
COMUNICATO STAMPA del 24 luglio 2010
Gaia SpA/ATO1 Toscana Nord:
la gestione dei beni comuni è responsabilità esclusiva delle comunità che li condividono
A dirlo, nelle province di Massa Carrara, Lucca e Pistoia, sono oltre 20.000 cittadini che hanno firmato i quesiti referendari contro la privatizzazione del servizio idrico.
Lo hanno fatto nello straordinario fronte del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua ma in una condizione tutta locale: perché l’acqua di rubinetto, qui, è in parte gestita da GAIA, società a patrimonio totalmente pubblico dalla disastrosa situazione finanziaria ed aziendale.
Come a confermare che il problema non è il capitale pubblico di GAIA ma la pessima gestione di questa azienda regolata dal diritto privato delle s.p.a, una gestione che si è voluto consapevolmente compromettere quando a GAIA si è sottratta la sua linfa vitale, la rete idrica della Piana di Lucca, ad esclusivo vantaggio/profitto degli azionisti GEAL.
Ci appelliamo ai Sindaci che hanno fatto propria la battaglia in difesa dell’acqua pubblica così come ai Sindaci i cui consigli comunali hanno deliberato la non rilevanza economica del servizio idrico, tramite atti di indirizzo o di modifica degli statuti comunali, affinché raccolgano la volontà dei loro cittadini di ‘non vendere l’acqua’ e la rappresentino presso gli altri Sindaci con cui in questi giorni sono impegnati a decidere le sorti di GAIA.
Chiediamo una moratoria immediata delle procedure che aprono GAIA agli interessi dei privati perché decisioni che condizioneranno per decenni il bene comune-acqua non si possono prendere nell’incertezza generale di questo quadro legislativo.
GAIA è destinata alla chiusura fra 5 mesi; lo stabilisce una sentenza del TAR toscano. Al contempo la normativa nazionale ha decretato il superamento degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) entro i quali si gestisce attualmente il servizio idrico; intanto sul Decreto Ronchi incombono un ricorso di costituzionalità delle Regioni e il referendum del popolo dell’acqua. Si aggiunga la grave emergenza ambientale dei nostri fragili territori.
Sono tutte partite aperte, in una fase di crisi finanziaria nazionale, su cui Enti locali e Regione Toscana devono rispondere complessivamente.
La natura pubblica di GAIA non può essere compromessa da vertici gestionali prossimi alla scadenza. Contiamo sul buon senso dei Sindaci e sulla loro capacità di rappresentare la domanda di democrazia e partecipazione delle loro comunità.
Comitati referendari provinciali di Massa Carrara, Lucca, Pistoia
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua Toscana Nord
24 luglio 2010






