionale, che garantiscano esplicitamente i servizi pubblici di accesso all'acqua. 4. agire sull'agenda internazionale degli Stati ed intervenire nelle Conferenze internazionali per il riconoscimento del diritto di accesso all'acqua per tutti. 5. mettere in atto, a livello nazionale ed internazionale, le condizioni necessarie alla realizzazione di un rapporto annuo di valutazione sui progressi in materia di riconoscimento del diritto all'acqua e di risanamento e conservazione dell'acqua. 6. valorizzare e diffondere i saperi e le pratiche tradizionali e delle popolazioni autoctone, in particolare, le competenze ed esperienze delle donne nella gestione dell'acqua. 7. agire per la promozione e l'introduzione, a livello locale e nazionale, di modelli di partecipazione effettiva dei cittadini/cittadine nella gestione dell'acqua (consiglio dei cittadini; assemblea di bacini idrici , forum, iniziative legislative popolari, ecc.) 8. Monitorare l'integrazione sistematica rispetto ai problemi dell'acqua negli studi di impatto dei progetti pubblici e delle opere di costruzioni e di gestione del territorio. 9. Imporre la valutazione preliminare dell'impatto sul diritto all'acqua nei progetti finanziati dalla Banca Mondiale, dal FMI e dalle banche pubbliche regionali e rendere pubblica questa valutazione. 10. Agire per l'introduzione di una fiscalità mondiale, complementare alle risorse finanziarie disponibili al livello degli Stati e delle collettività locali, per garantire il finanziamento dell'accesso all'acqua per tutti entro il 2020. 11. Favorire e sostenere il ritorno alle regole della gestione diretta della responsabilità della "gestione" dei servizi idrici concessa o delegata al settore privato. 12 Costituire dei Fondi cooperativi mondiali destinati a garantire il finanziamento pubblico dei servizi e degli investimenti che assicurino l'accesso all'acqua per tutti. 13. Promuovere la costituzione di un'autorità mondiale dell'acqua, indipendente dalle istituzioni finanziarie, concernente la prevenzione e la risoluzione dei conflitti riguardo all'acqua. 14. Orientare le politiche di cooperazione dei paesi del Nord verso il partenariato pubblico-pubblico al fine di promuovere e sostenere i servizi pubblici dei paesi del Sud, in modo particolare nel campo dell'acqua. 15. Incoraggiare le imprese pubbliche di distribuzione di acqua potabile e di risanamento delle acque, dei paesi più ricchi, a sostenere attraverso progetti di solidarietà internazionale, le azioni finalizzate a garantire l'accesso all'acqua tramite i servizi pubblici dei paesi del Sud, sotto forma di finanziamento o di messa a disposizione di competenze . 16. Mettere in atto delle "Reti internazionali di eletti Uniti per gli acqua" a livello locale, regionale e nazionale. 17. Promuovere l'azione congiunta, in materia di acqua, dei rappresentanti del Parlamento Panafricano, del Parlatino, del Parlamento Europeo e di istituzioni similari a livello dell'Asia, per un incontro internazionale che dovrebbe tenersi inizio 2006. 18. Sostenere la realizzazione di una "Assemblea mondiale per l'acqua" che riunisca i rappresentanti dei movimenti di cittadini e cittadine, di eletti locali, regionali e nazionali, dei sindacati, delle organizzazioni di donne ed altri raggruppamenti, impegnati nella difesa del diritto di accesso all'acqua e dell'acqua in quanto bene comune. 19. Mettere in atto una commissione rappresentativa a seguito del Forum per sostenere presso il Fondo Monetario Internazionale e la Banca mondiale, le risoluzioni di Ginevra ed esigere la cessazione di progetti finanziari che non considerano l'acqua come un diritto umano universale e che rimettono in discussione i servizi pubblici. Approvata a Ginevra, sabato 19 marzo 2005 ASSEMBLEA DELLE ASSOCIAZIONI - Domenica 20 Marzo 2005 Conclusioni finali Alla presenza di 96 organizzazioni sulle 165 che hanno aderito a FAME 2005, l'assemblea delle associazioni che si è riunita Domenica 20 marzo 2005 a Ginevra, ha approvato le seguenti conclusioni : Quadro di azione e risultati dei lavori § Conferma dei principi fondamentali della Dichiarazione di Firenze del 2003( c.f. www.fame2005.org) sul diritto di accesso all'acqua ed il riconoscimento dell'acqua come bene comune mondiale; § Conferma della qualità del processo partecipativo messo in atto dal comitato organizzazione del FAME 2005 che ha portato all'approvazione, dopo la discussione e gli emendamenti, dei documenti di lavoro di buona qualità elaborata in modo internazionale per l'incontro del FAME 2005, (documenti definitivi disponibili nei prossimi giorni su www.fame2005.org) § sostegno alle popolazioni e movimenti sociali in lotta per l'accesso all'acqua e la giustizia sociale( c.f. allegato) ed al ruolo delle donne come espresso nella risoluzione del 19 marzo; § conferma degli obiettivi di "esclusione dell'acqua dalla sfera del commercio e dalle regole del mercato" e della esigenza di un riconoscimento dell'acqua, a livello mondiale, come espresso nella dichiarazione finale del 19 marzo 2005 (in allegato); § condivisione del contributo politico sulle prospettiva, del Presidente del Comitato Organizzazione internazionale del FAME 2005, Riccardo Petrella ( c.f in allegato); Assi di mobilitazione e di impegno Le associazioni presenti, nel quadro delle conclusioni dei quattro gruppi di lavoro del FAME 2005, hanno ricordato gli assi di mobilitazione e le campagne di azione prioritarie dando incarico al Comitato Internazionale ( COI) di formalizzarli e di definirne le priorità : 1. Campagna a sostegno della creazione e del consolidamento delle Reti di associazioni e degli eletti locali . 2. Campagna contro l'AGCS (Accordo generale del commercio dei servizi), contro la privatizzazione e per la difesa del servizio pubblico di distribuzione dell'acqua 3. Campagna contro le multinazionali che operano nel settore idrico ivi incluse quelle che commercializzano l'acqua in bottiglia . 4. Campagna di promozione delle azioni cittadinanza e partecipazione attiva per il diritto di accesso all'acqua e il riconoscimento dell'acqua come "bene comune mondiale", esempi: iniziativa popolare uruguaiana, iniziative toscana, consiglio dei cittadini ecc.) . 5. Campagna di promozione dei rapporti di aggiornamento delle associazioni rispetto alle azioni e risultati conseguiti nella conquista del diritto all'acqua, a livello di lotte sociali, di elaborazione di rapporti internazionali indipendenti rispetto alla stato di attuazione degli obiettivi di sviluppo delle organizzazioni internazionali e dei governi. 6. Campagna di sostegno alla Ricerca avviata di proposte di strumenti per il finanziamento degli investimenti pubblici indispensabili sull'accesso all'acqua per tutti. 7. Campagna di valutazione sull'opportunità di un Tribunale mondiale per i crimini legati all'acqua che integri le esperienze già in corso, in particolare in America Latina. Assi di appoggio alle azioni concrete urgenti : Le associazioni hanno espresso il loro appoggio alle seguenti azioni di cittadinanza : § partecipazione critica e di denuncia all'assemblea degli azionisti di Suez proposta dall'associazione americana Public Citizen § presenza delle organizzazioni sociali che difendono il "diritto di accesso all'acqua" in occasione dell'incontro dell'OMC ( organizzazione mondiale del commercio) a Ginevra nel mese di maggio per combattere ed impedire ogni tentativo dei rappresentanti degli Stati-membri di privatizzare l'acqua Rafforzamento del coordinamento e della rete internazionale dei movimenti sociali Le associazioni che hanno preso parte all'assemblea hanno deciso, in modo unanime e con grande entusiasmo, di dar vita ad una struttura che possa favorire un monitoraggio dei Fori alternativi mondiali sull'acqua, delle azioni concrete realizzate dalle associazioni, dei successi nell' affermazione del diritto universale di accesso all'acqua ed il coordinamento delle azioni di pressione sulle istituzioni internazionali, i governi e gli eletti nazionali. A Livello Internazionale: § formalizzazione di un Comitato internazionale del Foro Alternativo Mondiale dell'acqua. § le associazioni che vogliono farne parte si devono impegnare, per iscritto, a sostenere i principi fondamentali adottati a Firenze ed a realizzare le proposte di azioni adottate a Ginevra. § ogni associazione membro deve designare e deve fare conoscere la persona incaricata di rappresentarla in seno al FAME, termine 1 maggio, § I rappresentanti di associazioni sceglieranno, prima del 1 giugno 2005, un comitato che comprenderà oltre, Riccardo Petrella ed i presidenti, o un rappresentante, dei FAME di Firenze e Ginevra, 1 o 2 rappresentanti per regione continentale, Africa settentrionale e Medio Oriente, Africa sub-sahariana, Asia, Nordamerica, Sudamerica, Europa occidentale, Europa orientale, Oceania, per un totale 8 regioni, nel rispetto dell'equilibrio di genere. § le competenze del comitato che si riunirà almeno una volta per anno sono in particolare: seguire gli effetti dei Fori, la politica generale di FAME, la pianificazione degli avvenimenti, ecc. § il comitato designerà le persone (cinque che costituiranno l'ufficio incaricato di coordinare le proposte e decisioni del comitato) § i mezzi finanziari necessari saranno cercati e trovati a livello internazionale con sottoscrizioni delle associazioni. SEGRETERIA PERMANENTE § creazione di una mini-segreteria permanente a Ginevra che valorizzerà l'esperienza dell'organizzazione del foro. § competenza e circolazione delle notizie concernente il collocamento lo stato di avanzamento dei programmi di azioni di FAME 2005 in collaborazione col comitato internazionale, il suo ufficio ed i comitati tematici regionali, il seguito dei calendari di avvenimenti relativi alla 4 tematica acqua del Foro, gestione del sito internet di FAME, da rinominare § i mezzi finanziari necessari dovranno essere reperiti , preferibilmente dalla Svizzera Ginevra, il 20 marzo 2005, Allegati 1. dichiarazione finale del FAME 2005 2. contributo di Riccardo Petrella, Presidente del Comitato di organizzazione internazionale del FAME 3. le risoluzioni adottate in allegato alla Dichiarazione finale del FAME 2005 4. dichiarazione dei parlamentari " Uniti per l'Acqua" 6. risoluzione aggiunta alle conclusioni finali dell'assemblea delle associazioni del FAME 2005 RISOLUZIONE aggiunta alle Conclusioni finali dell'assemblea delle Associazioni di FAME 2005 I Rappresentanti dei gruppi sociali del Perù, della Bolivia, dell'Ecuador, del Brasile, dell'Uruguay, del Paraguay, del Messico, della Colombia, del Venezuela, della Costa Rica, del Cile, del Canada, dell'Italia, della Spagna, del Ghana, del Mali, dell'Africa meridionale, del Burkina Faso, dell'India, del Nepal, della Tailandia,,,,. 1. Condanniamo le partnership pubblico-privato promosse dalla Banca Mondiale, come nuove forme di privatizzazione dell'acqua che essa tenta di imporre ai nostri paesi; 2. dichiariamo al FAME 2005 che l'unica forma per contrastare i processi di mercificazione ed i conflitti dell'acqua risiedono nella capacità di dare potere ai cittadini attraverso quei movimenti sociali che con le loro lotte e le loro proposte contrastano i principi di questo modello; 3. condanniamo a livello internazionale la multinazionale Suez Lionnayse des Eaux (Francia), le istituzioni "Abengoa" (Spagna), la cooperazione tedesca GTZ che destabilizzano i processi di consultazione popolare dei nostri popoli.