Publiacqua: da gallina dalle uova d’oro di acea a bancomat dei sindaci?

Comunicato stampa del Forum Toscano dei Movimenti Per L’Acqua

DA GALLINA DALLE UOVA D’ORO DI ACEA

A BANCOMAT DEI SINDACI?

Firenze, capofila dei 46 Comuni gestiti da Publiacqua, tesse anche stavolta la ragnatela, lanciando di nuovo lo spot della ripubblicizzazione dell’acqua, come già dichiarato nel 2019, alla vigilia delle elezioni comunali. il-mio-voto-va-rispettatoDal 2011, quando i referendum decretarono la sottrazione del servizio idrico dalle leggi di mercato e dal profitto, la politica nazionale e locale ha osteggiato in ogni modo la reale applicazione degli esiti referendari, rimasti a tutt’oggi lettera morta. E ora? A distanza di nove anni, ci troviamo effettivamente di fronte a un cambio di rotta?

Vale la pena ricordare che dai primi del 2000 i nostri Sindaci, con il 60% delle quote, hanno messo in mano al socio privato la gestione dell’acqua. Infatti i patti parasociali prevedono che l’Amministratore Delegato sia espresso dal socio privato, mentre la parte pubblica della spa designa solo il Presidente del C.d.A. Pertanto i Comuni subiscono, quando semplicemente non favoriscono, la dittatura di ACEA, con grande soddisfazione della dirigenza della società romana e del Comune di Roma, che con il suo 51% continua beatamente a lucrare sul servizio idrico di mezza Toscana.

Oltre tutto, va fatto notare ai nostri egregi Sindaci, che la rottura dei patti parasociali non cambia la situazione, in quanto anche lo statuto di Publiacqua sancisce la stessa identica cosa: l’AD è scelto dal privato! Allora, sarà effettivamente cambiata la musica?

Significativo in proposito il prolungamento di 3 anni della concessione a Publiacqua, slittata fino al 2024. Elargito nel 2018, ancora in questa occasione viene spudoratamente rivendicato come necessità per agevolare la liquidazione del socio privato, ACEA. Per non dire del regalo fatto in precedenza alla società romana dell’intero sistema informatico di Publiacqua, che comprende la gestione delle risorse umane, delle relazioni con i clienti e con i fornitori, la pianificazione delle risorse di impresa…un vero patrimonio! Per poi comprare da Roma il sistema Acea 2.0 che, ce ne fosse stato bisogno, ha rinsaldato il potere del socio privato.

Comunque sia, è toccato a Prato avviare il percorso della sedicente ripubblicizzazione. E al di là delle dichiarazioni mediatiche, in Consiglio Comunale il Sindaco ha esordito con: “un po’ troppo parlare di ripubblicizzazione”, a cui ha fatto eco un Consigliere PD: la “vera ripubblicizzazione”, quella chiesta dai referendum del 2011, “non è indolore”, lasciando intendere che sia da preferire un’altra strada.

Acea Ato2. Salta la conferenza dei sindaci, troppi dubbi sulla ...Da preferire, certo, la gestione “in house” tramite una Spa, quindi una società di capitali sia pure interamente pubblica, che lascerebbe l’azienda idrica sul mercato, continuando a sfruttare l’acqua come una merce da cui ricavare il massimo profitto. Nel caso però, sicuramente entrerebbero più soldi nelle casse comunali, e resterebbero comunque nell’ambito della nostra beneamata regione.

Perché i soldi distribuiti dalle partecipate fanno gola a tutti, sia ai Sindaci di centro destra che a quelli di centro sinistra, in ugual misura. Tant’è che da un ventennio le scelte non si fanno più con una visione strategica sul futuro del servizio idrico, ma sulla base di quanto potranno fruttare le quote di partecipazione alle Spa dell’acqua. Il dubbio che ci attanaglia però è che tutta l’operazione potrebbe rivelarsi semplicemente una manovra elettorale in vista delle regionali, per far raccattare qualche voto in più al centro sinistra.

Come da tempo abbiamo sostenuto, i Comuni dovrebbero davvero riprendere in mano la gestione dell’acqua, in collaborazione coi cittadini e con i lavoratori del settore, costituendo aziende speciali o consortili: aziende soggette al diritto pubblico, dove nessuno speculi per ottenere profitti dall’acqua. Adesso, come in precedenza, pare che si stia andando in tutt’altra direzione.

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cropped-Cartello-e-Palloncini-1.jpgAnche quest’anno chiediamo al popolo dell’acqua pubblica di scegliere il Forum Toscano dei Movimenti per L’Acqua come destinatario del 5X1000 nella dichiarazione dei redditi.

Il Forum Toscano si avvale dell’Associazione Acqua Bene Comune Pistoia per raccogliere i fondi necessari a portare avanti le lotte per contrastare l’avanzamento del privato nella gestione del servizio idrico.

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Convegno regionale su acqua pubblica… Niente di nuovo sotto il sole!

Comunicato Stampa

Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua si compiace che la Consigliera Spinelli abbia organizzato il convegno tenuto a Firenze il Acqua pubblica non se ma quando17 gennaio scorso: Acqua pubblica: non se, ma come e quando    e abbia invitato a dibattere su tale importante tema altri Consiglieri Regionali,  il Presidente Giani,  i Sindaci,  la CGIL,  Federconsumatori,  Legambiente,  l’onnipresente Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana Mazzei e il Governatore uscente della Regione Rossi.
Grazie dunque a chi,  molto coerentemente ma assai poco democraticamente,  ha pensato di escludere da questo convegno il Forum Toscano,  una voce di certo scomoda ma pur sempre il primo soggetto,  se non l’unico,  che da almeno un decennio continua a sostenere la necessità e l’urgenza di avere una gestione dell’acqua realmente pubblica.
Una gestione sotto la diretta responsabilità dei Comuni:  il livello decisionale più prossimo ai cittadini che risiedono negli ambiti territoriali dove il servizio viene erogato.
Si ringraziano poi tutti i Consiglieri Regionali,  e in particolare quelli di maggioranza,  con il Presidente Rossi in testa,  per l’attenzione mostrata finora al tema in questione,  essendosene oltre tutto fregati sia della tutela dei consumatori-utenti che degli strumenti per la partecipazione popolare pomposamente enunciati nei preamboli delle leggi regionali sull’acqua,  fin qui emanate.  Il  Comitato Regionale di Controllo sulla Qualità del Servizio Idrico,  in primis,  è stato lasciato nelle mani di politici indolenti ma fidati,  che ne hanno assicurato la totale inattività,  con gran beneficio degli interessi dei gestori.

Venendo al convegno,  significative sono le dichiarazioni rilasciate dal Governatore Rossi.  Forse l’approssimarsi delle elezioni regionali ha richiamato alla mente dei politici quello che oltre 26 milioni diil-mio-voto-va-rispettato cittadini avevano chiaramente espresso con il voto nei
referendum del giugno 2011:  la volontà assoluta di ripubblicizzare il servizio idrico,  e di togliere ai soggetti privati la possibilità di fare profitti con l’acqua.  La priorità per Rossi
pare essere infatti il rispetto della volontà popolare referendaria,  unita alla necessità di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici,  altro tema d’attualità,  assolutamente da non trascurare in campagna elettorale.  Ma qui entra in gioco la parte sostanziale e più appetitosa della eventuale ripubblicizzazione del servizio idrico. Rossi tenta il colpo di coda spudorato e dichiara di avere in merito una proposta di legge già pronta,  che potrebbe essere approvata prima della fine della legislatura.
Intanto e come sempre,  nessuna nota critica sulla gestione  rivatistica dell’acqua,  che ha segnato gli ultimi 20 anni in maniera disastrosa.  Anzi,  ne rivendica la positività e l’efficienza.  E proprio sulla scorta di quest’ultima considerazione,  in barba tra l’altro
anche alla decisione presa dai Comuni in sede AIT,  Rossi ripropone un operatore unico  su scala regionale che sappia governare la risorsa.

Niente di nuovo sotto il sole!  Il gestore potrà essere pubblico (negli anni,  ha proposto COOP, ESTRA…)  ma la logica aziendale resta acqua_dollarisaldamente la stessa:  fare profitti sull’acqua.  E magari,  perché no, rilanciare nuovamente l’idea di una multiutility regionale,  in forma di spa,  che si occupi di altri servizi assai remunerativi.

Siamo sempre lì!   Siamo ancora lì!

 

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Ti invitiamo a donare il tuo 5×1000 alla causa dell’Acqua Pubblica

Non essendosi costituito in associazione no profit, il Forum Toscano dei Movimenti per L’Acqua si avvale dell’ associazione pistoiese per raccogliere i fondi che servono per portare avanti le lotte (anche nelle sedi legali), che ci permettono di contrastare l’avanzamento del privato nella gestione dell’Acqua.

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Chiediamo quindi a chi volesse aiutarci, di usare il codice fiscale dell’associazione

Acqua Bene Comune Pistoia:

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Legge sull’acqua: in Commissione passa il testo per la ripubblicizzazione. Lo si approvi senza stravolgimenti

Acqua SferaOggi (30:01:2019)  la Commissione Ambiente della Camera ha deciso che la discussione in materia di gestione dell’acqua proseguirà solo sulla proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” accantonando definitivamente l’altro disegno di legge a prima firma On. Braga (PD).

Esprimiamo grande soddisfazione per questo passaggio che indica la direzione giusta verso la quale il Parlamento dovrebbe muoversi. Infatti, ci teniamo a ricordarlo che questa legge trae origine dalla legge di iniziativa popolare presentato nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua con oltre 400.000 firme e poi depositato nella scorsa legislatura con il sostegno dell’intergruppo parlamentare per l’acqua bene comune. Successivamente ulteriormente aggiornato e depositato in questa legislatura a firma di diversi parlamentari del M5S.

Ci sembra un buon segnale perché l’esclusione dell’altro testo significa….. Continua a leggere

 

Sulla questione è intervenuto anche Alex Zanotelli:

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Ci giochiamo tutto…

In questi mesi ci giochiamo tutto sull’acqua. C’è bisogno di una mobilitazione forte perché il Parlamento finalmente approvi una legge sull’acqua che rispetti il Referendum del 2011Continua a leggere

 

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LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI TEMPLATE: IL MIRACOLO DELL’ACQUA TRASFORMATA IN ORO PER ACEA… Con tutte le risorse impiegate, dovremmo avere un sistema informatico degno della NASA.

LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI TEMPLATE: IL MIRACOLO DELL’ACQUA TRASFORMATA IN ORO PER ACEA

Comunicato Stampa

 

[Link ad una pagina di Controradio dove Rossella, una portavoce del Forum Toscano, spiega questi fatti in 3 minuti di audio di intervista]

 

Risultati immagini per ACEA publiacquaSulle operazioni di vendita del sistema informatico di Publiacqua ad ACEA (Template di Publiacqua che comprende la gestione delle risorse umane, la gestione della relazione con i clienti, la gestione delle relazioni con i fornitori, la pianificazione delle risorse di impresa etc.) e di acquisto e di implementazione del sistema Acea 2.0 (Template di ACEA), il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica chiede chiarezza poichè questi costi sono tutti a carico dei cittadini e con la proroga di tre anni della concessione è previsto aumentino ancora.

Il template è stato sviluppato da Publiacqua dal 2003 al 2014 con un costo complessivo per gli utenti di 28.444.670 euro. Vogliamo quindi sapere su quali basi si sono determinati gli accordi che hanno portato:

1. alla vendita del template di Publiacqua ad ACEA;

2. alla individuazione del valore (economico e tecnologico) del sistema informatico Template per ACEA, sulla base dei costi già sostenuti da Publiacqua.

Ci risulta che nel contratto di vendita del Template ad Acea si dichiari il primario interesse di Publiacqua di “recuperare l’investimento effettuato“. Come si può parlare di recupero dell’investimento se, in sede di riattribuzione dei costi ad ACEA, sembra che questi siano stati computati solo in 8.938.660 euro, mentre il sistema è costato complessivamente a Publiacqua, e quindi agli utenti toscani, oltre 28 milioni?

Risultati immagini per ACEA 2.0A fronte di tale valutazione, risulta invece che la somma effettivamente pagata da Acea rappresenti solo il 30% dei costi computati, quindi pare che ACEA abbia pagato per il template soltanto €. 2.875.806,00. Il contratto di vendita sembra sia stato sottoscritto nel 2016, ma ci risulta che il Template sia stato messo a disposizione di ACEA sin dal 2015, poiché ACEA già nel 2014 aveva iniziato a lavorare al progetto Acea 2.0, e intendeva utilizzare come base di partenza proprio il sistema di Publiacqua.

Guarda caso questo trasferimento temporaneo, antecedente al contratto di acquisto, è stato fatto proprio quando l’allora amministratore delegato di Publiacqua (ricordate Alberto Irace?) fu promosso alla guida di ACEA. Ci chiediamo come e con quali modalità sia stato possibile tale trasferimento, e se questo periodo di circa due anni di utilizzo da parte di ACEA del Template di Publiacqua, sia stato valorizzato. Se così non fosse, sarebbe un regalo di Publiacqua ad ACEA.

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Alberto Irace

A questo punto, sempre nel 2016, avviene il ritorno del Template! A tal proposito vogliamo avere informazioni sulla corrispondente vendita da ACEA a Publiacqua del template Acea 2.0 con un pagamento dovuto ad Acea di ben 6.337.202 di euro per l’acquisto del sistema e di euro 1.859.503 all’anno per la fornitura del relativo servizio. Inutile sottolineare che i contratti di vendita e di acquisto portano tutti la firma di Filippo Vannoni.

Con tutto ciò appaiono ancor più difficili da accettare, se andiamo a leggere quanto scritto nel Programma degli interventi PDL 2018-19 dall’Autorità Idrica Toscana, i previsti 11,2 milioni dal 2018 al 2022, con una coda nel 2023 (in particolare nel 2018/2019: €. 5,2 milioni!) come risulta dal documento nelle parti in cui si fa riferimento ad una ulteriore implementazione e al mantenimento dell’hardware del progetto Acea 2.0.

La domanda che dunque poniamo è: ma quanto costa a Publiacqua, e quindi agli utenti di Publiacqua, l’introduzione del sistema Acea 2.0. dopo questo giro di vendite e di acquisti? Oltre a quanto già speso per l’acquisto e per il servizio di fornitura (6 + 1,8 milioni di euro), e oltre a quanto poco percepito per la cessione del proprio sistema (poco più di 2 milioni), sono previsti dal 2018 al 2022 altri 11 milioni di euro.

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Filippo Vannoni

Le perplessità peraltro non sono soltanto del Forum, visto che la stessa Autorità Idrica Toscana ha rilevato (nel programma degli Interventi PDL 2018-19, al sottocapitolo “Principali investimenti programmati, pag. 34), che “per un gestore che prevede oltre 80 milioni di euro all’anno di investimento, e con un Vincolo Ricavo Garantito di oltre 250 milioni annui, tali costi sono effettivamente molto elevati”; e che ad oggi “tale modello gestionale, per il quale Publiacqua richiede le maggiori risorse indicate rispetto a quanto previsto nel 2016 (+11,2 milioni di €.), ha sollevato molte perplessità in termini di benefici rispetto ai risultati attesi“.

Malgrado le sopracitate e fondate perplessità, l’AIT ha comunque approvato la richiesta di maggiori risorse. Perché? Ci pare assai improbabile che il direttore dell’AIT non sia stato messo a conoscenza nel dettaglio delle operazioni di vendita del Template di Publiacqua ad ACEA e dell’acquisto del sistema Acea 2.0.

Siamo di fronte ad una moltiplicazione di pani e template effettuata con i soldi tolti dalle tasche dei cittadini. Con tutte queste risorse, dovremmo avere il sistema informatico più efficiente del mondo, degno della NASA. Provate invece a chiedere agli utenti: errori di fatturazione, controlli inadeguati, pessima comunicazione. Non lo diciamo noi, ma ARERA (Autorità Nazionale). Caro e inutile Template!

Chiediamo pertanto che sia resa pubblica tutta la documentazione finora negata, contratti con relativi allegati e verbali dei consigli di amministrazione inerenti le operazioni di acquisto e vendita dei template. Riteniamo che i responsabili di quanto avvenuto, oltre a coloro che ne erano a conoscenza, non siano degni di ricoprire alcun ruolo nel Consiglio di Amministrazione di Publiacqua. E valuteremo inoltre la possibilità di presentare in merito un esposto alla Procura.

Lunedì 21 gennaio 2019

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Inaccettabile proporre alla presidenza di Publiacqua chiunque in questi anni abbia sostenuto o addirittura condiviso la politica di privatizzazione e finanziarizzazione della gestione idrica.

Presidenza di Publiacqua al di fuori delle parti!

Comunicato Stampa

Il prossimo 21 gennaio è prevista l’elezione del nuovo Presidente di Publiacqua. A otto mesi dalla scadenza, pare si sia giunti in dirittura d’arrivo ma i nomi dei papabili continuano ad essere diversi, ognuno di loro sostenuto dai propri sponsor: in sfida, l’Assessore fiorentino Perra, l’ex deputato Becattini, il redivivo Erasmo D’Angelis e il vice-presidente di Consiag Barni. Forse altri.

Dai referendum del 2011, una scelta politica di cambiamento radicale nella gestione del servizio idrico deve ancora trovare una reale e concreta attuazione: la ripubblicizzazione. Del resto, sono stati gli stessi Sindaci del territorio gestito da Publiacqua, dopo sette anni dal pronunciamento popolare, a dirsi favorevoli alla liquidazione del socio privato,  per la riacquisizione di tutte le quote della spa. Paladino della ripubblicizzazione proprio l’Assessore Perra (clicca e leggi per approfondire), salvo poi in pratica rinnegare, ritardando se non azzerando il processo con la proroga concessa alla spa dell’acqua. (clicca e approfondisci il dietro front)

Riteniamo inaccettabile proporre alla presidenza di Publiacqua chiunque in questi anni abbia sostenuto o addirittura condiviso la politica di privatizzazione e finanziarizzazione della gestione idrica. Rammentiamo che le prime aziende miste pubblico-private sono partite proprio nella nostra regione.
Inoltre, come più volte ci siamo trovati a sottolineare, la mancanza di controllo da parte dei Sindaci ha fatto sì che la gestione dell’azienda sia stata a dir poco fallimentare, in relazione a perdite delle reti (clicca per ricordarne una grave), depurazione, qualità dell’acqua, rapporti con l’utenza, per giunta gravata dalle tariffe più alte d’Italia…

Guardando quindi alla sostanza delle cose nonché al peso che una maurizio-montaltovalida guida di Publiacqua potrebbe avere sugli indirizzi politico-gestionali, avanziamo la proposta di nominare alla Presidenza, una persona di sicuro valore e di comprovata esperienza: l’ex Presidente di ABC Napoli, Maurizio Montalto.
Riteniamo che proprio colui che ha avuto un ruolo di protagonista nella ripubblicizzazione dell’acqua partenopea, all’indomani del giugno 2011, possa offrire le più alte garanzie sia nell’ambito della competenza che del rispetto dei principi di democrazia, giustizia, solidarietà coniugati ad una reale ripubblicizzazione del bene comune per eccellenza. Una persona al di sopra delle parti, che non abbia da soddisfare l’interesse di questa o di quella fazione politica o economico-finanziaria che sia. Una persona con un bagaglio di riferimenti e conoscenze specifiche, che vanno al di là dei confini nazionali.
Nessuno dei contendenti prima nominati ci pare possa unire altrettanto sapere e trasparenza. A cominciare dall’Assessore Perra, il più quotato nella lista, che finora si è distinto piuttosto per aver chiesto e ottenuto una maggiore distribuzione di utili di Publiacqua, non certo per puntare al miglioramento dei servizi. Senza contare che attualmente si troverebbe in evidente conflitto di interessi, vista la carica che ricopre nel Comune fiorentino.

Vale la pena ricordare poi le pesanti responsabilità che gravano sul Comune di Firenze, come su tutti i Sindaci che hanno dato il via libera all’allungamento della convenzione con Publiacqua. Anche alla luce del PDL Daga sulla ripubblicizzazione dell’acqua, attualmente in discussione in Commissione Parlamentare, se nel 2020 dovessero scadere tutti i contratti di affidamento della gestione idrica, chi pagherà l’indennizzo previsto dall’art.10 comma 5, da riconoscere al socio privato Acea Spa Roma fino al 2024? Viene da rispondere: lo paghino i Sindaci che hanno votato la proroga!

 

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Lo sciopero INCREDIBILE!!! Il sindacato CGIL, che ha lottato per avere L’ACQUA PUBBLICA, sciopera insieme a CISL e UIL contro la legge proposta dal Forum Italiano Dei Movimenti per l’Acqua in discussione al Parlamento.

Stupore e sconcerto fra i comitati per l’Acqua Pubblica!

 

Lunedì 17 dicembre ci sarà uno sciopero veramente strano ed inquietante!

VOTATO DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL RIUNITA PER L’APPROVAZIONE DELLA PIATTAFORMA DEL RINNOVO DEL
CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO DEL SETTORE GAS E ACQUA   (leggi tutto)   (leggilo da sito cgil)

SINDACATI CHE SONO STATI ASCOLTATI IN SEDE DI COMMISSIONE PARLAMENTARE – clicca e guarda

Cliccando sul minuto 2:08:20 si può vedere l’inizio delle audizioni della CGIL…

Al minuto 3:09:51 inizia l’audizione del sindacato USB che a differenza degli altri sindacati pur portando alcune perplessità, appoggia pienamente la legge sulla ripubblicizzazione che ricordiamo… anche se è a prima firma DAGA (M5S) è quella che il Forum Italiano dei Movimenti per L’Acqua PROPONE DAL LONTANO 2007.

audizione-sindacati-camera

 

Questo sciopero lascia un po’ tutti disorientati e c’è addirittura chi fa lo sciopero dello sciopero, come ad esempio i Delegati RSU Gas Acqua SII MM Società per Azioni che ai loro OOSS scrivono quanto segue:

delegati-rsu-gas-acqua-2

 

ll Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua si riconosce nelle affermazioni di Gianfranco Morini, portavoce del Comitato Acqua Pubblica Arezzo e membro del Forum Toscano stesso.

Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo giudica assolutamente sproporzionato da parte dei sindacati manifestare la propria non condivisione del testo di una Proposta di Legge in discussione presso la Commissione Ambiente  della Camera  con  la proclamazione di uno sciopero.     … … …

E’ fuor di dubbio che la PdL Daga rappresenti finalmente la risposta della politica alla domanda di rispetto dell’esito dei referendum sull’acqua del giugno 2011 finora elusa .

Se i Sindacati preferiscono  una ripubblicizzazione del servizio idrico integrato da perseguire … (leggi tutto)

 

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I Sindaci Approvano La Proroga a Publiacqua (alcuni anche mentre sostengono di essere a favore della ripubblicizzazione) – Comunicato Stampa del Forum Toscano –

I Sindaci approvano la proroga a Publiacqua
Un altro sì al regime privatistico.

Un altro duro colpo alla democrazia

(le elezioni in alcuni comuni sono vicine, siamo curiosi di vedere come saranno premiati dai cittadini)

 


Nella Conferenza Territoriale 3 del 4/12 i Sindaci hanno approvato la proroga della Concessione a Publiacqua. Sono giunti a deliberare dopo mesi di trattative, capitanate da Firenze, Prato e Pistoia, che si sono svolte in ambiti ufficiosi, hanno escluso alcuni dei Primi Cittadini, e in troppi Comuni hanno sottratto ai Consigli Comunali una decisione di loro competenza.

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I due scenari presentati dal Direttore Mazzei, scenario A con proroga al 2024 e scenario B con scadenza naturale al 2021, erano in realtà stati confezionati dall’AIT in modo che solo il primo apparisse positivo e vantaggioso per le Amministrazioni (investimenti più ingenti) e per gli utenti (tariffe bloccate per 6 anni). Sono stati imposti alla votazione come uniche possibilità di piani gestionali, quando alcuni Sindaci avevano prospettato alternative valide e credibili: dalla effettiva realizzazione di investimenti già programmati e in buona parte disattesi da Publiacqua, alla rinuncia agli utili aziendali. Le due proposte inoltre non sono state votate separatamente, ma una in opposizione all’altra, costringendo i Sindaci contrari ad entrambe ad abbandonare il consesso (Carmignano, Cantagallo. Montemurlo) o ad essere considerati tra gli astenuti (Montevarchi, Cavriglia, Loro Ciuffenna, Vaglia) come se non avessero una loro posizione, oppure a votare forzatamente l’opzione B (Terranova B. e Castelfranco-Piandiscò) per non comparire appunto come astenuti. Insomma, vietato dissentire!
Tra coloro invece che hanno disertato la Conferenza spiccano alcuni emoticon-dubbioComuni del pistoiese (Montale, Quarrata, Sambuca) evidentemente poco interessati alla questione. Ma su tutte emerge l’inspiegabile assenza di Sesto Fiorentino, il cui Sindaco si era speso per perorare la causa del NO alla proroga: che sia stato richiamato a precedenti patti di segno opposto?
Una volta di più abbiamo trovato i nostri Amministratori incapaci di dare una vera svolta alla gestione di un bene come l’acqua, arroccati in un ambito di interessi puramente economico-finanziari, e ad essi totalmente subalterni, agli antipodi quindi dei principi di democrazia e giustizia, di solidarietà e partecipazione, espressi con i referendum del 2011. Sindaci che continuano a disattendere la volontà popolare, rimandandola ad un ipotetico futuro. Perché il paradosso è che molti di loro, a cominciare proprio dai 3 capoluoghi sopracitati, si dichiarano a favore della ripubblicizzazione, ma intanto se ne riparlerà alla fine del 2024. Forse! E visto che molti di loro, a fine mandato, hanno voluto fare un tale regalo ai cittadini, crediamo che vi siano diversi buoni motivi di riflessione in vista delle prossime elezioni amministrative.
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Una Firma! Un piccolo sforzo per una grande lotta, la ripubblicizzazione dell’Acqua! – E Poi approfondisci con il Comunicato Stampa del Forum Dei Movimenti per L’Acqua

bastogi-4-novembre

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Da molti anni chiediamo che il servizio idrico venga ripubblicizzato, facciamolo una volta di più!
Facciamolo firmando questa petizione:

Clicca e Firma

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Non lasciamo che a Publiacqua che pratica tariffe tra le più alte di Italia  (non lo diciamo noi, clicca e leggi)

e che offre un servizio scadente (e anche questo non lo diciamo noi ma lo dice addirittura il Direttore dell’AIT  vedi tabella)

qualita-gestori-2017

Scarica Presentazione della Relazione del Direttore AIT 2017

Non lasciamo che a Publiacqua venga prorogato il contratto di gestione aumentando così i costi per la ripubblicizzazione a fine mandato.

Non dimentichiamo che

PER GENERARE DIVIDENDI MILIONARI  SONO BRAVISSIMI !!!

Clicca e leggi sui dividendi azionari di Publiacqua S.p.A.

Ci sono altri aspetti di questa questione che vengono affrontati nel comunicato stampa rilasciato dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua in data 28-11-2018

Conferenza Territoriale 3:
i Sindaci pronti a salvare il regime privatistico di Publiacqua
La Conferenza territoriale 3, competente per il territorio gestito da Publiacqua, si è riunita venerdì 23/11, per deliberare la proroga di tre anni all’azienda idrica. Con un colpo di mano da professionisti, la comunicazione dell’inserimento del tema scottante nell’ odg è arrivata alla maggior parte dei Sindaci solo il giorno prima.
La votazione è stata comunque rimandata a martedì 4 dicembre perché i Sindaci del Valdarno hanno dichiarato di non poter decidere prima di aver sottoposto la questione al parere dei rispettivi Consigli Comunali. Da rilevare però che nessuno di loro si è espresso contro il piano preconfezionato, al cui centro sta l’allungamento della gestione di Publiacqua.
Gli unici Sindaci ad essersi esposti e ad aver sostenuto con forza un deciso “NO” alla proroga sono stati i Primi Cittadini di … clicca per continuare

Clicca e leggi il Comunicato Stampa del Forum

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Forum Toscano Acqua Pubblica

NUOVE PROROGHE AI GESTORI DEI SERVIZI IDRICI

Mentre in Commissione Ambiente della Camera si sta finalmente discutendo la legge che dovrebbe dar seguito all’esito del referendum del 2011 e invertire la rotta verso la ripubblicizzazione del servizio idrico dobbiamo registrare il comportamento dei sindaci toscani che invece, il servizio idrico, tentano in ogni modo di affidarlo ai privati.proroge-concessioni-una-cuccagna
Infatti sono state
DI NUOVO prorogate le concessioni dei gestori idrici della toscana.
Al gestore Nuove Acque la proroga fu data nel gennaio scorso
Ora è stata la volta di Acque Spa, di Asa e di Publiacqua.
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A seguire alcuni link dove si approfondiscono le questioni:
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PROROGATE LE CONCESSIONI DELL’ACQUA
ADDIO RIPUBBLICIZZAZIONE!
Logo forum toscano acqua2
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Una legge in attuazione dei referendum 2011?
AL VIA LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA DELLA LEGGE NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA E PARTECIPATA
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In Toscana comanda il mercato
ACQUE ED ASA : ANCORA DUE PROROGHE.
“SIGNORSÌ” DEI SINDACI ALL’IMPERIO DEL MERCATO
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Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ha organizzato alcune conferenze stampa dal titolo:
PUBLIACQUA: Perché prorogare una gestione fallimentare?
I dati della relazione annuale di A.I.T. denunciano che l’azienda idrica si pone nelle fasce più basse per qualità dell’acqua, perdite, servizio fognatura…
Dal 2011 la maggioranza dei cittadini
ha chiesto a gran voce una ripubblicizzazione in senso democratico e partecipativo. E il Comune di Firenze si fa paladino di una proroga al 2024, per rendere ancora più grave un fallimento che è
sotto gli occhi di tutti e perpetrare una gestione votata unicamente ai profitti?
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servizio-rai3
Rai 3
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democrazia fuori controllo

Senza Rispetto e Senza Vergogna !

Senza informare i cittadini né i Consigli Comunali nel giugno scorso il Consiglio Direttivo dell’Autorità Idrica Toscana (A.I.T.) ha deliberato, su proposta della Conferenza Territoriale 2, cioè dei nostri sindaci, di accogliere la richiesta di Acque SpA di proroga della concessione dal 2026 al 2031. Il tutto sarà ratificato dall’assemblea di AIT il 26 ottobre.

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ACQUE SPA, ALTRI 5 ANNI DI CONCESSIONE GRATIS AI PRIVATI!       —      MA ERA GIà SUCCESSO !!!


Nella Conferenza Territoriale 2 (ex ATO2), in seguito al referendum del 2011 che chiedeva di togliere il profitto sulla gestione dell’acqua, i nostri 57 sindaci all’unanimità avevano concesso una proroga della gestione ad Acque Spa di 5 anni, dal 2021 al 2026, sulla quale avevamo fatto  anche un ricorso al TAR come Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua. Purtroppo non essendo dei soggetti aventi interessi sul rilevamento della concessione questo ricorso è stato rigettato dal TAR Toscana.


Oggi di nuovo i nostri rappresentanti si permettono di prorogare di altri 5 anni, dal 2026 al 2031 la concessione della gestione dell’acqua come fosse propria e sempre in un modo molto “DEMocratico” il che per loro significa nel silenzio totale verso i cittadini-utenti direttamente interessati e anche verso i consiglieri comunali.

SIAMO SVILITI, NON SAPPIAMO PIù COSA FARE PER FAR RISPETTARE LA VOLONTà DEI CITTADINI!!! SPERIAMO CHE SIA FATTA UNA NUOVA LEGGE NAZIONALE CHE DIA IL VIA ALLA RIPUBBLICIZZAZIONE CHIESTA CON IL REFERENDUM DEL 2011 
 

Venerdì mattina prossimo durante l’assemblea dell’AIT in regione a Firenze, sarà confermata la proroga degli altri 5 anni allorché qualche settimane fa, i sindaci della Conferenza Territoriale 3 si sono rifiutati di farlo per Publiacqua e hanno votato all’unanimità la trasformazione di Publiacqua Spa in società in house alla scadenza della concessione.

proroga-acque-pisaneDopo avere “quasi regalato” ai privati e per 20 anni una gestione monopolista del sistema idrico, dovremo continuare noi cittadini, a pagare per altri 10 anni gli utili (tutti sottratti agli investimenti) e ripagare alla scadenza del contratto gli investimenti già inseriti in bolletta. Ricordiamo qualche numero della gestione di Acque SpA dal 2002 al 2017:

  • 18,3 milioni di euro l’investimento degli azionisti privati per il 45% del capitale nel 2002
  • 125,7 milioni di euro il patrimonio netto attuale
  • 225,6 milioni di euro il totale degli utili (compreso 84,6 milioni di tasse sugli utili)
  • 16,5 milioni di euro i dividendi distribuiti
  • 299,3 milioni di euro il capitale investito
  • 285 milioni di euro l’indebitamento attuale.

Ancora grazie ai nostri amministratori per la gestione oculata verso il “bene comune acqua” che ha prodotto le tariffe più alte dell’intera Italia e aumenti delle bollette di più di 270% dal 2002 ad oggi.

QUESTI SINDACI, ORMAI, SEMBRA CHE ABBIANO SOLTANTO ORECCHIE DA MERCANTI

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Chi vuole privatizzare l'acqua deve dimostrare di essere anche il padrone delle nuvole, della pioggia, dei ghiacciai, degli arcobaleni … "Erri De Luca"