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Holding multiservizi. La finanza vince sulla democrazia

Comunicato Stampa

Il nefasto progetto di riunire in una grande holding la gestione di servizi come acqua, energia/gas e rifiuti ha trovato ieri l’accordo, benedetto da Giani, dei Comuni di Firenze, Prato ed Empoli che puntano ad unire società del calibro di Publiacqua, ESTRA/Consiag, Publiservizi e ALIA in un unico mostro tentacolare. Un accordo ai vertici, frutto del peggiore rampantismo politico.


Se ne parlava da diverso tempo, è vero, ma andava raggiunta la quadra, per la soddisfazione dei Comuni maggiori, e primo fra tutti Firenze. Tant’è che Nardella aveva osteggiato un precedente tentativo di accorpare Publiacqua ad ESTRA/Consiag, semplicemente perché le quote di Prato avrebbero superato di gran lunga quelle del capoluogo regionale. Ma con l’entrata di ALIA, dove il Comune fiorentino ha la maggioranza (quasi il 60%), le cose cambiano. Per di più è stato proprio il Primo Cittadino di Firenze a chiamare il top manager Irace per ricoprire la carica di AD di Alia, e portare poi a termine l’operazione multiutility: potrà mai essere tradito?


In realtà, cosa hanno in comune l’acqua, il gas, piuttosto che l’energia elettrica e i rifiuti? Un unico elemento che consente di tenerli insieme: sono merci per fare profitto.

Ancora una volta si vogliono calpestare i referendum del 2011 che, ricordiamo avevano decretato come l’acqua ed altri beni e servizi non dovessero avere rilevanza economica. E’ la vittoria della finanza sulla democrazia. E’ la vittoria della politica incarnata in Toscana dal PD, con l’epigono renziano, sui principi di giustizia e di solidarietà, sulle aspirazioni alla vera cura e al rispetto di persone e ambiente. E’ la vittoria anche dei grandi Comuni rispetto ai piccoli, perché in generale è una vittoria di potere: chi ne ha poco o punto, è sempre destinato a perdere.


La nuova multiutility, ci si è vantati, aspira alla quotazione in borsa, ad immettersi quindi a pieno titolo sul mercato, assicurandosi una fetta di torta, al pari di altri colossi del genere, come IREN, H2A, ACEA… E cosa cambia se i soci invece di essere dei privati sono i Comuni o altri Enti con capitale pubblico? Nulla, proprio nulla.

Quando, come nella holding in questione, si struttura una gestione sullo stampo privatistico, con l’obiettivo di realizzare e incassare utili, non si bada a nient’altro. Ecco gli effetti clamorosi ottenuti finora da Publiacqua: pessima qualità dell’acqua, manutenzioni ridotte al minimo, notevoli perdite delle reti, depurazione e fognatura di livello molto scarso, tariffe alle stelle… Possiamo pensare che da un accorpamento di servizi diversi possa nascere qualcosa di meglio?


Come al solito vorrebbero invece farci credere che ne scaturiranno vantaggi per le persone e l’ambiente: riduzione delle tariffe, aumento degli investimenti, addirittura una regione più green!

Le solite promesse per indorare la pillola. Le stesse promesse fatte per concedere la proroga a Publiacqua e spudoratamente disattese. E’ di questi giorni la nostra denuncia riguardo ai Sindaci del territorio gestito da Publiacqua, che hanno approvato un Piano tariffario per il quale le tariffe aumentano, gli investimenti diminuiscono, cresce il valore della liquidazione del socio privato. Però gli utili hanno un’impennata verso l’alto.


Auspichiamo che nei Consigli Comunali, nella Conferenza Territoriale 3 per l’acqua, nell’ATO dei rifiuti, e in qualsiasi altra sede decisionale, si vadano a prendere posizioni contrarie alla holding multiservizi. Che il bene comune sia davvero centro e riferimento primario della politica!


11/12/2020

Acqua. Aumentano le tariffe e calano gli investimenti

Comunicato Stampa

In questo periodo stanno arrivando le bollette di Publiacqua, con il conguaglio effettuato sulla base del Piano Tariffario 2020-24 proposto dai Sindaci della Conferenza Territoriale 3, il 25/6 scorso, e approvato il giorno successivo dal Consiglio Direttivo dell’AIT. La nuova tariffa decorre comunque dall’1/1/2020.

Non occorre un grande sforzo di memoria per andare al 2018, quando i Sindaci, primo fra tutti Nardella, proclamarono a gran voce che veniva accordata una proroga della concessione a Publiacqua fino al 2024, in cambio di tre vantaggi fondamentali:

  • Nessun aumento delle tariffe
  • Incremento e realizzazione effettiva degli investimenti previsti
  • Contenimento del valore residuo finale da liquidare al socio privato per poi procedere alla ripubblicizzazione del servizio idrico.

(Rinfreschiamoci la memoria: clicca 1 e clicca 2)

Peccato che i nostri Amministratori, sicuramente incalzati da Publiacqua e con l’avallo del Direttore Generale dell’AIT, si siano rimangiati tutto quanto.

Non era questo l’impegno preso, e sfruttato oltretutto a fini elettorali!

Basta mettere a confronto il Piano Tariffario 2016-2024 approvato il 7/12/2018, all’indomani della proroga a Publiacqua, con il Piano Tariffario del giugno scorso: il primo prevedeva un incremento della tariffa pari allo 0,0% per gli anni 2019-2024: il secondo prevede invece un aumento per ciascun anno, in misura variabile, partendo dal 2.10% nel 2020, per poi rimanere al di sopra dell’1% fino al 2024 compreso. In pratica l’unico anno in cui le tariffe non sono cresciute è il 2019.

I nostri Sindaci dunque si permettono di aumentare le tariffe dell’acqua proprio in una fase di enorme crisi del Paese, dovuta alla pandemia Covid, dove tanti hanno perso il lavoro, tanti in cassa integrazione con stipendi ridotti, e tante le piccole imprese che comunque devono pagare i costi fissi ma registrano introiti ridotti all’osso, rischiando la chiusura. Senza contare che per le famiglie si è pure verificato un forte aumento dei consumi legato proprio all’emergenza sanitaria. Non a caso il Forum Toscano dell’Acqua aveva chiesto già nell’aprile scorso una tariffa agevolata, ed ecco arrivare la stangata in questo finale d’anno!

Le cose non vanno meglio per quanto riguarda gli investimenti: quelli programmati e tariffati del Piano approvato nel 2018 ammontavano a € 370.567.000 €, mentre si riducono a € 338.300.000 nel Piano 2020-24, con una netta flessione dell’8,7%.

Eppure, meraviglia delle meraviglie, gli utili da distribuire avranno un incremento di quasi il 35%, balzando da 68 a 91,50 milioni previsti dal nuovo Piano.

E che dire della beffa a proposito del valore residuo, da sborsare per la liquidazione del socio privato di Publiacqua? Allungare la Concessione, secondo i Sindaci, ne avrebbe permesso la diminuzione. Ora, nel Piano stilato nel 2018 il valore residuo a fine Concessione ammontava a 264.360.000 euro, nel Piano approvato il giugno scorso la cifra diventa 272.900.000 + 30.330.000 di conguagli, cioè 303.230.000.

Possiamo capire che non soltanto il socio privato (ACEA) con il 40% delle quote, ma CONSIAG (leggi Comune di Prato) con il 25% e il Comune di Firenze con il 21% abbiano tutto l’interesse ad attuare un piano economico-finanziario del genere, visto che da tempo le speculazioni di stampo privatistico piacciono tanto anche agli enti pubblici. Meno comprensibile risulta l’atteggiamento di tutti gli altri Comuni soci di Publiacqua, che contano complessivamente il 13,5% delle quote, quindi si distribuiscono solo le briciole, ma in Conferenza Territoriale il loro peso è pari a quello dei grandi Comuni. Evidentemente le leggi del mercato e del profitto si impongono su ogni altra cosa, di sicuro su ben più alti principi che dovrebbero essere invece al primo posto nel governo dei nostri

Amministratori, cui sempre più si addice il ruolo di riscossori di dividendi e proventi vari.

05/12/2020

rischiamo di rinunciare a quanto di più prezioso dovrebbe segnare le nostre vite: verità e giustizia, libertà e democrazia…

Non ci possiamo sempre accontentare del meno peggio. Basta annacquare i principi, i valori in cui diciamo di credere !

A forza di accontentarsi, di ridurre le aspettative, di ridimensionare gli obiettivi, rischiamo di rinunciare a quanto di più  prezioso dovrebbe segnare le nostre vite: verità e giustizia, libertà e democrazia… 

Esempio di Holding Esistenti già Quotate in Borsa

Non possiamo accettare che l’acqua finisca nelle mani di una holding, insieme a rifiuti, gas, energia elettrica (figurarsi!)  ritenendo una qualche forma di garanzia che il capitale della mostruosa multiutility sia interamente pubblico. L ‘acqua è un  bene comune, né pubblico né privato, di tutti e di nessuno: qualsiasi passo  per la traduzione in pratica di questi principi deve  rispettare l’assunto di partenza, e porsi sulla via che a quello conduca. Da subito, e senza compromessi  o ambiguità.

Venendo  allo specifico, è chiaro che per liquidare il socio privato in un’azienda idrica partecipata si debba  procedere alla disdetta dei patti  parasociali, come è avvenuto per Publiacqua. Ma è altrettanto chiaro che se semplicemente  sostituisco a quel socio privato un  ente a capitale interamente pubblico, lasciando invariato tutto il resto, non cambierà nulla: l’acqua resterà una merce da sfruttare per realizzare il massimo del profitto, con tutto ciò che ne consegue.

Cambia il dialetto ma la sostanza resta!



Con questa premessa il Forum Toscano Dei Movimenti per l’Acqua emette un nuovo comunicato stampa al riguardo degli ultimi avvenimenti in toscana.

Comunicato stampa

NO dei Sindaci al gestore unico regionale dell’Acqua

Ma continuano le manovre per una multiutility toscana

L’Assemblea dell’Autorità Idrica Toscana di giovedì 19 novembre ha regalato il NO dei Sindaci al gestore unico regionale del servizio idrico integrato. L’approvazione è stata unanime, accompagnata dal plauso e dai ringraziamenti di tutti i partecipanti. Ma in barba alla trasparenza delle istituzioni pubbliche solo dopo un’ora dall’inizio della riunione online, e dopo varie telefonate, è stato possibile seguire la diretta streaming.

L’opposizione a destinare Publiacqua spa, la maggiore azienda idrica toscana, alla gestione dell’intera rete regionale, era stata in realtà manifestata già nel 2018, in sede di Assemblea AIT. Nessuno però ha sottolineato che siano occorsi ben due anni per effettuare lo studio, apparentemente di tipo tecnico-legislativo, che ha dato il benestare all’attuale presa di posizione dei Sindaci.

Del resto, ancora nessuno ha evidenziato come l’obiettivo del gestore unico prosegua a campeggiare nella legge regionale 69/11 che disciplina proprio la gestione del servizio idrico. Quella stessa legge poteva essere totalmente riscritta nell’ottica di una vera ripubblicizzazione, tramite una pdl di Toscana a Sinistra, portata in Consiglio Regionale a fine luglio di quest’anno. Ma a quel punto PD e Lega hanno fatto mancare il numero legale, impedendone perfino la discussione, a riprova del pericolo che essa comportava per gli interessi particolari da cui sono sostenuti.

Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ha sempre espresso contrarietà rispetto ad un accentramento nelle mani di un unico gestore, a discapito della qualità del servizio, e nell’assoluta ignoranza di problematiche inerenti le diverse zone della regione, più naturalmente riconducibili ai singoli bacini idrografici. Eppure non riusciamo ad accogliere con esultanza la notizia. Anzi, ci chiediamo se i Sindaci non sappiano o semplicemente fingano di non sapere cosa stia maturando anche soltanto negli ultimi due anni.

Il 2018 è stato particolarmente prolifico nello sfornare decisioni importanti per la gestione dell’Acqua. Decisioni politiche che come tali vanno lette. Intanto si è cominciato a manifestare l’intenzione di ripubblicizzare il servizio idrico, iniziando proprio dal territorio gestito da Publiacqua. Da allora proviamo a smascherare la presunta operazione che cela in realtà la volontà di intervenire unicamente sul piano economico-finanziario: liquidare il socio privato (ACEA/SUEZ), per ampliare la partecipazione dei Comuni e accogliere eventualmente aziende a capitale interamente pubblico. Tutto ciò, lasciando inalterata la veste della società per azioni, ente di diritto privato, votato al profitto. Niente di più lontano da quanto richiesto da milioni di cittadini/e con i referendum del 2011.

L’Acqua NON è una merce!

Interessante notare come ancora nel 2018 sia stato fatto un altro passo significativo nella medesima direzione: la concessione di proroghe alle aziende idriche, in alcuni casi fino al 2031, per dare maggiore agio non ad una vera ripubblicizzazione, come sbandierato, quanto ad una nuova configurazione delle aziende sul mercato, nell’intento di renderle più competitive oltre che più remunerative.

Dopo la “pausa” del 2019, segnata dall’elezioni in molti Comuni, il 2020 sembra aver favorito la ripresa delle manovre. Da tenere d’occhio sempre Publiacqua, ormai non più votata a gestire tutta la Toscana: le mire adesso sono altre e di maggior livello! I Consigli dei Comuni che fanno capo alla spa dell’acqua hanno votato la disdetta dei patti parasociali con l’azienda stessa, per arrivare, si dice, ad estromettere il socio privato. Ma quella che si prospetta è in verità la creazione di una holding che gestisca oltre all’acqua, i rifiuti, l’energia elettrica, il gas… Una multiutility che sicuramente mette d’accordo Comuni (almeno quelli più grandi, con in testa Firenze e Prato) e Regione; da sinistra a destra, senza eccezioni. Un vero esempio per l’intera regione e per tutto il territorio nazionale!

Quando il mercato detta legge, come in questo caso, hanno da guadagnare solo pochi: non i piccoli Comuni, non i cittadini specialmente più poveri, non l’ambiente. Certi disegni nulla hanno a che vedere con i principi di democrazia e di partecipazione, di solidarietà e di rispetto che fondano il bene comune e che dovrebbero orientare il pensiero e l’azione dei nostri Amministratori.

21/11/2020

Verso una holding dei servizi pubblici?

La Regione Toscana conferma il progetto privatistico ed antidemocratico

Comunicato Stampa

Tramite le dichiarazioni della neo Assessore all’Ambiente, Monia Monni, la Regione Toscana sembra confermare il progetto di stampo privatistico, oltre che assolutamente antidemocratico, della creazione di una holding che gestisca servizi essenziali come quelli legati ai rifiuti, l’energia, l’acqua.
Nuova holdingIl disegno nefasto ci era stato ricordato pochi giorni fa dal Sindaco di Firenze, Nardella, che ha chiamato il top manager Irace a ricoprire la carica di AD dell’azienda dei rifiuti, ALIA; per poi renderlo esecutore di una fusione con società multiservizi, in particolare nel campo dell’energia, come ESTRA/CONSIAG e Publiservizi; senza trascurare le spa dell’acqua, Publiacqua e Acque, entrambe compartecipate da ACEA, di cui Irace è stato AD per alcuni anni. Il mostruoso colosso sarebbe forse così completato.
In effetti, il piano di una multiutility regionale era stato lanciato e ripreso dall’ex Presidente Rossi in diverse occasioni, nell’arco del suo governatorato decennale, a dispetto di un pronunciamento popolare che con i referendum del 2011 aveva espresso chiaramente la volontà di sottrarre l’acqua, insieme agli altri servizi, dalle leggi del mercato e del profitto.
soldi_acquaE ancora tocca dire come il processo di ripubblicizzazione proposto dai Movimenti e condiviso da milioni di cittadini, sia tutt’altra cosa rispetto alla grandiosa operazione, a cui da tempo lavora la politica PD-Renziana che piace tanto anche alla destra. Tutte le manovre messe in atto finora dai nostri Amministratori hanno fini puramente speculativi, di matrice economico-finanziaria, e nient’altro. La sola “novità” sta nel fatto che per anni la politica ha assecondato se non spudoratamente favorito una gestione privatistica di beni e servizi, mentre oggi mira a farsi diretta imprenditrice, a capo della stessa.
Non si cambia la vera natura di una gestione se, come nel caso dell’acqua, si pensa di liquidare il socio privato, per inserire enti o aziende, sia pure con capitale interamente pubblico! Per non parlare di come ciò venga impunemente sfruttato per celare la manovra sotto le vesti di una ripubblicizzazione, addirittura in conformità a quanto richiesto dai cittadini. Ma si sa, il centro sinistra ha un talento davvero eccezionale per le operazioni di mascheramento.
BiodigestoriAnalogamente, riguardo ai rifiuti, a fine legislatura la Regione ha autorizzato i cantieri per i biodigestori (Montespertoli, Peccioli e Rosignano Marittimo): da una parte l’accostamento al “bio” vorrebbe attribuire il sistema alla green economy, dall’altra questa forma di riciclaggio entrerebbe di diritto a far parte della cosiddetta economia circolare. Eppure esistono dubbi fondati che la tecnica non sia affatto innocua, come esistono soluzioni alternative decisamente migliori per lo smaltimento, che non si vogliono nemmeno prendere in considerazione.
Facciamo allora appello ai Sindaci, in qualità di soci delle aziende che gestiscono i servizi pubblici, ma prima ancora come amministratori di un bene comune: fate sentire la vostra voce per uscire dalla logica economicistica, per far valere solidarietà e democrazia!  Oggi più che mai ne abbiamo bisogno.
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Quando il bene comune è solo merce

Top Manager Irace chiamato ad ALIA

 

COMUNICATO STAMPA

E’ notizia di questi giorni: pare certo che il top manager, Alberto Irace, sia stato chiamato dal Sindaco di Firenze, Nardella, per assumere la carica di Amministratore Delegato di ALIA, l’utility dei RIFIUTI che ha accorpato le aziende operanti sulla Piana Firenze-Prato-Pistoia.

Ma il piano ha mire ben più alte poiché sembra prevedere la creazione di una multiutility che inglobi ESTRA, con prevalenza di gestione nel settore GAS, e addirittura PUBLIACQUA, la Iracemaggiore società idrica della Toscana.

Ovviamente Irace avrebbe il ruolo di guidare l’operazione per poi installarsi, in qualità di AD, nella “mostruosa” società così realizzata.
Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua conosce Irace. Il primo incontro con lui è avvenuto all’indomani dei referendum del 2011, quando, presente suo malgrado, l’allora AD di Publiacqua manifestò tutto il disprezzo possibile per la vittoria ottenuta dai Movimenti, nonché la totale disapprovazione per quella che sembrava essere una svolta verso la reale ripubblicizzazione del servizio idrico.
Conosciamo Irace per un’altra questione: l’utilizzo da parte di Publiacqua del sistema informatico denominato Acea 2.0. acea-2.0

Siamo stati gli unici a cercare di far emergere le grandi manovre, dirette da Irace, che hanno visto vendere ad ACEA il template messo a punto da Publiacqua, per una cifra irrisoria; concedere gratuitamente “in visione” la stessa piattaforma ad ACEA, ancor prima della effettiva cessione; infine riacquistare da ACEA il “nuovo” template, ovviamente ad un prezzo esorbitante che sono e saranno i cittadini-utenti a pagare per intero.
Ma soprattutto conosciamo Irace per l’impronta aggressiva, in senso economico-finanziario, che ha segnato la gestione di Publiacqua negli anni in cui era AD della stessa. La logica della speculazione e del profitto si è imposta, garantendo utili milionari alla società, in barba agli investimenti effettivi e ad interventi necessari e urgenti di manutenzione, tanto per dirne una.
Non vorremmo comunque far ricadere su un’unica persona il peso e la responsabilità di scelte oltremodo deleterie nella gestione di un bene comune.

In realtà, come troppo di frequente accade, attrice protagonista è la politica, con i nostri Amministratori che paiono aver perso da tempo il senso più nobile del termine “pubblico”, per abdicare a politiche e decisioni di puro stampo privatistico.
Come più di una volta abbiamo messo in luce riguardo al servizio idrico, ma lo stesso vale per gas, energia elettrica, rifiuti… i Governatori locali, acqua_dollarisalvo rare o individuali eccezioni, si stanno trasformando in maniera sempre più decisa in investitori con interessi esclusivamente finanziari. Vengono così depotenziate o addirittura sperperate esperienze concrete di qualità, come era quella di Publiacqua prima dell’entrata del socio privato, come probabilmente era di ASM prima della fusione in ALIA, con l’unico obiettivo dell’accaparramento di utili. E’ allora naturale che la qualità del servizio peggiori sotto ogni aspetto, compreso quello apparentemente avulso di una gestione democratica. In questo tipo di ottica, Irace costituisce senz’altro una garanzia; e una garanzia per tutti, da sinistra a destra.
Ed è veramente grave questa unanimità di pensiero e di intenti, che lascia spadroneggiare il Sindaco di Firenze, permettendogli di fare certe scelte. In realtà la “voglia” di multiutility era stata manifestata anche dal Governatore Rossi, però è la politica renziana che da anni, prima col capostipite, poi tramite il Sindaco Nardella, spinge in ogni modo verso la privatizzazione dell’acqua e degli altri servizi.

E’ davvero scandaloso che non si levi una voce di dissenso!

il-mio-voto-va-rispettatoCome è scandaloso che, perfettamente in linea con lo stile di Renzi, si vogliano mascherare operazioni meramente speculative e di accentramento di potere con la veste candida della ripubblicizzazione.

Nel caso dell’acqua il risultato referendario impone il “gioco”, nel caso dei rifiuti o in altri, non si fa neppure questa fatica.
Complimenti dunque a Renzi e ai suoi uomini! Con neppure il 5% dei consensi alle recenti elezioni regionali, continuano ad imporre la loro volontà, favorendo e costruendo il guadagno di pochi, a discapito del bene comune. Ma evidentemente questo è uno “sport” in cui tutta la politica aspira ad eccellere.

 

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Zona Publiacqua – Avevano promesso “niente aumenti per 3 anni” e invece…

INVECE COME AL SOLITO HANNO PREFERITO GUARDARE AL PROFITTO ANZICHé ALLE ESIGENZE DEI CITTADINI !!!

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Emergenza Coronavirus, tante famiglie in difficoltà
I nostri Sindaci ci regalano tariffe dell’acqua più care
In questo periodo di emergenza Coronavirus la crisi economica ha subito una forte accelerazione: tante famiglie si trovano in stato di difficoltà; tanti dipendenti sono in cassa integrazione che nella maggior parte dei casi rappresenta solo la metà dello stipendio; tanti a tempo determinato hanno perso il lavoro; tante piccole attività continuano a registrare ingenti cali di fatturato, altre addirittura sono costrette a chiudere.
Peraltro le stime dei ricercatori ENEA hanno messo in evidenza un forte aumento dei consumi domestici dell’acqua, oltre il 50%, legato proprio all’emergenza epidemiologica e alla permanenza obbligata in casa. Una bella fetta di consumi non rientrerà quindi nelle tariffe agevolate ma nella fascia di eccedenza che comporta una spesa più elevata.
Per questi motivi, come Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, avevamo chiesto una tariffa di quarantena, ossia l’applicazione della tariffa agevolata per tutti i consumi delle utenze domestiche, onde evitare che le famiglie si trovassero a pagare bollette assai salate. Oltre a questo, l’esenzione dal pagamento per chi avesse perso il reddito.
I Sindaci, soci di Publiacqua, invece di deliberare un sostegno ai nuclei familiari, hanno deciso per un aumento delle tariffe di oltre il 2%. Alla Conferenza Territoriale, dei 47 Primi Cittadini, solo 21 erano presenti, e non hanno avuto esitazioni (eccetto il Sindaco di Vaglia che si è astenuto) ad approvare l’incremento, mostrando un chiaro disinteresse per le reali condizioni di vita di cittadini che già pagano una delle tariffe più esose del Paese, per un bene essenziale come l’acqua.
L’unica preoccupazione emersa è stata riguardo all’eliminazione a fine 2021 del canone di concessione, pagato dal gestore ai Comuni. Tant’è che il Direttore AIT si è detto disponibile a chiedere ad ARERA, l’autorità nazionale, la possibilità di procedere ad una proroga oltre la scadenza prevista.
Completamente dimenticato lo spot pre-elettorale del 2018, uno dei cavalli di battaglia per le amministrative di Firenze, e non solo: allungamento al 2024 della concessione a Publiacqua, in scadenza nel 2021, ma nessun aumento per le tariffe nell’arco dei tre anni. Complimenti per l’attenzione e la coerenza!
Come sempre, l’esito di queste scelte va a gravare sui cittadini, specie i più deboli; mentre gli utili del gestore restano salvi; e con essi, la quota spettante ai Comuni, ancora una volta paladini della legge del mercato e del profitto.

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LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI TEMPLATE: IL MIRACOLO DELL’ACQUA TRASFORMATA IN ORO PER ACEA… Con tutte le risorse impiegate, dovremmo avere un sistema informatico degno della NASA.

LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI TEMPLATE: IL MIRACOLO DELL’ACQUA TRASFORMATA IN ORO PER ACEA

Comunicato Stampa

 

[Link ad una pagina di Controradio dove Rossella, una portavoce del Forum Toscano, spiega questi fatti in 3 minuti di audio di intervista]

 

Risultati immagini per ACEA publiacquaSulle operazioni di vendita del sistema informatico di Publiacqua ad ACEA (Template di Publiacqua che comprende la gestione delle risorse umane, la gestione della relazione con i clienti, la gestione delle relazioni con i fornitori, la pianificazione delle risorse di impresa etc.) e di acquisto e di implementazione del sistema Acea 2.0 (Template di ACEA), il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica chiede chiarezza poichè questi costi sono tutti a carico dei cittadini e con la proroga di tre anni della concessione è previsto aumentino ancora.

Il template è stato sviluppato da Publiacqua dal 2003 al 2014 con un costo complessivo per gli utenti di 28.444.670 euro. Vogliamo quindi sapere su quali basi si sono determinati gli accordi che hanno portato:

1. alla vendita del template di Publiacqua ad ACEA;

2. alla individuazione del valore (economico e tecnologico) del sistema informatico Template per ACEA, sulla base dei costi già sostenuti da Publiacqua.

Ci risulta che nel contratto di vendita del Template ad Acea si dichiari il primario interesse di Publiacqua di “recuperare l’investimento effettuato“. Come si può parlare di recupero dell’investimento se, in sede di riattribuzione dei costi ad ACEA, sembra che questi siano stati computati solo in 8.938.660 euro, mentre il sistema è costato complessivamente a Publiacqua, e quindi agli utenti toscani, oltre 28 milioni?

Risultati immagini per ACEA 2.0A fronte di tale valutazione, risulta invece che la somma effettivamente pagata da Acea rappresenti solo il 30% dei costi computati, quindi pare che ACEA abbia pagato per il template soltanto €. 2.875.806,00. Il contratto di vendita sembra sia stato sottoscritto nel 2016, ma ci risulta che il Template sia stato messo a disposizione di ACEA sin dal 2015, poiché ACEA già nel 2014 aveva iniziato a lavorare al progetto Acea 2.0, e intendeva utilizzare come base di partenza proprio il sistema di Publiacqua.

Guarda caso questo trasferimento temporaneo, antecedente al contratto di acquisto, è stato fatto proprio quando l’allora amministratore delegato di Publiacqua (ricordate Alberto Irace?) fu promosso alla guida di ACEA. Ci chiediamo come e con quali modalità sia stato possibile tale trasferimento, e se questo periodo di circa due anni di utilizzo da parte di ACEA del Template di Publiacqua, sia stato valorizzato. Se così non fosse, sarebbe un regalo di Publiacqua ad ACEA.

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Alberto Irace

A questo punto, sempre nel 2016, avviene il ritorno del Template! A tal proposito vogliamo avere informazioni sulla corrispondente vendita da ACEA a Publiacqua del template Acea 2.0 con un pagamento dovuto ad Acea di ben 6.337.202 di euro per l’acquisto del sistema e di euro 1.859.503 all’anno per la fornitura del relativo servizio. Inutile sottolineare che i contratti di vendita e di acquisto portano tutti la firma di Filippo Vannoni.

Con tutto ciò appaiono ancor più difficili da accettare, se andiamo a leggere quanto scritto nel Programma degli interventi PDL 2018-19 dall’Autorità Idrica Toscana, i previsti 11,2 milioni dal 2018 al 2022, con una coda nel 2023 (in particolare nel 2018/2019: €. 5,2 milioni!) come risulta dal documento nelle parti in cui si fa riferimento ad una ulteriore implementazione e al mantenimento dell’hardware del progetto Acea 2.0.

La domanda che dunque poniamo è: ma quanto costa a Publiacqua, e quindi agli utenti di Publiacqua, l’introduzione del sistema Acea 2.0. dopo questo giro di vendite e di acquisti? Oltre a quanto già speso per l’acquisto e per il servizio di fornitura (6 + 1,8 milioni di euro), e oltre a quanto poco percepito per la cessione del proprio sistema (poco più di 2 milioni), sono previsti dal 2018 al 2022 altri 11 milioni di euro.

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Filippo Vannoni

Le perplessità peraltro non sono soltanto del Forum, visto che la stessa Autorità Idrica Toscana ha rilevato (nel programma degli Interventi PDL 2018-19, al sottocapitolo “Principali investimenti programmati, pag. 34), che “per un gestore che prevede oltre 80 milioni di euro all’anno di investimento, e con un Vincolo Ricavo Garantito di oltre 250 milioni annui, tali costi sono effettivamente molto elevati”; e che ad oggi “tale modello gestionale, per il quale Publiacqua richiede le maggiori risorse indicate rispetto a quanto previsto nel 2016 (+11,2 milioni di €.), ha sollevato molte perplessità in termini di benefici rispetto ai risultati attesi“.

Malgrado le sopracitate e fondate perplessità, l’AIT ha comunque approvato la richiesta di maggiori risorse. Perché? Ci pare assai improbabile che il direttore dell’AIT non sia stato messo a conoscenza nel dettaglio delle operazioni di vendita del Template di Publiacqua ad ACEA e dell’acquisto del sistema Acea 2.0.

Siamo di fronte ad una moltiplicazione di pani e template effettuata con i soldi tolti dalle tasche dei cittadini. Con tutte queste risorse, dovremmo avere il sistema informatico più efficiente del mondo, degno della NASA. Provate invece a chiedere agli utenti: errori di fatturazione, controlli inadeguati, pessima comunicazione. Non lo diciamo noi, ma ARERA (Autorità Nazionale). Caro e inutile Template!

Chiediamo pertanto che sia resa pubblica tutta la documentazione finora negata, contratti con relativi allegati e verbali dei consigli di amministrazione inerenti le operazioni di acquisto e vendita dei template. Riteniamo che i responsabili di quanto avvenuto, oltre a coloro che ne erano a conoscenza, non siano degni di ricoprire alcun ruolo nel Consiglio di Amministrazione di Publiacqua. E valuteremo inoltre la possibilità di presentare in merito un esposto alla Procura.

Lunedì 21 gennaio 2019

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Inaccettabile proporre alla presidenza di Publiacqua chiunque in questi anni abbia sostenuto o addirittura condiviso la politica di privatizzazione e finanziarizzazione della gestione idrica.

Presidenza di Publiacqua al di fuori delle parti!

Comunicato Stampa

Il prossimo 21 gennaio è prevista l’elezione del nuovo Presidente di Publiacqua. A otto mesi dalla scadenza, pare si sia giunti in dirittura d’arrivo ma i nomi dei papabili continuano ad essere diversi, ognuno di loro sostenuto dai propri sponsor: in sfida, l’Assessore fiorentino Perra, l’ex deputato Becattini, il redivivo Erasmo D’Angelis e il vice-presidente di Consiag Barni. Forse altri.

Dai referendum del 2011, una scelta politica di cambiamento radicale nella gestione del servizio idrico deve ancora trovare una reale e concreta attuazione: la ripubblicizzazione. Del resto, sono stati gli stessi Sindaci del territorio gestito da Publiacqua, dopo sette anni dal pronunciamento popolare, a dirsi favorevoli alla liquidazione del socio privato,  per la riacquisizione di tutte le quote della spa. Paladino della ripubblicizzazione proprio l’Assessore Perra (clicca e leggi per approfondire), salvo poi in pratica rinnegare, ritardando se non azzerando il processo con la proroga concessa alla spa dell’acqua. (clicca e approfondisci il dietro front)

Riteniamo inaccettabile proporre alla presidenza di Publiacqua chiunque in questi anni abbia sostenuto o addirittura condiviso la politica di privatizzazione e finanziarizzazione della gestione idrica. Rammentiamo che le prime aziende miste pubblico-private sono partite proprio nella nostra regione.
Inoltre, come più volte ci siamo trovati a sottolineare, la mancanza di controllo da parte dei Sindaci ha fatto sì che la gestione dell’azienda sia stata a dir poco fallimentare, in relazione a perdite delle reti (clicca per ricordarne una grave), depurazione, qualità dell’acqua, rapporti con l’utenza, per giunta gravata dalle tariffe più alte d’Italia…

Guardando quindi alla sostanza delle cose nonché al peso che una maurizio-montaltovalida guida di Publiacqua potrebbe avere sugli indirizzi politico-gestionali, avanziamo la proposta di nominare alla Presidenza, una persona di sicuro valore e di comprovata esperienza: l’ex Presidente di ABC Napoli, Maurizio Montalto.
Riteniamo che proprio colui che ha avuto un ruolo di protagonista nella ripubblicizzazione dell’acqua partenopea, all’indomani del giugno 2011, possa offrire le più alte garanzie sia nell’ambito della competenza che del rispetto dei principi di democrazia, giustizia, solidarietà coniugati ad una reale ripubblicizzazione del bene comune per eccellenza. Una persona al di sopra delle parti, che non abbia da soddisfare l’interesse di questa o di quella fazione politica o economico-finanziaria che sia. Una persona con un bagaglio di riferimenti e conoscenze specifiche, che vanno al di là dei confini nazionali.
Nessuno dei contendenti prima nominati ci pare possa unire altrettanto sapere e trasparenza. A cominciare dall’Assessore Perra, il più quotato nella lista, che finora si è distinto piuttosto per aver chiesto e ottenuto una maggiore distribuzione di utili di Publiacqua, non certo per puntare al miglioramento dei servizi. Senza contare che attualmente si troverebbe in evidente conflitto di interessi, vista la carica che ricopre nel Comune fiorentino.

Vale la pena ricordare poi le pesanti responsabilità che gravano sul Comune di Firenze, come su tutti i Sindaci che hanno dato il via libera all’allungamento della convenzione con Publiacqua. Anche alla luce del PDL Daga sulla ripubblicizzazione dell’acqua, attualmente in discussione in Commissione Parlamentare, se nel 2020 dovessero scadere tutti i contratti di affidamento della gestione idrica, chi pagherà l’indennizzo previsto dall’art.10 comma 5, da riconoscere al socio privato Acea Spa Roma fino al 2024? Viene da rispondere: lo paghino i Sindaci che hanno votato la proroga!

 

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I Sindaci Approvano La Proroga a Publiacqua (alcuni anche mentre sostengono di essere a favore della ripubblicizzazione) – Comunicato Stampa del Forum Toscano –

I Sindaci approvano la proroga a Publiacqua
Un altro sì al regime privatistico.

Un altro duro colpo alla democrazia

(le elezioni in alcuni comuni sono vicine, siamo curiosi di vedere come saranno premiati dai cittadini)

 


Nella Conferenza Territoriale 3 del 4/12 i Sindaci hanno approvato la proroga della Concessione a Publiacqua. Sono giunti a deliberare dopo mesi di trattative, capitanate da Firenze, Prato e Pistoia, che si sono svolte in ambiti ufficiosi, hanno escluso alcuni dei Primi Cittadini, e in troppi Comuni hanno sottratto ai Consigli Comunali una decisione di loro competenza.

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I due scenari presentati dal Direttore Mazzei, scenario A con proroga al 2024 e scenario B con scadenza naturale al 2021, erano in realtà stati confezionati dall’AIT in modo che solo il primo apparisse positivo e vantaggioso per le Amministrazioni (investimenti più ingenti) e per gli utenti (tariffe bloccate per 6 anni). Sono stati imposti alla votazione come uniche possibilità di piani gestionali, quando alcuni Sindaci avevano prospettato alternative valide e credibili: dalla effettiva realizzazione di investimenti già programmati e in buona parte disattesi da Publiacqua, alla rinuncia agli utili aziendali. Le due proposte inoltre non sono state votate separatamente, ma una in opposizione all’altra, costringendo i Sindaci contrari ad entrambe ad abbandonare il consesso (Carmignano, Cantagallo. Montemurlo) o ad essere considerati tra gli astenuti (Montevarchi, Cavriglia, Loro Ciuffenna, Vaglia) come se non avessero una loro posizione, oppure a votare forzatamente l’opzione B (Terranova B. e Castelfranco-Piandiscò) per non comparire appunto come astenuti. Insomma, vietato dissentire!
Tra coloro invece che hanno disertato la Conferenza spiccano alcuni emoticon-dubbioComuni del pistoiese (Montale, Quarrata, Sambuca) evidentemente poco interessati alla questione. Ma su tutte emerge l’inspiegabile assenza di Sesto Fiorentino, il cui Sindaco si era speso per perorare la causa del NO alla proroga: che sia stato richiamato a precedenti patti di segno opposto?
Una volta di più abbiamo trovato i nostri Amministratori incapaci di dare una vera svolta alla gestione di un bene come l’acqua, arroccati in un ambito di interessi puramente economico-finanziari, e ad essi totalmente subalterni, agli antipodi quindi dei principi di democrazia e giustizia, di solidarietà e partecipazione, espressi con i referendum del 2011. Sindaci che continuano a disattendere la volontà popolare, rimandandola ad un ipotetico futuro. Perché il paradosso è che molti di loro, a cominciare proprio dai 3 capoluoghi sopracitati, si dichiarano a favore della ripubblicizzazione, ma intanto se ne riparlerà alla fine del 2024. Forse! E visto che molti di loro, a fine mandato, hanno voluto fare un tale regalo ai cittadini, crediamo che vi siano diversi buoni motivi di riflessione in vista delle prossime elezioni amministrative.
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Una Firma! Un piccolo sforzo per una grande lotta, la ripubblicizzazione dell’Acqua! – E Poi approfondisci con il Comunicato Stampa del Forum Dei Movimenti per L’Acqua

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Da molti anni chiediamo che il servizio idrico venga ripubblicizzato, facciamolo una volta di più!
Facciamolo firmando questa petizione:

Clicca e Firma

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Non lasciamo che a Publiacqua che pratica tariffe tra le più alte di Italia  (non lo diciamo noi, clicca e leggi)

e che offre un servizio scadente (e anche questo non lo diciamo noi ma lo dice addirittura il Direttore dell’AIT  vedi tabella)

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Scarica Presentazione della Relazione del Direttore AIT 2017

Non lasciamo che a Publiacqua venga prorogato il contratto di gestione aumentando così i costi per la ripubblicizzazione a fine mandato.

Non dimentichiamo che

PER GENERARE DIVIDENDI MILIONARI  SONO BRAVISSIMI !!!

Clicca e leggi sui dividendi azionari di Publiacqua S.p.A.

Ci sono altri aspetti di questa questione che vengono affrontati nel comunicato stampa rilasciato dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua in data 28-11-2018

Conferenza Territoriale 3:
i Sindaci pronti a salvare il regime privatistico di Publiacqua
La Conferenza territoriale 3, competente per il territorio gestito da Publiacqua, si è riunita venerdì 23/11, per deliberare la proroga di tre anni all’azienda idrica. Con un colpo di mano da professionisti, la comunicazione dell’inserimento del tema scottante nell’ odg è arrivata alla maggior parte dei Sindaci solo il giorno prima.
La votazione è stata comunque rimandata a martedì 4 dicembre perché i Sindaci del Valdarno hanno dichiarato di non poter decidere prima di aver sottoposto la questione al parere dei rispettivi Consigli Comunali. Da rilevare però che nessuno di loro si è espresso contro il piano preconfezionato, al cui centro sta l’allungamento della gestione di Publiacqua.
Gli unici Sindaci ad essersi esposti e ad aver sostenuto con forza un deciso “NO” alla proroga sono stati i Primi Cittadini di … clicca per continuare

Clicca e leggi il Comunicato Stampa del Forum

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Forum Toscano Acqua Pubblica

NUOVE PROROGHE AI GESTORI DEI SERVIZI IDRICI

Mentre in Commissione Ambiente della Camera si sta finalmente discutendo la legge che dovrebbe dar seguito all’esito del referendum del 2011 e invertire la rotta verso la ripubblicizzazione del servizio idrico dobbiamo registrare il comportamento dei sindaci toscani che invece, il servizio idrico, tentano in ogni modo di affidarlo ai privati.proroge-concessioni-una-cuccagna
Infatti sono state
DI NUOVO prorogate le concessioni dei gestori idrici della toscana.
Al gestore Nuove Acque la proroga fu data nel gennaio scorso
Ora è stata la volta di Acque Spa, di Asa e di Publiacqua.
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A seguire alcuni link dove si approfondiscono le questioni:
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PROROGATE LE CONCESSIONI DELL’ACQUA
ADDIO RIPUBBLICIZZAZIONE!
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Una legge in attuazione dei referendum 2011?
AL VIA LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA DELLA LEGGE NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA E PARTECIPATA
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In Toscana comanda il mercato
ACQUE ED ASA : ANCORA DUE PROROGHE.
“SIGNORSÌ” DEI SINDACI ALL’IMPERIO DEL MERCATO
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Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ha organizzato alcune conferenze stampa dal titolo:
PUBLIACQUA: Perché prorogare una gestione fallimentare?
I dati della relazione annuale di A.I.T. denunciano che l’azienda idrica si pone nelle fasce più basse per qualità dell’acqua, perdite, servizio fognatura…
Dal 2011 la maggioranza dei cittadini
ha chiesto a gran voce una ripubblicizzazione in senso democratico e partecipativo. E il Comune di Firenze si fa paladino di una proroga al 2024, per rendere ancora più grave un fallimento che è
sotto gli occhi di tutti e perpetrare una gestione votata unicamente ai profitti?
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Rai 3

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Le pretese di Publiacqua e la responsabilità dei politici-amministratori

Logo forum toscano acqua1 COMUNICATO STAMPA

 

La Costituzione italiana, relativamente ai referendum, è molto chiara: il risultato diventa legge, e in nessun caso si può ignorare o addirittura calpestare. E’ dal 2011, anno dei referendum sull’acqua, logodefinitvo2011che lo andiamo ribadendo. Ma la quota di profitto (la cosiddetta “adeguata remunerazione del capitale investito”, divenuta poi “oneri finanziari e fiscali”) continua a gravare sulle nostre bollette. Parimenti, i soci privati non sono affatto scomparsi dalla gestione idrica: hanno rafforzato invece la loro presenza e il loro potere, complice l’indifferenza se non il favore della quasi unanimità dei politici-amministratori. Continua la lettura di Le pretese di Publiacqua e la responsabilità dei politici-amministratori