L’Ottimo servizio di denuncia di Rai3 e la dichiarazione di intenti di Utilitalia (Associazione delle imprese idriche)

Nel servizio di Presa Diretta si rende chiaro quali siano i rischi concreti della privatizzazione: in Sicilia, purtroppo, in alcuni casi rai-3-la-battaglia-dellacquasono state date in concessione (una sorta di privatizzazione) le fonti dell’acqua, quindi il privato vende l’acqua ad un altro privato che la distribuisce… Vengono i brividi! L’acqua è vita! Così con bollette belle salate gli utenti riescono ad avere l’acqua alcuni giorni alla settimana per alcune ore al giorno.  E’ Italia! Succede ora!

Clicca qui per vedere il servizio di Alessandro Macina – La battaglia dell’Acqua – Rai 3 – Presa Diretta, di gennaio 2017

Parallelamente è stato pubblicato il Blue Book, uno studio fatto da Utilitalia (Associazione delle imprese idriche energetiche e ambientali) che fa il quadro della situazione del servizio idrico in Italia e propone i privati e gli aumenti astronomici delle tariffe come soluzione.

Illogo-forum-italia-acqua Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua risponde:  la cura è peggio della malattia ! ( Clicca e leggi in pdf ) 

Oppure clicca e vai al sito del Forum Italiano.

 

P.S.  A corredo aggiungiamo il link ad un articolo de Il Fatto quotidiano del  3-02-2017:

Acqua, consumatori e movimenti: “Lo studio presentato da Utilitalia è una manovra lobbistica a danno dei cittadini”

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Cittadini, tocca a noi contestare le fatture di conguaglio di Publiacqua!

Logo forum toscano acqua2 Comunicato Stampa

Silenzio di Sindaci e A.I.T.

 

Di recente, Publiacqua ha inviato bollette aperiodiche, a conguaglio. Nonostante l’informativa allegata dal gestore, riteniamo che pochissimi cittadini siano stati in grado di capire la comunicazione di Publiacqua. E, ancor più, sfidiamo a trovarne qualcuno che sia stato in grado di leggere quella fattura, straripante di cifre e indicazioni e ripartizioni, scritte oltre tutto in caratteri microscopici.
Le fatture in questione, pur essendo definite aperiodiche, in realtà contengono anche un addebito stimato dei consumi di almeno 2 mesi, e non solo il ricalcolo della tariffa: presunto e unico motivo della loro emissione.
Il 5 ottobre 2016 infatti sono state approvate, in sede di AIT (Autorità Idrica Toscana), due delibere che vanno entrambe a gravare sulla tariffa, e di conseguenza sulle tasche degli utenti.
La prima, n.27, modifica sostanzialmente la struttura tariffaria: nelle bollette non vi è più un’unica quota fissa ma tre, rispettivamente relative al servizio acquedotto, al servizio fognatura e a quello depurazione. Quindi la maggior parte degli utenti, coloro che usufruiscono di tutti i servizi, vedranno un aggravio di questa componente; e il peso sarà maggiore ovviamente per le famiglie mono o binucleari. Inoltre, variano gli scaglioni di consumo: da 4 (tariffa agevolata, tariffa base, prima eccedenza e seconda eccedenza) diventano 5, con una notevole riduzione dei metri cubi in tariffa agevolata, solo 30 invece di 60. Tale sistema va a colpire soprattutto le famiglie numerose, con 5 o 6 componenti, che chiaramente consumano più acqua e finiranno per pagarne una quota anche a quasi 5 euro a metro cubo. (vedi anche articolo precedente)
L’altra delibera, n.29, riguarda l’applicazione del metodo tariffario per l’anno in corso (2016): la determinazione della percentuale di incremento della tariffa, che dobbiamo subire ogni anno. I Sindaci dell’ex ATO 3 hanno approvato un incremento percentuale più basso (4%, ma in AIT si diceva 3,8%) rispetto a quello applicato da Publiacqua (7,5%) fin dal 1° gennaio 2016, grazie al precedente piano economico- finanziario varato dagli stessi Sindaci.
Di fatto dal 5 ottobre scorso, con la combinazione di queste due delibere, le utenze domestiche avranno un incremento tariffario di oltre il 10% .
Occorre comunque precisare che se la modifica della struttura tariffaria decorre dal momento dell’approvazione (5/10/16), la percentuale di incremento deve essere applicata dall’1/1/16 .
Si profilava dunque per gli utenti un unico aspetto positivo: la bolletta di conguaglio avrebbe dovuto essere decisamente contenuta, se non addirittura a credito, poiché si sarebbe dovuto restituire parte dell’incremento tariffario addebitato dall’inizio del 2016 (7,5% contro il 4% approvato).
Purtroppo è d’obbligo usare il condizionale, nel caso del conguaglio, perché Publiacqua ha sì inviato le bollette in merito, ma invece di ricalcolare la tariffa dal 1° gennaio 2016, e in un’unica soluzione come dovuto, ha effettuato conteggi partendo da date diverse per ogni utente: si spazia da fine aprile a fine agosto, per lo meno. E la quota mancante? Verrà restituita? Quando?
Tutto ciò nel silenzio dei Sindaci e dell’AIT, che come al solito sembra schierata più dalla parte del gestore che dalla parte della trasparenza e dell’equità.
Ci pare che un simile conguaglio sia da rivedere. Ricordiamo perciò a tutti gli utenti che esiste lo strumento della contestazione, previsto dalla carta dei servizi di Publiacqua. E li sollecitiamo a chiedere un ricalcolo chiaro e preciso di quanto a loro effettivamente spettante.
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua

 

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Arezzo: una famiglia con 7 figli paga 1800€ l’anno di acqua, che vergogna!!!

MA PERCHE’ I SINDACI NON INTERVENGONO ?

Logo forum toscano acqua1E’ così anche nelle altre province, se un utente consuma molta acqua, paga cifre al metro cubo molto più alte, fino anche a più di 5€ al metro cubo ai quali si sommano aumenti notevoli anche per la parte fognatura e depurazione.  Scoraggiare il consumo di acqua è giusto e queste tariffe lo fanno fin troppo, ma la tariffa deve tenere conto di quante persone realmente stanno utilizzando l’acqua di una utenza. Facciamo un esempio: se un utenza (contatore) serve ad una persona sola, che ha un consumo annuo di 80 mc (metri cubi) di acqua. Questa utenza rientrerà nella fascia protetta perché ha bassi consumi… Un’altra utenza (contatore) serve una famiglia con padre, madre e 7 figli, se avrà un consumo annuo di 500 mc arezzo-ennesima-furbataquesta utenza pagherà l’acqua come se la stesse sprecando, con tariffa aumentata  per la quota consumo acqua, depurazione, fognatura… Cioè con la stessa tariffa che si applicherebbe alla utenza che serve una sola persona ma che consuma 500 mc di acqua all’anno, magari per annacquare un bosco. E’ scandalosamente ingiusto e per la famiglia con 7 figli a carico può essere anche un fardello troppo pesante da sostenere ma nessuno interviene per sanare questa pazzia… e non è tutto!
Questo accanirsi con le tariffe su una famiglia con 7 figli genererà profitti maggiori per la società di gestione del servizio idrico… Questi profitti dove vanno a finire? Un po’ in investimenti e un po’ in dividendi; dividendi che vengono distribuiti agli azionisti della società di gestione del servizio idrico. E chi sono ? Per la parte pubblica di solito sono i Comuni della zona con percentuali variabili, per la parte privata di solito sono multinazionali, spesso straniere.

Morale: ci si accanisce per far tirare fuori più soldi ad una famiglia con 7 figli per generare profitti maggiori e poi ?!?  Una parte se li mette in tasca qualche multinazionale (straricca) e l’altra i comuni con i sindaci che il più delle volte anziché adoperarsi per sanare queste situazioni se ne stanno buoni a fare l’interesse di chi?

Di certo non di quel padre di famiglia !!!

I comitati della Toscana denunciano da molto tempo queste situazioni e di recente il Comitato di Arezzo lo ha di nuovo fatto durante una conferenza stampa nella quale sono stati toccati vari aspetti sia delle tariffe sia della situazione in cui si trova il gestore idrico Nuove Acque.
Vi invitiamo a leggere l’articolo sul loro blog (clicca e leggi) e inseriamo il video di Arezzo Notizie dove c’è anche l’intervento dell’utente con 7 figli.

FORUM TOSCANO MOVIMENTI PER L’ ACQUA 

I Comitati intervengono nella polemica tra i Sindaci di ASA

 

Ecco alcuni articoli che evidenziano la polemica in corso, in gioco c’è il futuro di ASA, l’azienda che gestisce il servizio idrico nella zona di Livorno e dintorni.

La Nazione 2016-12-08 – dichiarazione dei 3 sindaci che difendono l’Acqua Pubblica

Il Tirreno 2016-12-14 – dichiarazione dei 9 sindaci PD

Si scrive Acqua, si legge Democrazia
I Comitati intervengono nella polemica tra i Sindaci di ASA

 

Comunicato Stampa del Forum Toscano dei Movimenti per L’Acqua (Scaricalo in PDF)

E’ veramente singolare che 9 Sindaci del PD, nel territorio gestito da ASA, si stringano a corte per far fronte alla terribile oligarchia dell’acqua, rappresentata dai 3 Comuni di Livorno, Suvereto e Volterra. E tutto ciò in nome della Democrazia. E’ proprio vero che principi e valori sacrosanti vengono sbattuti e stiracchiati per adattarli, a proprio uso e consumo, nei contesti più diversi. A qualcuno di quei Primi Cittadini è venuto il dubbio che, per esempio, non ci fosse equivalenza alcuna tra Democrazia e maggioranza di partito? sindaco-suvereto-parodi-1
Limitando ogni riferimento all’ambito del servizio idrico, rammentiamo che tra i principali responsabili nell’uccisione della Democrazia ci sono proprio membri del PD, che nel tempo hanno approfittato della loro maggioranza per creare uno strapotere asfittico, clientelare, sempre più asservito ai poteri economico-finanziari. Sia nel governo nazionale, sia in Regione, sia nei Comuni (soci delle aziende idriche e componenti dell’ATO e/o dell’AIT) i piddini hanno disatteso, se non ignorato e addirittura calpestato l’esito referendario del 2011. Quel voto dei cittadini che palesava la volontà di ripubblicizzare l’acqua e, nello stesso orizzonte, cancellava il profitto realizzato su una risorsa vitale. Una gestione “pubblica” del servizio idrico, intesa come gestione equa, partecipata e, sì, democratica, dove accanto ai Comuni fossero protagonisti i cittadini e i lavoratori del comparto. Tanto che l’espressione più amata, coniata durante la campagna referendaria, era stata appunto “Si scrive Acqua, si legge Democrazia”.
I Comuni di Livorno, Volterra e Suvereto ereditano un’amministrazione di ASA che è un poltronoficio del PD, la più inefficiente della Toscana, peggio ancora di Gaia. Il costo operativo su metri cubi fatturati risulta il più alto di tutta la regione, mentre il valore della produzione per addetto si ferma all’ultimo scalino; il numero di impiegati e di quadri è sproporzionato, e comporta il più alto costo, a dipendente, della Toscana; nella tariffa pesano prevalentemente i costi operativi (69%), mentre per altri gestori prevalgono gli investimenti (oltre il 40%). E a proposito di questi ultimi, ancora nel 2013, in epoca di amministrazione livornese del piddino Cosimi, il Direttore dell’AIT, Mazzei, rilevava oltre 21 milioni di investimenti non effettuati da ASA, e da riprogrammare. Non solo, le partite pregresse invece di essere a favore degli utenti, come doveva accadere in caso di investimenti non realizzati, risultavano invece a favore del gestore.
buselli-sindaco-volterra-1Allora, cosa hanno fatto in tanti anni di dominio i Sindaci PD, nella gestione di ASA? Come sono intervenuti? Hanno effettuato anche solo dei semplici controlli?
Oggi, i 9 Primi Cittadini del territorio gestito da ASA lamentano una presunta estromissione dagli ambiti decisionali. Ma in sede di Conferenza Territoriale (ex ATO) come in AIT, dove si stabiliscono tariffe, piani di ambito, investimenti e controllo del gestore, un Sindaco vale per uno. Quindi il voto di Nogarin di Livorno, vale quanto quello del Sindaco di Piombino. Allora, sarebbe bastato che i Sindaci PD, con la loro maggioranza, proponessero l’invarianza delle tariffe o un diverso piano degli investimenti, per far prevalere i loro intenti. Senza contare che possono essere loro i primi a dare il buon esempio e rinunciare ad incassare i canoni delle concessioni, invece di fermarsi a criticare Nogarin per gli introiti che riscuote dall’azienda idrica.
Ma, chiediamo, quali sono gli intenti dei Sindaci piddini di ASA?nogarin-sindacoSiamo certi che “consolidare” Iren, socio privato della spa costiera, non significhi davvero accentrare ancor più il potere nelle mani della multiutility, come denunciano Nogarin/Parodi/Buselli? A quale reale prospettiva affidano il rispetto del voto referendario del 2011, nonchè il dar seguito all’esigenza di Democrazia scaturita allora?
Per ciò che riguarda i Sindaci di Livorno, Volterra e Suvereto devono sapere che i cittadini saranno con loro per ogni atto che vada nella direzione di una vera ripubblicizzazione del servizio idrico. E questo percorso di Democrazia inizia ben prima di un cambio nell’assetto societario della azienda che gestisce l’acqua. E’ un percorso fatto di segni concreti, come la modifica della carta dei servizi e della struttura dei corrispettivi: nessun aumento del deposito cauzionale, niente distacchi per gli utenti morosi incolpevoli, un aumento dello scaglione delle tariffe agevolate, una tariffa stabilita sulla base dei componenti il nucleo familiare…
I cittadini e i comitati vigileranno sui loro amministratori perchè parole come Democrazia acquistino tutto il peso che meritano e portino una reale trasformazione nella gestione delle cose. Anche dell’acqua.

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua
Logo forum toscano acqua

Nelle foto:

In alto il sindaco di Suvereto – Giuliano Parodi

In mezzo il sindaco di Volterra – Marco Buselli

In Basso il sincaco di Livorno – Filippo Nogarin

 

 

Acque S.p.A. – Dopo il presidente sentiamo il Sindacato !

Così SUEZ, il socio privato di Acea sta allungando le mani sull’acqua toscana!

(a suon di Milioni di euro pagati dai cittadini)

 

Ma andiamo per ordine…

Giorni fa abbiamo pubblicato un post per manifestare la nostra indignazione per il servizio che ultimamente la trasmissiongabbanelli-reporte REPORT della RAI ha messo in onda.

Il post in questione era questo (clicca e leggi) .

Come si può leggere nell’articolo abbiamo anche chiesto alla redazione di Report che venisse fatta una rettifica perché venisse data agli utenti RAI un’informazione più giusta. Purtroppo ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta alla nostra richiesta, ne tantomeno ci sono state rettifiche nella trasmissione seguente.

Invece oggi siamo ancora più convinti che ce ne sarebbe stato bisogno perché la realtà sembra che sia diametralmente opposta a quello che hanno fatto intendere a Report.

Ma non l’abbiamo tanto con Report, piuttosto con la gestione di Acque S.p.A.  la quale anziché impegnarsi, per esempio, a sostituire le tante  tubazioni in cemento-amianto che portano l’acqua nelle case (potabile per legge, ma per approfondire leggi la nostra pagina “Amianto da Bere”), ha pensato bene di usare i soldi da investire per spianare la strada alla FUSIONE delle aziende di gestione idrica toscane. ( Approfondimenti sulla FUSIONE clicca e leggi – Dal Forum ToscanoDai giornali, elenco di link a cura del Forum Acqua Valdera)

Sembra essere questo l’unico motivo visto che di migliorie non se ne comunicato_rsu-acque-spa-18_11_2016parla… Anzi, dal comunicato emesso dalle Rappresentanze Sindacali pare proprio che dalla “buona operatività” ci si stia allontanando.
Si investono milioni di euro presi dalle bollette, ma il servizio non migliora e neanche la qualità dell’acqua. Alla fine rischia di guadagnarci solo Suez, socio privato di Acea, quando subentrerà nella gestione di tutta l’acqua Toscana… La domanda sorge spontanea: sarà un caso?

 

E il bello è che il PD,   nonostante il referendum del 2011,   è orgoglioso di spingere per la FUSIONE

Clicca qui per la versione PDF del comunicato RSU

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Acea affamata ritagliata

Ottobre Caldo – La zona di Massa

Dalle parti di Massa il Comitato Acqua Alla Gola si sta dando un gran daffare per contrastare il caro bollette di Gaia SpA. 

Sono successe un bel po’ di cose in questo ottobre massese… Le ripercorriamo a ritroso come se fossero tanti post di un blog

 

 

Di recente 3 rappresentanti del Comitato Acqua Alla Gola insieme al loro avvocato sono andati a Roma in studio ed hanno partecipato come ospiti alla trasmissione “Mi manda RAI 3”. Hanno parlato di alcuni problemi specifici della loro zona e si sono confrontati con il direttore di GAIA spa che era in collegamento diretto.

 


Gaia le bollette assurde e un servizio… di enrico-santambrogio


 

Ancortempo-e-denaro-massaa TV, ancora la RAI, stavolta sono ospiti collegati in diretta nella trasmissione Tempo e Denaro. 

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comitato-acqua-alla-gola-regione-5-10-16-300x225Ancora un passo indietro, siamo al 5-10-2016, alcuni rappresentanti del comitato Acqua Alla Gola sono stati ricevuti in commissione ambiente del Consiglio della Regione Toscana. Qui l’articolo di GoNews  e qui il comunicato stampa divulgato dal Comitato a seguito dell’incontro.


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acqua-sporca-rubinettoNel frattempo stanno affrontando anche l’emergenza acqua marrone dai rubinetti in alcuni comuni: leggi l’articolo de Il Tirreno

Oppure da facebook

 

E ancora… Acqua torbida a Valdicatsello – leggi: Il Tirreno

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comitato-acqua-alla-gola-rete-4-5-9-16-300x169All’inizio del mese di ottobre è partita la contestazione delle bollette,

leggi l’articolo di Antenna3  oppure  facebook

 

contestazione-bollette



 

A fine settembre c’era stata la manifestazione in piazza a Massa organizzata insieme al Forum Toscano, su facebook si può vedere il video del servizio.
manifestazione-massa-10-2016


 

 

Ricordiamo che nella nostra pagina “Contattaci” ci sono i riferimenti a tutti i comitati locali, compreso quello di Massa e quello della Versilia

RAI 3 – Report – Il servizio su acque spa non ce l’ha raccontata giusta!!!

Nell’ultima puntata di Report c’era un servizio intitolato “Il Presidente” (si può vedere cliccando qui) che si riferiva al gestore idrico toscano Acque SpA di cui, appunto, il presidente è Giuseppe Sardu.

Milena Gabbanelli ha chiuso la presentazione del servizio con questa frase “… Si fa più fatica a parlare delle cose che funzionano bene…”

gabbanelli-reportQUESTA FRASE E QUESTO SERVIZIO CI HANNO LASCIATO MOLTO PERPLESSI !

Per cercare di ristabilire la verità e per il diritto dei telespettatori di avere una informazione imparziale dal servizio pubblico, il Forum Acqua Valdera e il Comitato Acqua Bene Comune Pisa hanno diffuso un comunicato stampa (vedi sotto) e  scritto alla redazione di Report  (leggi) chiedendo una rettifica.

Invitiamo gli utenti a fare commenti sul post di Facebook di Report cliccando qui.

Fonte: www.forumacquavaldera.it

QUELLO CHE REPORT NON DICE…(PERCHE’?)

Comunicato Stampa del 26/10/2016

Nella puntata di Report andata in onda su Rai Tre lunedì 24/10/2016 è stato trasmesso un servizio, “Il Presidente”, dedicato ad Acque Spa, ed al suo Presidente Giuseppe Sardu. Siamo rimasti sconcertati, sia per il taglio del servizio, sia che per ciò che è stato detto e, soprattutto, non detto.

Il servizio elogiava Acque Spa principalmente per la media degli investimenti annuali attuati (60 euro/utente a fronte di una media nazionale di 36 euro/utente), tralasciando di ricordare quanto meno che:

Le presunte grandi “performance” negli investimenti decantate nel servizio, quindi, sono pagate interamente dai cittadini, attraverso bollette sempre più “salate” e contemporaneamente il progressivo indebitamento dell’azienda, che rende ancor più difficile una possibile futura ripubblicizzazione della stessa. Nonostante questo, il livello degli investimenti di Acque Spa, in rapporto alle tariffe pagate dai cittadini, non è certo così esaltante: se a Pisa si paga annualmente 4 volte di più rispetto a Milano e più del doppio rispetto a Napoli…ci mancherebbe pure che gli investimenti ad utente fossero più bassi della media nazionale!

Ma, almeno, questi presunti investimenti vengono fatti bene? Anche per rispondere a questa (essenziale) domanda, il servizio avrebbe potuto almeno ricordare che:

  • le perdite di acqua nella rete (36%) ad oggi risultano essere grosso modo le stesse di quando si è costituita Acque Spa (ormai ben 14 anni fa).
  • avendo ignorato il problema per anni, oggi la rete infrastrutturale è composta da centinaia di km di tubi d’amianto, potenzialmente cancerogeni (particolarmente drammatica la situazione a Pisa città, con oltre il 50% delle tubature in amianto).
  • tra gli investimenti nelle tecnologie, ci sono quelli legati all’implementazione della piattaforma informatica “Acea 2.0”, ulteriore tassello di un processo, in corso da anni, che si prefigge di arrivare alla fusione di tutte le aziende idriche toscane per costituire una grande “NewCo” da porre sotto il controllo di Acea Spa.

Ebbene, Giuseppe Sardu è pienamente corresponsabile di questa situazione, dato che esercita il ruolo di Presidente di Acque Spa dal 2011; ed è opportuno ricordare anche che era lui il Presidente dell’Ato2 Basso Valdarno dal 2000 al 2004, quando si concretizzò la privatizzazione dell’acqua nei nostri territori attraverso la costituzione di Acque Spa, avvenuta nel 2002. Non appare certo, quindi, la figura più adatta a gestire l’azienda in questa fase post-referendaria, nella quale occorrerebbe invece lavorare tenacemente in direzione della ripubblicizzazione, nel rispetto della volontà espressa da oltre 26 milioni di cittadini italiani nei referendum del 2011; perché, parafrasando la chiosa finale di Milena Gabanelli al servizio, “alla fine sono sempre gli uomini che fanno la differenza”. E comunque, se sono realistici i retroscena delineati in un articolo pubblicato giusto ieri dal quotidiano on line QuiNewsPisa, al già tre volte assessore Giuseppe Sardu non dovrebbero mancare in futuro altre occasioni nelle quali poter dimostrare le proprie capacità.

Come attivisti impegnati da anni per l’acqua bene comune, a prezzo di grandi sacrifici, siamo veramente amareggiati che un tale “disservizio informativo” provenga da un programma come Report, che in molti seguiamo da anni e stimiamo per l’impegno a favore di un’informazione dalla parte dei cittadini e contro i poteri forti; siamo certi che si tratti semplicemente di un incidente di percorso, nel quale anche i migliori possono incorrere.

MA NON POSSIAMO FARE A MENO DI CHIEDERE CON FORZA CHE NELLA PROSSIMA PUNTATA VENGA RIPRISTINATO IL DIRITTO DEI TELESPETTATORI AD UNA CORRETTA ED IMPARZIALE INFORMAZIONE DA PARTE DEL SERVIZIO PUBBLICO, QUANTOMENO DANDO LETTURA IN TRASMISSIONE DI ALCUNI DEI DATI RIPORTATI IN QUESTO COMUNICATO, IN MODO DA RIEQUILIBRARE L’IMMAGINE DI ACQUE SPA E DEL SUO PRESIDENTE, ASSOLUTAMENTE SBILANCIATA E LONTANA DALLA REALTÀ, CHE REPORT HA OFFERTO A MILIONI DI TELESPETTATORI NELLA PUNTATA TRASMESSA IL 24 OTTOBRE.

 Forum Acqua Valdera

Comitato Acqua Bene Comune Pisa

Il Forum Toscano dei Movimenti Per L’Acqua si unisce ai comitati locali nella richiesta alla trasmissione Report di ripristinare la corretta informazione sul gestore idrico Acque SpA.

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Stanno per chiudere il cerchio. La privatizzazione dell’ Acqua sta per giungere a compimento!!!

Lo stanno facendo adesso, il provvedimento che è al vaglio delle camere porta in se la privatizzazione dell’acqua.

Se ne sono occupati quelli de LE IENE, la trasmissione di Mediaset.

Il video intero è molto interessante e spiega molto bene la situazione attuale. Dura 10 minuti e lo si può visionare sul sito di mediaset cliccando qua: Guarda il video in versione integrale sul sito di mediaset

Per invogliare a vedere il video per intero, per coloro che non hanno a disposizione subito 10 minuti di tempo e per coloro che hanno una connessione lenta abbiamo realizzato un PROMO del servizio. Eccolo:

 

iene-2016

 

Anche Padre Zanotelli è intervenuto sulla questione, spiegando la situazione ed evidenziando i suoi dubbi. Riportiamo qui sotto il comunicato integrale.

ACQUA

SCEMPIO DI DEMOCRAZIA

Quando parliamo di acqua, spesso diciamo:”Si scrive acqua , ma si legge democrazia.” In questi anni, soprattutto dopo il Referendum del 2011, è stata la volontà popolare, e cioè la democrazia, ad essere negata!

alex-zanotelli-270x250La Costituzione della Repubblica Italiana afferma:”La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”(art. 1) Secondo la nostra Costituzione, l’unica volta che il popolo può esercitare direttamente tale sovranità è con il Referendum abrogativo(art.75). Con il Referendum del 2011, il popolo italiano (ventisei milioni di cittadini!) ha detto Sì a due domande: l’acqua deve essere tolta dal mercato e non si può fare profitto sull’acqua. Questa è la volontà del popolo italiano.

Continua la lettura di Stanno per chiudere il cerchio. La privatizzazione dell’ Acqua sta per giungere a compimento!!!

Acea 2.0 Un’ incognita sul futuro di Publiacqua – Comunicato Stampa

Acea 2.0 Un’ incognita sul futuro di Publiacqua

Logo forum toscano acquaL’azienda obbliga i lavoratori alla presentazione della nuova piattaforma informatica

Giovedì, 29/09, all’ OBI Hall di Firenze, un evento da non perdere per i lavoratori di Publiacqua: la presentazione della piattaforma informatica ACEA 2.0. I dipendenti dell’azienda idrica saranno obbligati ad assistere poiché “deportati” in massa al teatro, durante l’orario di lavoro.

logo-no-ai-predatori-acqua-300x212Da tempo Publiacqua è sotto scacco dei soci privati che la stanno svuotando di saperi e competenze di ogni genere. La manovra è iniziata portando fuori dall’azienda la progettazione, affidata a Ingegnerie Toscane. Questo ha comportato non solo perdita di professionalità interna, ma anche un aumento spropositato dei costi di progettazione, addebitati ai cittadini nella bolletta.

Oggi, il sistema WFM, già costato agli utenti 20 milioni, viene buttato alle ortiche; e si chiedono altri 7 milioni per utilizzare la piattaforma ACEA 2.0 che diventa base per tutte le attività operative e di natura commerciale della più grande azienda idrica toscana.

Ma nessuno è al corrente delle norme contrattuali sottoscritte tra il socio romano Acea e Publiacqua, e di cosa questi accordi comportino a fine concessione, riguardo alla proprietà dei programmi informatici e alle licenze di uso dei medesimi. Quali saranno le attività gestite direttamente dalla capitale, dove ha sede la cabina di regia? Per quali supporti e competenze si dovrà ricorrere a Roma, e a quali costi? E’ probabile che a breve non solo saranno telecontrollati tutti gli impianti, con gravi ripercussioni sulla sicurezza e per la qualità dell’acqua, ma che dovranno essere richieste a Roma perfino semplici rettifiche di fatturazione…

Ugualmente non è dato sapere cosa si prospetti per i lavoratori di Publiacqua, costretti forse a trasferimenti coatti e, in ogni caso, a subire ingerenze ed espropriazioni, lesive della loro dignità e della loro professionalità.

Il rischio grave è dunque quello di arrivare alla scadenza del 2021, e solo allora riprendersi e ripubblicizzare Publiacqua, ormai ridotta a un guscio vuoto.

Ma i Sindaci, soci di maggioranza in Publiacqua, nonché membri dell’AIT, l’autorità competente sul servizio idrico regionale, che fanno? Tacciono, indifferenti o complici di una politica che mira alla privatizzazione di ogni bene comune, compresa l’acqua. Abbiamo sentito solo poche, sparute voci levarsi per chiedere lumi sull’operazione ACEA 2.0, prontamente seguite dalla rassicurazione del Direttore dell’AIT, Mazzei, tramite note oltremodo positive.

Sì, la politica nazionale e locale per lo più si adegua o addirittura spinge nella direzione opposta a quella espressa dalla volontà popolare, con i referendum del 2011: ripubblicizzare il servizio idrico. E le grandi multiutielities, come ACEA, si vedono spianata la strada nell’accaparramento di beni e servizi di interesse comune. L’introduzione della nuova piattaforma informatica in Publiacqua ne è purtroppo segno inequivocabile.

Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori di Publiacqua, in lotta per riaffermare i propri diritti. E, di più, si pone a fianco di tutti/e coloro che sono disposti a rovesciare qualsiasi opera di privatizzazione, deleteria per i cittadini, i lavoratori e per la totalità dell’ambiente.

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In Arrivo Nuovi Aumenti delle Tariffe: Con l’ AIT fallita la democrazia Comunicato Stampa

A.I.T. Il fallimento di un’unica Autorità regionale sull’acqua

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Comunicato Stampa

Più di una volta abbiamo assistito al rinvio delle decisioni da prendere in sede di Autorità Idrica Toscana, perché mancava il numero legale dei componenti per poter deliberare.

Fanno parte dell’AIT solo 50 dei circa 280 Sindaci toscani, e il precedente statuto prevedeva la presenza di almeno la metà più uno di loro, per poter deliberare. Ma dato che molte volte nelle assemblee tale numero non era raggiunto, lo si è modificato in modo che bastasse la maggioranza semplice dei presenti, purché almeno un Sindaco delle 6 Conferenze territoriali fosse presente.massa-manifestazione

Bene, l’assemblea AIT di ieri, 22/09, è saltata perché dell’Ambito territoriale 1 Toscana Nord nessun Sindaco era presente. Sarà perché nel territorio gestito da Gaia, i cittadini chiedono a gran voce l’uscita dall’azienda e dall’AIT? Sarà perché sabato 24/09 ci sarà una manifestazione, indetta dai comitati locali che non a caso si sono denominati “Acqua alla gola”?

Comunque, non brillava per partecipazione neppure l’Ambito territoriale 4 alto Valdarno, con solo due Sindaci presenti.

Più consistente invece il gruppo dei Primi Cittadini dell’ATO medio Valdarno poiché nella prima mattinata si era riunita la Conferenza territoriale 3. La discussione verteva ovviamente sull’aumento delle tariffe del gestore Publiacqua, da portare in approvazione all’appena imminente assemblea AIT. Nel precedente incontro, diversi Sindaci ATO 3 avevano contestato l’ulteriore aumento di tariffe già insostenibili per tante famiglie, i continui disservizi sui propri territori, la mancanza di investimenti nei Comuni minori e gli utili milionari distribuiti ai soci dell’azienda idrica. Alcuni di questi Sindaci però nel frattempo hanno avuto incontri col gestore e si sono accontentati di qualche “caramella”: un investimento in più, promesso da Publiacqua, la cui realizzazione sarà tutta da vedere. Mentre un gruppo nutrito, nell’interesse dei propri cittadini, ha votato contro l’aumento delle tariffe del 3,8%. Risultato della votazione: 12 favorevoli; 2 astenuti, Pistoia e Reggello; e 8 contrari, tutti i Sindaci del Valdarno aretino (Castelfranco/Piandiscò, Cavriglia, Loro Ciuffenna, Montevarchi, San Giovanni V., Terranuova B.) e quelli di Quarrata e Serravalle Pistoiese.

Non avendo raggiunto il numero legale però, l’assemblea AIT non ha potuto approvare gli aumenti previsti per l’ATO 3 e per altre tre Conferenze territoriali. Aumenti che dovevano essere inviati entro la giornata all’Autorità nazionale, l’AEEGSI, dalla quale partirà immediatamente una diffida. Ma soprattutto i cittadini dovranno continuare a pagare quanto dettato dal Piano economico finanziario regionale, approvato nel 2014. Ciò significa, per la gestione Publiacqua il 7,5% al posto del 3,8%; per ASA il 4,7% invece del 2,7%; per l’Acquedotto del Fiora il 4,9% invece del 4,4%; mentre per Acque Spa rimane l’incremento più alto del 6,8%.

I cittadini ringraziano i propri rappresentanti!

La conclusione in ogni caso è sempre la stessa, da anni: in AIT, non si delibera affatto o sono solo una manciata di Sindaci a decidere, per l’intera regione investimenti, tariffe, carte dei servizi…

Questa è la democrazia che vige in Toscana.

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Assemblea dei Sindaci del territorio gestito da ASA: Comunicato Stampa

Acqua: un piccolo passo in avanti per le tariffe

Ancora lontani dalla ripubblicizzazione del servizio

E i sindaci PD remano al contrario

 

 

Logo forum toscano acquaIl 20 settembre l’Assemblea dei Sindaci del territorio gestito da ASA, grazie alla proposta dei Sindaci di Livorno, Suvereto e Volterra ha approvato un aumento delle tariffe decisamente più contenuto: 2,7% invece del 6.5% proposto dall’azienda. E tutto ciò senza andare ad intaccare gli investimenti previsti dal piano di ambito.

Certo, è veramente singolare che il giorno dopo, la schiera dei Primi Cittadini, targata PD, che ha la maggioranza assoluta nell’assemblea dell’ATO Costa, contesti l’aumento ritenendolo eccessivo: e metta in dubbio le valutazioni a monte, da parte di chi lo ha proposto. Nessun Sindaco PD si è assunto l’onere e la responsabilità di una proposta, solo per poter oggi far ricadere ogni addebito sui colleghi di Livorno, Suvereto e Volterra.

L’assemblea è stata molto discussa, e i Sindaci delle amministrazioni a maggioranza PD hanno ripetutamente tirato in ballo la mancanza di investimenti sui loro territori e il piano industriale proposto da IREN, con una ricapitalizzazione dell’azienda idrica da 85 milioni. In effetti, di questi 85 milioni solo 15 verrebbero messi da IREN a fondo perso, mentre gli altri 70 sarebbero coperti da prestiti da restituire con interessi. In altri termini, andrebbero a gravare sulle bollette dei cittadini. Eppure IREN, con quei 15 milioni, pretende il controllo della società su questioni fondamentali, sottraendolo di fatto ai Sindaci.

il-mio-voto-va-rispettatoQuindi, i Sindaci PD, con la scusa degli investimenti, sostengono il piano di IREN, che va esattamente nella direzione opposta rispetto a quella manifestata con i referendum del 2011, cioè ripubblicizzare la gestione dell’acqua.

Ricordiamo tra l’altro che ad avere la maggioranza in ASA erano i Sindaci in quota PD quando ASA ha stipulato un project financing con il Monte dei Paschi, ad un tasso usuraio del 7%. E tutti conosciamo gli interessi di questo partito nella banca in questione.

Non solo, dalla relazione 2013 del Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana, apprendiamo che negli anni precedenti, ASA ha effettuato solo la metà o anche meno degli investimenti previsti e all’appello mancano 21 milioni, non realizzati ma già incassati con le bollette, come previsto dal Metodo Normalizzato, allora in vigore. Inoltre ASA si è vista bloccare i finanziamenti da parte della Regione Toscana, per non aver concluso i lavori programmati entro i termini. Dove erano allora questi Sindaci? Di sicuro non hanno svolto la funzione di controllo che competeva loro.

Quei 21 milioni mancanti saranno stati impiegati in manutenzionitanti-soldi straordinarie? Sarebbe l’ora che i Sindaci andassero a verificare che il gestore non ricorra al gioco di inserire in modo ingiustificato le manutenzioni ordinarie della rete idrica e delle fognature tra le manutenzioni straordinarie: ciò comporta che si addebitino in fattura agli utenti, oltre al costo del lavoro anche il progetto, gli ammortamenti e i profitti che finiscono nelle tasche dei soci aziendali.

E ancora , chiediamo: come mai dai Sindaci non si alza alcuna voce di protesta in relazione al fatto che la sola Solvay consuma tanta acqua quanto quasi quella di tutti gli utenti di ASA, e pagandola solo 5 millesimi al metro cubo? Mentre gli investimenti per reperire altra acqua potabile si mettono in testa ai cittadini tutti e non a chi fa un uso sconsiderato di questo bene prezioso.

ASA ha costi di gestione tra i più alti della Toscana. Non sono forse dovuti ai clientelismi messi in atto dai Sindaci negli anni? Purtroppo se qualcuno cerca di porre rimedio ai favoritismi nell’assegnazione dei posti di lavoro e delle poltrone, la soluzione non è ritenuta adeguata. Anche noi lo riteniamo un intervento parziale ma che certamente va nella direzione giusta.

I Sindaci chiedono investimenti per la depurazione. Ma si sono resi conto che il sistema dei grandi impianti con lunghissimi collettori fognari, viene messo in crisi da due gocce di pioggia, e provoca estesi divieti di balneazione? Non viene il dubbio che sia l’intero sistema a dover essere ripensato?

Si lamentano oltre tutto della mancata presenza all’assemblea dell’azienda. Forse non conoscono le leggi regionali: le assemblee ATO sono riservate esclusivamente ai Sindaci, organo politico-amministrativo, oltre che parte pubblica dell’azienda idrica.

Il Forum Toscano, con tutti i cittadini che si sono espressi nei referendum del 2011, si aspetta che una buona volta sia invertita la rotta e che finalmente si compiano passi importanti e significativi nella direzione della ripubblicizzazione dell’acqua.Logo forum toscano acqua

 

 

NUOVE ACQUE INTIMORISCE GLI UTENTI – Comunicato Stampa

Riceviamo dal comitato di Arezzo e pubblichiamo.

NUOVE ACQUE INTIMORISCE GLI UTENTI

NUOVE ACQUE INTIMORISCE GLI UTENTI

OPERATORI DI NUOVE ACQUE INTIMORISCONO GLI UTENTI CON FORME DI INDEBITO CONDIZIONAMENTO.

Quelle messe in atto in questi giorni dal gestore privato dell’acqua pubblica non possono essere definite in altro modo: pratiche aggressive lesive del diritto alla privacy.

Abbiamo appreso che operatori di Nuove Acque, normalmente impegnati in attività operative di carattere tecnico, sono stati sguinzagliati in giro per Arezzo e dintorni dall’azienda , con l’incarico di consegnare agli utenti morosi uno stampato contenente numero e importo di fatture che risultano, in tutto o in parte , non pagate . E fin qui nulla di che allarmarsi , se non fosse per il fatto che questi operatori approcciano gli utenti con fare risoluto e arcigno , quasi arrogante che poco si addice al comportamento discreto e impersonale che dovrebbe tenere un semplice latore di missive, sia pure queste evidenzino una situazione debitoria del destinatario.

Ci è stato riferito di numerosi casi in cui gli operatori di Nuove Acque non si sono limitati alla consegna dell’estratto conto ma, eccedendo, hanno proferito verbosi avvertimenti e appellato come “morose” le persone che gli hanno aperto la porta di casa , senza tanti complimenti, seduta stante , indipendentemente che si trovassero sul pianerottolo , per le scale o sul marciapiede davanti casa , in luogo aperto , quindi in pubblico, minacciandole di distacco del contatore se non avessero provveduto entro un paio di giorni a pagare quanto richiesto , senza rispetto alcuno della privacy.

A taluni , prima di consegnare loro il foglio con l’estratto conto, l’operatore ha aggiunto di propria mano, sullo stampato, la dicitura “chiusura contatore per morosità ” e , alle rimostranze degli utenti per l’esagerazione della misura minacciata, rispetto alle contestate e parziali morosità, egli ha replicato in modo risoluto che essendo comunque morosi se non avessero regolarizzato la pendenza con l’azienda, lui sarebbe tornato di lì a qualche giorno per applicare un “rubinetto”o una “valvola” al contatore, in modo da ridurre il flusso d’acqua , a loro spese, ma che successivamente avrebbe anche proceduto al distacco della fornitura.

Decine di utenti sono stati sottoposti in questi giorni a tale trattamento da parte degli operatori di Nuove Acque, tra loro molti sono quelli che , a seguito del mancato rispetto dell’esito referendario, dal 2012 in poi hanno praticato l’autoriduzione del 13% delle bollette emesse a loro carico , in adesione alla campagna di “obbedienza civile” lanciata dal Comitato Acqua Pubblica , stante che dopo il referendum nelle tariffe applicate è stata mantenuta la componente abrogata relativa alla “remunerazione del capitale investito”.

Esortiamo gli utenti che sono fatti oggetto di tali comportamenti non rispettosi del Codice del consumo e lesivi del diritto alla privacy, di pretendere risolutamente dagli operatori di Nuove Acque il rispetto dovuto e da parte dell’azienda il rispetto del Regolamento che prevede comunque, prima dell’eventuale limitazione o sospensione della fornitura, che all’utente considerato moroso dal gestore sia fatto pervenire un avviso bonario e successivamente notificata una diffida ad adempiere entro 10 giorni al pagamento di quanto dovuto . E’ pertanto da ritenersi illecita ogni altra diversa modalità di trattamento delle morosità.

E’ noto che anche al Consiglio di Stato , cui i Comitati per l’Acqua Pubblica si sono appellati, sono sorti dubbi circa la legittimità delle tariffe dell’acqua praticate successivamente all’abrogazione referendaria, come da noi denunciato , tant’è che il 10 novembre 2015 i massimi Giudici amministrativi dello Stato hanno dato incarico ad un apposito Collegio peritale-tecnico di accertare la congruità e la legittimità stessa del sistema tariffario post referendum.

E’ inoltre noto che il 15 marzo scorso il Consiglio di Stato, con propria ordinanza, ha fissato l’udienza per il pronunciamento di merito al 16 dicembre prossimo.

In questa situazione Nuove Acque ha scelto di incalzare gli utenti con pratiche aggressive volte a condizionarne l’atteggiamento e a ridurne la capacità di resistenza , anziché attendere ragionevolmente l’esito del ricorso pendente al Consiglio di Stato e agire di conseguenza.

Davvero questo è uno strano Paese dove nel 2011 venne cancellata con un referendum la possibilità per i gestori dell’acqua di fare profitti, ma da allora in avanti le bollette anziché diminuire sono aumentate di oltre il 30% e con esse sono cresciuti vertiginosamente gli utili stratosferici delle società di gestione, che restano saldamente in mano ai privati !

Un attacco proditorio portato al sistema democratico con il concorso della peggiore politica e dei suoi maggiori rappresentanti ; dai più alti scranni in giù , passando per le istituzioni regionali , fino a quelle locali, con la quasi totalità dei sindaci rivelatisi campioni d’ inerzia per pavidità, inettitudine, opportunismo o convenienza .

Ed è per questo che Nuove Acque non paga mai pegno! Qualsiasi cosa faccia di irregolare , malgrado talvolta venga sonoramente sanzionata ; malgrado sia stata numerose volte condannata a rimborsare gli utenti per indebiti e a pagare spese legali ; malgrado di fatto non applichi realmente tariffe per fasce di consumo su base annua; malgrado che per oltre un decennio abbia fatto pagare agli aretini tariffe superiori del 30% il limite massimo fissato dalla legge; malgrado che dopo la sentenza d’incostituzionalità dell’onere della depurazione posto a carico delle utenze non collegate ad un depuratore abbia continuato per quasi 6 anni a farsela pagare da migliaia di utenti non depurati; malgrado applichi tariffe elevate a tutti e particolarmente esose per i nuclei familiari numerosi; malgrado abbia un forte indebitamento e scarse possibilità di poterlo risolvere nei termini fissati: Niente.

A Nuove Acque non succede mai niente! I privati sempre al comando e i rappresentanti di parte pubblica dietro, sempre tranquilli, acquiescenti, muti e consenzienti .

Tanto, vada come vada , chi paga e continuerà a pagar pegno sono e saranno sempre i cittadini-utenti !arezzo-acqua-pubblica

17 settembre 2016

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

Chi vuole privatizzare l'acqua deve dimostrare di essere anche il padrone delle nuvole, della pioggia, dei ghiacciai, degli arcobaleni … "Erri De Luca"