Bruno Valentini eletto nuovo Presidente A.I.T

Giovedì 5 ottobre si è svolta a Firenze l’Assemblea dell’Autorità Idrica Toscana, che ha eletto il nuovo Presidente dell’Autorità Idrica Toscana, ad un anno e mezzo di distanza dalla decadenza del precedente (il Sindaco di Grosseto Bonifazi); come ampiamente previsto, il nuovo Presidente A.I.T. è il Sindaco di Siena Bruno Valentini. Ecco il comunicato del Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua.

ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELL’AIT

MA CHI INDIRIZZA, CHI DECIDE, CHI CONTROLLA LA GESTIONE DELL’ACQUA IN TOSCANA?

Giovedì, 5 ottobre, si è consumato il rito dell’elezione del Presidente dell’ AIT, che richiama, visto il peso dei numeri, la presenza anche di Sindaci in genere riottosi ad intervenire nelle faccende dell’Autorità Idrica regionale. Più corretto sarebbe dire: si è svolto il teatrino, in quanto i giochi erano già fatti in precedenza.

E così, tutto come previsto: l’opposizione, attraverso Riparbella, ha proposto il Sindaco 5 Stelle di Livorno, Nogarin, votato poi anche da Carrara, Volterra, Cascina e S. Sepolcro – quest’ultimo escluso dal Direttivo. Mentre la maggioranza si è schierata con il Sindaco PD di Siena, che ha ovviamente prevalso. Qualche astenuto: Livorno e Siena per “garbo”; Montevarchi, Manciano e Sesto Fiorentino perché fuori dalle parti?

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Il nuovo Presidente A.I.T. Bruno Valentini (Sindaco di Siena)

L’AIT ha lasciato passare un anno e mezzo dalla decadenza del Sindaco di Grosseto, prima di rieleggere il nuovo Presidente. Nel frattempo, la carica è stata affidata alla giovane Sindaca di Figline-Incisa, assai dimessa nel ruolo ma con evidente targa PD. Del resto, si sa che il Direttore basta e avanza per prendere le decisioni importanti, quelle soprattutto che non scomodano i gestori del servizio idrico integrato.

Nell’assemblea, abbiamo chiesto ai Sindaci, tramite un volantino: gestione, prelievi, concessioni per il servizio idrico. Chi indirizza? Chi decide? Chi controlla? Fin da quando è stata istituita l’Autorità Idrica Toscana ci poniamo queste domande. E puntualmente seguono altri interrogativi: qual è il ruolo dell’AIT? Come mai la troviamo sempre schierata dalla parte dei gestori e mai in difesa del bene comune? E i Sindaci che ne fanno parte avranno talvolta avuto presente che milioni di cittadini/e hanno chiesto a gran voce che l’acqua fosse sottratta alle leggi del mercato e del profitto?

Risultati immagini per forum toscano acquaSolo pochi rilievi da parte nostra, in una serie innumerevole di questioni concrete da affrontare anche urgentemente riguardo all’acqua e alla sua gestione.

Per esempio, tutti i regolamenti stabiliscono che i contatori siano forniti e installati esclusivamente dal gestore, a cui resta la piena proprietà. Viene infatti considerato abuso qualsiasi intervento sul contatore stesso. Ma anche i contatori nei pozzi di prelievo non sono installati e tanto meno controllati da alcuna autorità Pubblica: è dunque sempre il gestore (il controllato) che controlla se stesso.

E ancora, con il problema della siccità, con invasi, sorgenti, torrenti e fiumi quasi o completamente in secca, sarebbe interessante sapere se i Sindaci dell’AIT si siano preoccupati di esaminare le Concessioni per verificare le quantità prelevabili eventualmente stabilite. Oltre all’esistenza e quindi al rispetto dell’obbligo di comunicazione tempestiva di quanto realmente prelevato, per impedire la distruzione della risorsa idrica. Risultati immagini per forum toscano acquaDalla relazione del Direttore dell’AIT per il 2015 si evince che i gestori toscani prelevano circa 450 milioni di metri cubi l’anno, ma risultano fatturati agli utenti solo 234,5 milioni di m.c., ossia in termini percentuali il 52%. Sempre in suddetta relazione si afferma che le perdite ammontino a circa 152 milioni di metri cubi e cioè ben il 34%: uno spreco e un costo immane in termini ambientali. Valutando poi queste perdite sulla base della tariffa reale media toscana (2,8 euro a m.c. ) si arriva ad un importo di circa 425 milioni dilapidati. Frangente aggravato dal fatto che i costi derivanti dalle perdite in rete gravano in realtà sulle tariffe: si scaricano dunque sugli utenti le inefficienze dei gestori. Ma facendo bene i conti mancano ancora all’appello circa 63,5 milioni di m.c. di acqua, che non rientrano nel fatturato e neppure nelle perdite. Che fine fa allora il 14% dell’acqua prelevata (in termini di fatturato, 178 milioni di euro)? Discrepanza impossibile da spiegare con i prelievi abusivi dalla rete o con l’uso per lo spegnimento degli incendi: utilizzi che, sommandosi, possono al massimo rappresentare l’1-2% .

Il nuovo Presidente, Valentini, annuncia ufficiosamente una sorpresa. Certo, non sarebbe affatto una sorpresa e oltre tutto inaccettabile se si intendesse semplicemente sostituire una società ad un’altra, ai vertici delle aziende idriche. Poco importa il peso percentuale di pubblico e privato quando la gestione rimane comunque privatistica, quando l’acqua è trattata come merce da sfruttare e su cui speculare.

In ogni caso, di primaria importanza resterebbe invece l’impegno dell’AIT e dei suoi Sindaci sul fronte del rispetto e della tutela effettiva di un bene di vitale importanza. Di contro, interessano poco o niente le elezioni di un Presidente dell’Autorità, specie se espressione univoca di maggioranze elettorali e di pesi partitici, che nulla hanno da spartire con l’acqua. Anzi!

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