Pesticidi e Glifosato

C’è tempo fino al 15 Giugno 2017, clicca e

FIRMA PER FERMARE L’USO DEL GLIFOSATO

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Situazione riferita a fine 2015, purtroppo ancora molto attuale…

Quella dell’uso dei pesticidi è sicuramente una pratica non sostenibile, lo dimostra il fatto che questi veleni stanno contaminando sempre più l’ambiente, i cibi e l’acqua.

Cercheremo in questa pagina di guidare il lettore alle informazioni che si trovano in rete al fine di arrivare a farsi un’idea dell’importanza che ricopre l’argomento in relazione alla salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente,

 

ma prima di iniziarestop-glifosato questo percorso, vorremmo da subito invitare a cliccare e leggere il Manifesto Stop Glifosato prodotto dal tavolo delle associazioni che lottano per bandire questo erbicida al centro di polemiche.

E adesso iniziamo il nostro tour informativo rivolgendo l’attenzione alla contaminazione degli alimenti, ecco uno stralcio del dossier stop pesticidi 2015 di Legambiente:
Quasi la metà dei campioni (45%) analizzati
dal laboratorio pubblico della Provincia di Bolzano, per esempio, contiene più residui di sostanze attive. Si arriva, a combinazioni di otto residui in un campione di fragole locali (Pirimetanil, Piraclostrobin, Fenhexamid, Azossistrobina, Quinoxifen, Fludioxonil, Ciprodinil, Boscalid) e un campione di uva da vino, dove insieme al Captano, peraltro non autorizzato nella specifica coltura (il campione infatti è in realtà conteggiato nelle irregolarità), sono stati riscontrati anche Ciprodinil, Zoxamide, Spiroxamina,
Metrafenone, Fludioxonil, Metossifenozide, Tetraconazolo. Significativo è che su 37 vini analizzati, 24 contengono una media di 3 o 4 residui di fitofarmaci, con punte fino a 8 residui in un vino DOC di produzione locale (Fenhexamid, Metalaxyl, Boscalid, Dimetomorf, Fludioxonil, Pirimetanil, Iprovalicarb, Ciprodinil).
Un risultato simile, per ciò che riguarda il comparto vinicolo, si riscontra nelle analisi del laboratorio del Friuli Venezia Giulia, dove in un campione di vino sono stati rilevati fino a sette residui (Fenexamid, Boscalid, Cyprodinil, Dimetomorf, Indoxacarb, Pirimetanil e Metalaxil). Mentre quasi la metà dei campioni di frutta analizzati è multi-residuo. Anche la Puglia registra campioni da record, soprattutto nelle 6
uve: un campione di uva contiene 15 diverse sostanze attive (ma non è stato fornito il dettaglio delle sostanze attive) e sono stati rintracciati picchi di 8 e 9 sostanze chimiche diverse, rispettivamente, in un campione di fragole e uno di pere.
Cocktail di sostanze attive si trovano anche in Liguria in produzioni tipiche quali un campione di basilico di produzione locale ligure con sette residui (Dimetomorf, Fluopicolide, Piraclostrobin, Spinosad, Imidacloprid, Spinosin D, Spinosin A), mentre un campione di mele di provenienza extra-regionale risulta regolare ma con sei diversi residui chimici, tra cui il Boscalid e il Chlorpyrifos.
Le irregolarità, invece, sono dovute al superamento dei limiti massimi di residuo (LMR) stabiliti per legge o all’impiego di prodotti fitosanitari non autorizzati sulla specifica coltura. E’ il caso dell’Emilia Romagna che ha rilevato 11 non conformità, di cui 5 riscontrate in campioni di pere, clementine e uva da vino trattate con sostanze attive non più autorizzate in Italia per queste colture; mentre le restanti irregolarità
riguardano il superamento dell’LMR stabilito per Dimetoato e Chlorpyrifos Etile rispettivamente su finocchi, fagiolini, funghi e sulle bietole. Tredici irregolarità, ma su un numero di campionature molto elevate, sono state registrate dal laboratorio pugliese, su campioni di clementine, carciofi, rape, pomodori, pesche, bietole, lattuga, uva, pesto e su campioni di melagrana e ciliegie provenienti dalla Turchia, in tutti i casi per superamento dei limiti massimi consentiti per legge. Si può leggere tutto l’interessante documento cliccando qui.

Beh, sapere che mangiando una fragola si possono assumere, magari in quantità talmente piccola da essere in regola, 8 tipi di veleno diversi mette un po’ di angoscia e poi il vino! Ogni sorso di vino 4 veleni !!! Vabbè…

La birra sarà esente da queste sostbirre_boccalianze ?
Sembra di no…
Diversi marchi di birre tedesche contengono il diserbante glifosato. Lo sostiene un’analisi dell’Istituto per l’ambiente di Monaco. Il test ha coinvolto 14 etichette fra le più note in Germania
Clicca e leggi l’articolo de Il fatto quotidiano.

Ci spostiamo leggermente e passiamo a prodotti non alimentari,ma curiosamente nocivi per l’uomo, anzi in questo caso in particolare più per le donne. In Argentina hanno trovato il Glifosato nei prodotti di cotone tra cui garze sterili e tamponi per il ciclo;

leggi l’articolo cliccando qui.

 

Mentre un altro pesticida in Canada sembra che abbia fatto strage di API, molto interessante l’articolo che si trova cliccando qui e di cui si riporta uno stralcio:

Decine di milioni di api sono morte in Canada a seguito di una nuova semina di mais trattato con pesticidi. David Schuit, apicoltore di Elmwood, ha riferito di aver perso 600 alveari che contenevano circa 37 milioni di api.
Il problema sarebbe legato all’uso di pesticidi neonicotinoidi, che danneggiano il sistema immunitario delle api e la loro capacità di orientamento, con conseguente moria di massa. Le api sarebbero morte pochi giorni dopo la semina di nuovi campi di mais OGM nelle vicinanze degli alveari.
Le coltivazioni sarebbero state trattate con i neonicotinoidi prodotti da Bayer CropScience, che in Nord America sono ancora consentiti a causa delle pressioni dell’industria chimica.
Interessante anche lo studio che hanno fatto alla Harvard School su api e pesticida Leggilo cliccando qui.


E la conferma dell’ Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – Efsa (leggilo qui) arrivata 2 anni dopo lo stop temporaneo ai pesticidi neonicotinoidi già imposto, dall’Unione Europea purtroppo solo per la concia del mais.

(Pazzesco il fatto che l’uso sul mais sia vietato e per altri interventi sia autorizzato o addirittura obbligatorio informati leggendo qui gli interventi autorizzati, qui un esempio di intervento obbligatorio, qui per leggere di Marisa e Renato apicoltori italiani rovinati )
Ora, questo fatto che l’unione europea abbia bloccato l’uso di un pesticida che invece continua ad essere in uso in America ci porterebbe a fare delle riflessioni sul TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) il trattato commerciale che quasi segretamente stanno per firmare Europa e America, ma rimandiamo queste riflessioni a dopo e continuiamo ad occuparci di pesticidi.

Se ce li ritroviamo nel vino che portiamo in tavola, figuriamoci in che condizioni sono le acque di superficie e, ahimè, anche quelle sotterranee.

I dati arrivano da l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA che ci avverte anche che il nostro paese si aggiudica il primo posto nella classifica europea dei consumatori di pesticidi in campo agricolo, con un consumo pari a 5,6 kg per ettaro ogni anno – un valore doppio rispetto a quelli di Francia e Germania.

Prima di vedere i documenti ufficiali dell’ ISPRA vi suggeriamo di leggere l’esaustivo riassunto e le considerazioni che ha scritto Antonio Lupo, medico ISDE e Presidente Comitato Italia Amigos Sem TerraClicca per leggere

L’intero documento ISPRA di riferimento nazionale si può leggere cliccando qui e se ne riportano alcuni dati significativi:
Nel 2012 nelle acque superficiali, glifosato e il suo metabolita AMPA, cercati solo in Lombardia, sono presenti con frequenze rispettive del 18% e del 47%; gli erbicidi terbutilazina, terbutilazina-desetil, 24 metolaclor con frequenze del circa 15% dei campioni; l’insetticida imidacloprid, il cui rilevamento è in crescita rispetto agli anni passati, è ritrovato con una frequenza del 21%.
Nelle acque sotterranee il fungicida carbendazim è la sostanza più rinvenuta, 24% di ritrovamento, nonostante l’esiguo livello di ricerca, solo 292 campioni totali; l’insetticida imidacloprid, anche per questo compartimento idrico, è tra le sostanze più ritrovate con il 13% dei campioni; superano il 10% dei ritrovamenti anche terbutilazina-desetil, oxadixil e ciprodinil; triadimenol, atrazina-desetil, dimetomorf, bentazone, metalaxil e terbutilazina sono tutte rinvenute con frequenze superiori al 5%.

Cliccando qui invece si possono leggere i dati ISPRA sulla contaminazione da pesticidi divisi regione per regione ovviamente Toscana compresa.

Segnaliamo anche questo interessante articolo de La Stampa dal quale riprendiamo questa riflessione:
Ciò che preoccupa, piuttosto, è l’aver rintracciato dei mix di composti – fino a 60, rispetto ai 23 registrati un anno fa – diversi. Come segnalato dai comitati scientifici della Commissione Europea «il rischio derivante dall’esposizione a miscele di sostanze è sottostimato dalle metodologie utilizzate in fase di autorizzazione, che valutano le singole sostanze e non considerano gli effetti cumulativi». Motivo per cui occorre la massima prudenza anche al cospetto delle contaminazioni più basse.
Ecco la fregatura, stiamo parlando di veleni presenti nelle acque di superficie e non si interviene perché le percentuali sono sotto il livello di guardia, però non si considera la contaminazione totale, ma quella del singolo veleno. Si ritengono acque nella norma perché nessuno di questi veleni supera il livello di allarme, ma non si tiene di conto che si arrivano ad avere fino a 60 tipi di veleni nella solita acqua e non si valuta neanche il potenziale pericolo aggiuntivo che potrebbe derivare dalla loro miscelatura!

Ok, per chiudere il cerchio non possiamo non parlare di nuovo della Monsanto, del suo glifosato e dei suoi OGM. Lo facciamo indirizzando il lettore al sito di GreenPeace dove c’è una esposizione chiara, lineare e fluida che merita di essere letta per intero, quindi niente stralci, solo clicca per leggere.

E adesso altri collegamenti:
Qui si trova la pagina dell’EFSA dove sostengono che il Glifosato NON SAREBBE CANCEROGENO

Qui invece un articolo del Il Corriere (clicca) relativo alla decisione dell’ EFSA, che spiega anche che l’analisi dell’Efsa è basata esclusivamente sul principio attivo – il glifosato – mentre lo studio della Iarc che lo ha classificato ” probabilmente cancerogeno” ha considerato anche i «formulati» che contengono questa sostanza, cioè i prodotti effettivamente utilizzati nei campi. Le due cose non si equivalgono perché l’interazione con gli altri componenti, in alcuni casi, aumenta la tossicità del principio attivo.

Pesticida vignetta

Cliccando qui puoi leggere da Il Fatto Alimentare un test inquietante ed esaustivo fatto in Svizzera sulle urine di persone volontarie che dimostra che il Glifosato non sparisce per magia dopo i trattamenti, ma, cancerogeno o no, ce lo mangiamo in abbondanza.

Cliccando qui puoi leggere un articolo sull’Agenzia per la protezione dell’ambiente della Tabella comparazione giudizi produttori-indipendentiCalifornia che vuole che sulle etichette dei prodotti contenenti l’erbicida glifosato sia apposta l’avvertenza che si tratta di un prodotto cancerogeno.

Cliccando qui puoi leggere un documento molto elaborato e veramente esaustivo a firma di Pietro Massimiliano Bianco, Valter Bellucci, Carlo Jacomini (Dip. Difesa della Natura, ISPRA) pubblicato sul sito dell’ Associazione Veneta dei Produttori Biologici e Biodinamici. Da questo documento abbiamo messo in evidenza la tabella a fianco che si legge cliccandoci sopra.

 

Cliccando qui puoi entrare in contatto col lavoro svolto da Pablo Ernesto Piovano.Donna Argentina Maschera Gas

Piovano vive a Buenos Aires, in Argentina, e negli ultimi anni è diventato testimone delle conseguenze sulla popolazione della coltivazione di OGM e del conseguente utilizzo di diserbanti tossici, a partire dal glifosato, con cui viene prodotto l’erbicida RoundUp di Monsanto. — Ti segnaliamo anche questo video E il suo sito in lingua originale.

 

Continuando a parlare di Monsanto segnaliamo atri 2 interessanti ed inquietanti articoli:

Cliccando qui un articolo de Il Fatto che parla di Xylella, il batterio che ha contaminato i secolari ulivi della Puglia, di Monsanto e di Brasile. Lì è stato per la prima volta sequenziato il Dna del batterio, con un progetto di ricerca che, nel 2002, ha dato vita ad Alellyx, società che studia le piante resistenti a Xylella e acquistata nel 2008 dal colosso di sementi transgeniche Monsanto. C’entra qualcosa con la contaminazione in Puglia? È una domanda a cui la Procura intende dare risposta.


Sono ipotesi, si diceva. Tuttavia, la magistratura non se la sente di tralasciare nulla. Neppure che uno dei tasselli possa essere il workshop internazionale tenutosi presso l’Istituto agronomico mediterraneo di Bari. Organizzato su spinta dell’olandese Jaap Janse, coordinatore della rete Cost 873 di cui sopra, ha “fornito gli strumenti di diagnosi e controllo per prevenire l’introduzione e l’eventuale disseminazione del batterio in Europa”. Era l’ottobre 2010, tre anni prima che venisse lanciato l’allarme sul territorio.

Cliccando qui ci si può fare un’idea di quale sia il livello di etica che guida la Monsanto, sembra addirittura che si sia comprata un esercito privato, e che esercito !

E adesso, siamo arrivati alla riflessione sul TTIP di cui accennato precedentemente.
Si diceva che l’Unione Europea ha bloccato l’autorizzazione di un pesticida ritenuto responsabile della moria di api che invece è commercializzato ed usato in America.
Ecco, se i parlamentari europei non si opporranno a questo trattato commerciale e se quindi entrerà in vigore il TTIP opporsi alle pratiche in uso in America non sarà più possibile, OGM e pesticidi ci saranno imposti da questo trattato che darà il potere alle aziende di avere ragione su chiunque imponga restrizioni, nazioni comprese. Questa è una partita ancora da giocare e la sensibilizzazione sul tema e la pressione sui parlamentari europei sono le nostre armi, si tratta del nostro futuro e di quello dei nostri figli, noi crediamo che valga la pena per chiunque informarsi bene ed attivarsi anche su questo argomento. Per maggiori informazioni clicca qui

 

Cliccando qui puoi leggere un articolo de IL Fatto Alimentare che porta questo titolo: Erbicida Enlist Duo con glifosato: l’EPA ci ripensa e chiede di poter ritirare l’autorizzazione al suo utilizzo.

 

03-10-2016  Aggiunto un link interessante:

E’ ufficiale: il glifosato contenuto nella pasta provoca la SLA e il morbo di Alzheimer.

 

Chi vuole privatizzare l'acqua deve dimostrare di essere anche il padrone delle nuvole, della pioggia, dei ghiacciai, degli arcobaleni … "Erri De Luca"