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Quando il bene comune è solo merce

Top Manager Irace chiamato ad ALIA

 

COMUNICATO STAMPA

E’ notizia di questi giorni: pare certo che il top manager, Alberto Irace, sia stato chiamato dal Sindaco di Firenze, Nardella, per assumere la carica di Amministratore Delegato di ALIA, l’utility dei RIFIUTI che ha accorpato le aziende operanti sulla Piana Firenze-Prato-Pistoia.

Ma il piano ha mire ben più alte poiché sembra prevedere la creazione di una multiutility che inglobi ESTRA, con prevalenza di gestione nel settore GAS, e addirittura PUBLIACQUA, la Iracemaggiore società idrica della Toscana.

Ovviamente Irace avrebbe il ruolo di guidare l’operazione per poi installarsi, in qualità di AD, nella “mostruosa” società così realizzata.
Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua conosce Irace. Il primo incontro con lui è avvenuto all’indomani dei referendum del 2011, quando, presente suo malgrado, l’allora AD di Publiacqua manifestò tutto il disprezzo possibile per la vittoria ottenuta dai Movimenti, nonché la totale disapprovazione per quella che sembrava essere una svolta verso la reale ripubblicizzazione del servizio idrico.
Conosciamo Irace per un’altra questione: l’utilizzo da parte di Publiacqua del sistema informatico denominato Acea 2.0. acea-2.0

Siamo stati gli unici a cercare di far emergere le grandi manovre, dirette da Irace, che hanno visto vendere ad ACEA il template messo a punto da Publiacqua, per una cifra irrisoria; concedere gratuitamente “in visione” la stessa piattaforma ad ACEA, ancor prima della effettiva cessione; infine riacquistare da ACEA il “nuovo” template, ovviamente ad un prezzo esorbitante che sono e saranno i cittadini-utenti a pagare per intero.
Ma soprattutto conosciamo Irace per l’impronta aggressiva, in senso economico-finanziario, che ha segnato la gestione di Publiacqua negli anni in cui era AD della stessa. La logica della speculazione e del profitto si è imposta, garantendo utili milionari alla società, in barba agli investimenti effettivi e ad interventi necessari e urgenti di manutenzione, tanto per dirne una.
Non vorremmo comunque far ricadere su un’unica persona il peso e la responsabilità di scelte oltremodo deleterie nella gestione di un bene comune.

In realtà, come troppo di frequente accade, attrice protagonista è la politica, con i nostri Amministratori che paiono aver perso da tempo il senso più nobile del termine “pubblico”, per abdicare a politiche e decisioni di puro stampo privatistico.
Come più di una volta abbiamo messo in luce riguardo al servizio idrico, ma lo stesso vale per gas, energia elettrica, rifiuti… i Governatori locali, acqua_dollarisalvo rare o individuali eccezioni, si stanno trasformando in maniera sempre più decisa in investitori con interessi esclusivamente finanziari. Vengono così depotenziate o addirittura sperperate esperienze concrete di qualità, come era quella di Publiacqua prima dell’entrata del socio privato, come probabilmente era di ASM prima della fusione in ALIA, con l’unico obiettivo dell’accaparramento di utili. E’ allora naturale che la qualità del servizio peggiori sotto ogni aspetto, compreso quello apparentemente avulso di una gestione democratica. In questo tipo di ottica, Irace costituisce senz’altro una garanzia; e una garanzia per tutti, da sinistra a destra.
Ed è veramente grave questa unanimità di pensiero e di intenti, che lascia spadroneggiare il Sindaco di Firenze, permettendogli di fare certe scelte. In realtà la “voglia” di multiutility era stata manifestata anche dal Governatore Rossi, però è la politica renziana che da anni, prima col capostipite, poi tramite il Sindaco Nardella, spinge in ogni modo verso la privatizzazione dell’acqua e degli altri servizi.

E’ davvero scandaloso che non si levi una voce di dissenso!

il-mio-voto-va-rispettatoCome è scandaloso che, perfettamente in linea con lo stile di Renzi, si vogliano mascherare operazioni meramente speculative e di accentramento di potere con la veste candida della ripubblicizzazione.

Nel caso dell’acqua il risultato referendario impone il “gioco”, nel caso dei rifiuti o in altri, non si fa neppure questa fatica.
Complimenti dunque a Renzi e ai suoi uomini! Con neppure il 5% dei consensi alle recenti elezioni regionali, continuano ad imporre la loro volontà, favorendo e costruendo il guadagno di pochi, a discapito del bene comune. Ma evidentemente questo è uno “sport” in cui tutta la politica aspira ad eccellere.

 

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Torna in auge il piano strategico regionale con la costruzione di grandi “autostrade” dell’acqua. Comunicato Stampa

Torna in auge il piano strategico regionale con la costruzione di grandi “autostrade” dell’acqua.

 

La proposta rilanciata dal Presidente di Publiacqua, Lorenzo Perra prevede tre enormi condutture sotterranee:

.dal lago di Bilancino a Calenzano e quindi, Prato. 20 km, per 100 milioni di euro. Da notare che i costi previsti nel 2017 sono assai lievitati, passando da 25 a 100 milioni di euro! TuboneSenza considerare che i rilasci di Bilancino servono a mantenere viva la Sieve;
. dall’impianto di Casa di Lupo a Porcari, Capannori fino a Serravalle Pistoiese, utilizzando le acque del Serchio. 55 km, per 67 milioni;
. dal lago di Montedoglio fino a Montevarchi e altri Comuni aretini. Altri 18 milioni.
Il piano strategico regionale varato nel 2017 prevedeva sostanzialmente di interconnettere tutte le fonti di approvvigionamento di acqua potabile mediante megacondotte che avrebbero creato quasi un anello intorno alla regione. Un piano mai attuato, per l’enorme costo che si sarebbe dovuto sostenere, da riversare interamente sulle bollette dei cittadini. Hanno influito inoltre le proteste delle popolazioni residenti. C’è stata infatti una grande opposizione a Massa Carrara, per il “tubone” che dalle Apuane avrebbe dovuto portare l’acqua a Livorno; come insorsero i cittadini del Mugello, già depredati di torrenti e pozzi a causa della TAV.
Adesso, il presidente Perra ripropone tre megainterventi, con la giustificazione che costa troppo potabilizzare l’acqua dell’Arno. Vogliamo ricordare che tra i sei gestori della Toscana è Publiacqua che utilizza prevalentemente acque superficiali, affermando che fare tanti pozzi aumenta i costi. Tutti gli altri gestori privilegiano le acque profonde.
Non solo, vorremmo anche rammentare che i collettori fognari, tramite gli scolmatori, e i depuratori sono collocati sui corsi d’acqua ed è proprio qui che sversano i propri reflui. Forse se ne dovrebbe innanzi tutto aumentare l’efficienza depurativa, anche per mantenere in vita un essenziale ecosistema.
Sarebbe poi essenziale considerare che le gestioni idriche toscane perdono in media circa il 40% dell’acqua potabile immessa in rete. Perdite idriche 2019 - 2Publiacqua perde ogni anno, per metro di rete idrica lineare, addirittura quasi 11 metri cubi di acqua, l’equivalente di una piccola piscina.
A nostro parere sarebbe quindi più opportuno sostituire la rete idrica obsoleta e salvaguardare localmente le fonti di approvvigionamento dell’acqua potabile, invece di devastare ancora una volta il territorio con nuove opere. Perché di grandi opere ne abbiamo subite già troppe, e i risultati, con il notevole utilizzo di soldi pubblici, non sono stati certamente entusiasmanti.
Viene ora proposto di finanziare le autostrade dell’acqua con le risorse che arriveranno dal Recovery fund della Comunità Europea. Ma queste scelte deludono totalmente quella speranza che dopo la tragedia di una pandemia si fosse riflettuto sul nostro stile di vita e sulla gestione del nostro territorio e dei nostri beni comuni. Confermano invece quella visione di “sviluppo” che antepone l’utilizzo di grandi risorse per mega opere devastanti per l’equilibrio dell’ecosistema ai possibili e indispensabili problemi causati dalle tante fragilità del nostro sistema paese.

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Regione Toscana. PD e Lega sabotano il voto per una vera ripubblicizzazione dell’acqua – Comunicato Stampa

 

 

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Il Consiglio Regionale Toscano ha chiuso in bellezza la legislatura: PD e Lega uniti, non partecipando, hanno impedito il voto sulla proposta di legge (in seguito pdl) per una reale ripubblicizzazione dell’acqua, presentata tre anni prima da Toscana a Sinistra. Se davvero ce ne fosse stato bisogno i due partiti maggiori,acqua_dollari apparentemente in opposizione, ci hanno confermato come non esista differenza quando si tratta di mirare al profitto.

L’occasione poteva essere eccellente per dare una svolta alla gestione del servizio idrico, in senso democratico e partecipativo, nel rispetto e nella tutela di salute e ambiente; e rispondere finalmente alla volontà popolare espressa con i referendum del 2011. Invece i due schieramenti hanno sabotato il voto, accampando giustificazioni davvero risibili.manifesto_acqua_pubblica2019-logotoscano

In tutti questi anni la maggior parte dei politici ha continuato a parole a dichiararsi a favore della ripubblicizzazione, per poi sostenere e facilitare in ogni modo la logica privatistica dello sfruttamento e del mercato: vedi, tra l’altro, le proroghe concesse a tutte le aziende idriche della regione.

In effetti però un cambiamento c’è stato negli ultimi anni: si sta facendo strada una “nuova” proposta. A dirla tutta, il Governatore Rossi ci aveva già pensato all’indomani dei referendum: affidare il servizio idrico ad una società con capitale interamente pubblico, che liquidando la parte privata, si accaparrasse interamente gli utili, magari facendoli restare in Toscana. L’idea sta mettendo d’accordo maggioranze e opposizioni, senza distinzione di colore, semplicemente perché gli utili fanno gola a tutti.

I Movimenti per l’Acqua hanno sempre rifiutato una visione puramente finanziaria ed economicistica della gestione del servizio idrico, e in generale del bene comune, ma non si sono limitati a dire “no” alle scelte dei governi locali e nazionale. C’è una pdl sulla ripubblicizzazione, elaborata su quella di iniziativa popolare risalente al 2007, che ancora giace indiscussa in Commissione parlamentare. C’era anche la pdl non votata in Regione Toscana nell’ultimo Consiglio, elaborata sulla falsariga della stessa. Abbiamo però visto che fine ha fatto.

Siamo alla vigilia delle elezioni regionali: tanto più è doveroso chiedersi quali principi, quali valori muovano davvero i candidati delle “opposte” fazioni.

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Zona Publiacqua – Avevano promesso “niente aumenti per 3 anni” e invece…

INVECE COME AL SOLITO HANNO PREFERITO GUARDARE AL PROFITTO ANZICHé ALLE ESIGENZE DEI CITTADINI !!!

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Emergenza Coronavirus, tante famiglie in difficoltà
I nostri Sindaci ci regalano tariffe dell’acqua più care
In questo periodo di emergenza Coronavirus la crisi economica ha subito una forte accelerazione: tante famiglie si trovano in stato di difficoltà; tanti dipendenti sono in cassa integrazione che nella maggior parte dei casi rappresenta solo la metà dello stipendio; tanti a tempo determinato hanno perso il lavoro; tante piccole attività continuano a registrare ingenti cali di fatturato, altre addirittura sono costrette a chiudere.
Peraltro le stime dei ricercatori ENEA hanno messo in evidenza un forte aumento dei consumi domestici dell’acqua, oltre il 50%, legato proprio all’emergenza epidemiologica e alla permanenza obbligata in casa. Una bella fetta di consumi non rientrerà quindi nelle tariffe agevolate ma nella fascia di eccedenza che comporta una spesa più elevata.
Per questi motivi, come Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, avevamo chiesto una tariffa di quarantena, ossia l’applicazione della tariffa agevolata per tutti i consumi delle utenze domestiche, onde evitare che le famiglie si trovassero a pagare bollette assai salate. Oltre a questo, l’esenzione dal pagamento per chi avesse perso il reddito.
I Sindaci, soci di Publiacqua, invece di deliberare un sostegno ai nuclei familiari, hanno deciso per un aumento delle tariffe di oltre il 2%. Alla Conferenza Territoriale, dei 47 Primi Cittadini, solo 21 erano presenti, e non hanno avuto esitazioni (eccetto il Sindaco di Vaglia che si è astenuto) ad approvare l’incremento, mostrando un chiaro disinteresse per le reali condizioni di vita di cittadini che già pagano una delle tariffe più esose del Paese, per un bene essenziale come l’acqua.
L’unica preoccupazione emersa è stata riguardo all’eliminazione a fine 2021 del canone di concessione, pagato dal gestore ai Comuni. Tant’è che il Direttore AIT si è detto disponibile a chiedere ad ARERA, l’autorità nazionale, la possibilità di procedere ad una proroga oltre la scadenza prevista.
Completamente dimenticato lo spot pre-elettorale del 2018, uno dei cavalli di battaglia per le amministrative di Firenze, e non solo: allungamento al 2024 della concessione a Publiacqua, in scadenza nel 2021, ma nessun aumento per le tariffe nell’arco dei tre anni. Complimenti per l’attenzione e la coerenza!
Come sempre, l’esito di queste scelte va a gravare sui cittadini, specie i più deboli; mentre gli utili del gestore restano salvi; e con essi, la quota spettante ai Comuni, ancora una volta paladini della legge del mercato e del profitto.

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Publiacqua: da gallina dalle uova d’oro di acea a bancomat dei sindaci?

Comunicato stampa del Forum Toscano dei Movimenti Per L’Acqua

DA GALLINA DALLE UOVA D’ORO DI ACEA

A BANCOMAT DEI SINDACI?

Firenze, capofila dei 46 Comuni gestiti da Publiacqua, tesse anche stavolta la ragnatela, lanciando di nuovo lo spot della ripubblicizzazione dell’acqua, come già dichiarato nel 2019, alla vigilia delle elezioni comunali. il-mio-voto-va-rispettatoDal 2011, quando i referendum decretarono la sottrazione del servizio idrico dalle leggi di mercato e dal profitto, la politica nazionale e locale ha osteggiato in ogni modo la reale applicazione degli esiti referendari, rimasti a tutt’oggi lettera morta. E ora? A distanza di nove anni, ci troviamo effettivamente di fronte a un cambio di rotta?

Vale la pena ricordare che dai primi del 2000 i nostri Sindaci, con il 60% delle quote, hanno messo in mano al socio privato la gestione dell’acqua. Infatti i patti parasociali prevedono che l’Amministratore Delegato sia espresso dal socio privato, mentre la parte pubblica della spa designa solo il Presidente del C.d.A. Pertanto i Comuni subiscono, quando semplicemente non favoriscono, la dittatura di ACEA, con grande soddisfazione della dirigenza della società romana e del Comune di Roma, che con il suo 51% continua beatamente a lucrare sul servizio idrico di mezza Toscana.

Oltre tutto, va fatto notare ai nostri egregi Sindaci, che la rottura dei patti parasociali non cambia la situazione, in quanto anche lo statuto di Publiacqua sancisce la stessa identica cosa: l’AD è scelto dal privato! Allora, sarà effettivamente cambiata la musica?

Significativo in proposito il prolungamento di 3 anni della concessione a Publiacqua, slittata fino al 2024. Elargito nel 2018, ancora in questa occasione viene spudoratamente rivendicato come necessità per agevolare la liquidazione del socio privato, ACEA. Per non dire del regalo fatto in precedenza alla società romana dell’intero sistema informatico di Publiacqua, che comprende la gestione delle risorse umane, delle relazioni con i clienti e con i fornitori, la pianificazione delle risorse di impresa…un vero patrimonio! Per poi comprare da Roma il sistema Acea 2.0 che, ce ne fosse stato bisogno, ha rinsaldato il potere del socio privato.

Comunque sia, è toccato a Prato avviare il percorso della sedicente ripubblicizzazione. E al di là delle dichiarazioni mediatiche, in Consiglio Comunale il Sindaco ha esordito con: “un po’ troppo parlare di ripubblicizzazione”, a cui ha fatto eco un Consigliere PD: la “vera ripubblicizzazione”, quella chiesta dai referendum del 2011, “non è indolore”, lasciando intendere che sia da preferire un’altra strada.

Acea Ato2. Salta la conferenza dei sindaci, troppi dubbi sulla ...Da preferire, certo, la gestione “in house” tramite una Spa, quindi una società di capitali sia pure interamente pubblica, che lascerebbe l’azienda idrica sul mercato, continuando a sfruttare l’acqua come una merce da cui ricavare il massimo profitto. Nel caso però, sicuramente entrerebbero più soldi nelle casse comunali, e resterebbero comunque nell’ambito della nostra beneamata regione.

Perché i soldi distribuiti dalle partecipate fanno gola a tutti, sia ai Sindaci di centro destra che a quelli di centro sinistra, in ugual misura. Tant’è che da un ventennio le scelte non si fanno più con una visione strategica sul futuro del servizio idrico, ma sulla base di quanto potranno fruttare le quote di partecipazione alle Spa dell’acqua. Il dubbio che ci attanaglia però è che tutta l’operazione potrebbe rivelarsi semplicemente una manovra elettorale in vista delle regionali, per far raccattare qualche voto in più al centro sinistra.

Come da tempo abbiamo sostenuto, i Comuni dovrebbero davvero riprendere in mano la gestione dell’acqua, in collaborazione coi cittadini e con i lavoratori del settore, costituendo aziende speciali o consortili: aziende soggette al diritto pubblico, dove nessuno speculi per ottenere profitti dall’acqua. Adesso, come in precedenza, pare che si stia andando in tutt’altra direzione.

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Aiuta il Forum Toscano, dona il tuo 5 X 1000

cropped-Cartello-e-Palloncini-1.jpgAnche quest’anno chiediamo al popolo dell’acqua pubblica di scegliere il Forum Toscano dei Movimenti per L’Acqua come destinatario del 5X1000 nella dichiarazione dei redditi.

Il Forum Toscano si avvale dell’Associazione Acqua Bene Comune Pistoia per raccogliere i fondi necessari a portare avanti le lotte per contrastare l’avanzamento del privato nella gestione del servizio idrico.

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Chiediamo quindi a chi volesse aiutarci, di usare il codice fiscale dell’associazione        Acqua Bene Comune Pistoia

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Nel caso invece che si volessero fare donazioni, si raccomanda di usare l’IBAN e l’intestazione riportati nell’immagine sottostante e di riportare nella causale la dicitura  ”Forum Toscano”

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Convegno regionale su acqua pubblica… Niente di nuovo sotto il sole!

Comunicato Stampa

Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua si compiace che la Consigliera Spinelli abbia organizzato il convegno tenuto a Firenze il Acqua pubblica non se ma quando17 gennaio scorso: Acqua pubblica: non se, ma come e quando    e abbia invitato a dibattere su tale importante tema altri Consiglieri Regionali,  il Presidente Giani,  i Sindaci,  la CGIL,  Federconsumatori,  Legambiente,  l’onnipresente Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana Mazzei e il Governatore uscente della Regione Rossi.
Grazie dunque a chi,  molto coerentemente ma assai poco democraticamente,  ha pensato di escludere da questo convegno il Forum Toscano,  una voce di certo scomoda ma pur sempre il primo soggetto,  se non l’unico,  che da almeno un decennio continua a sostenere la necessità e l’urgenza di avere una gestione dell’acqua realmente pubblica.
Una gestione sotto la diretta responsabilità dei Comuni:  il livello decisionale più prossimo ai cittadini che risiedono negli ambiti territoriali dove il servizio viene erogato.
Si ringraziano poi tutti i Consiglieri Regionali,  e in particolare quelli di maggioranza,  con il Presidente Rossi in testa,  per l’attenzione mostrata finora al tema in questione,  essendosene oltre tutto fregati sia della tutela dei consumatori-utenti che degli strumenti per la partecipazione popolare pomposamente enunciati nei preamboli delle leggi regionali sull’acqua,  fin qui emanate.  Il  Comitato Regionale di Controllo sulla Qualità del Servizio Idrico,  in primis,  è stato lasciato nelle mani di politici indolenti ma fidati,  che ne hanno assicurato la totale inattività,  con gran beneficio degli interessi dei gestori.

Venendo al convegno,  significative sono le dichiarazioni rilasciate dal Governatore Rossi.  Forse l’approssimarsi delle elezioni regionali ha richiamato alla mente dei politici quello che oltre 26 milioni diil-mio-voto-va-rispettato cittadini avevano chiaramente espresso con il voto nei
referendum del giugno 2011:  la volontà assoluta di ripubblicizzare il servizio idrico,  e di togliere ai soggetti privati la possibilità di fare profitti con l’acqua.  La priorità per Rossi
pare essere infatti il rispetto della volontà popolare referendaria,  unita alla necessità di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici,  altro tema d’attualità,  assolutamente da non trascurare in campagna elettorale.  Ma qui entra in gioco la parte sostanziale e più appetitosa della eventuale ripubblicizzazione del servizio idrico. Rossi tenta il colpo di coda spudorato e dichiara di avere in merito una proposta di legge già pronta,  che potrebbe essere approvata prima della fine della legislatura.
Intanto e come sempre,  nessuna nota critica sulla gestione  rivatistica dell’acqua,  che ha segnato gli ultimi 20 anni in maniera disastrosa.  Anzi,  ne rivendica la positività e l’efficienza.  E proprio sulla scorta di quest’ultima considerazione,  in barba tra l’altro
anche alla decisione presa dai Comuni in sede AIT,  Rossi ripropone un operatore unico  su scala regionale che sappia governare la risorsa.

Niente di nuovo sotto il sole!  Il gestore potrà essere pubblico (negli anni,  ha proposto COOP, ESTRA…)  ma la logica aziendale resta acqua_dollarisaldamente la stessa:  fare profitti sull’acqua.  E magari,  perché no, rilanciare nuovamente l’idea di una multiutility regionale,  in forma di spa,  che si occupi di altri servizi assai remunerativi.

Siamo sempre lì!   Siamo ancora lì!

 

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Ti invitiamo a donare il tuo 5×1000 alla causa dell’Acqua Pubblica

Non essendosi costituito in associazione no profit, il Forum Toscano dei Movimenti per L’Acqua si avvale dell’ associazione pistoiese per raccogliere i fondi che servono per portare avanti le lotte (anche nelle sedi legali), che ci permettono di contrastare l’avanzamento del privato nella gestione dell’Acqua.

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Chiediamo quindi a chi volesse aiutarci, di usare il codice fiscale dell’associazione

Acqua Bene Comune Pistoia:

C.F. 90055160478

 

Nel caso invece che si volessero fare donazioni, si raccomanda di usare l’IBAN e l’intestazione riportati nell’immagine sottostante e di riportare nella causale la dicitura  ” Forum Toscano”

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Legge sull’acqua: in Commissione passa il testo per la ripubblicizzazione. Lo si approvi senza stravolgimenti

Acqua SferaOggi (30:01:2019)  la Commissione Ambiente della Camera ha deciso che la discussione in materia di gestione dell’acqua proseguirà solo sulla proposta di legge “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” accantonando definitivamente l’altro disegno di legge a prima firma On. Braga (PD).

Esprimiamo grande soddisfazione per questo passaggio che indica la direzione giusta verso la quale il Parlamento dovrebbe muoversi. Infatti, ci teniamo a ricordarlo che questa legge trae origine dalla legge di iniziativa popolare presentato nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua con oltre 400.000 firme e poi depositato nella scorsa legislatura con il sostegno dell’intergruppo parlamentare per l’acqua bene comune. Successivamente ulteriormente aggiornato e depositato in questa legislatura a firma di diversi parlamentari del M5S.

Ci sembra un buon segnale perché l’esclusione dell’altro testo significa….. Continua a leggere

 

Sulla questione è intervenuto anche Alex Zanotelli:

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Ci giochiamo tutto…

In questi mesi ci giochiamo tutto sull’acqua. C’è bisogno di una mobilitazione forte perché il Parlamento finalmente approvi una legge sull’acqua che rispetti il Referendum del 2011Continua a leggere

 

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LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI TEMPLATE: IL MIRACOLO DELL’ACQUA TRASFORMATA IN ORO PER ACEA… Con tutte le risorse impiegate, dovremmo avere un sistema informatico degno della NASA.

LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI TEMPLATE: IL MIRACOLO DELL’ACQUA TRASFORMATA IN ORO PER ACEA

Comunicato Stampa

 

[Link ad una pagina di Controradio dove Rossella, una portavoce del Forum Toscano, spiega questi fatti in 3 minuti di audio di intervista]

 

Risultati immagini per ACEA publiacquaSulle operazioni di vendita del sistema informatico di Publiacqua ad ACEA (Template di Publiacqua che comprende la gestione delle risorse umane, la gestione della relazione con i clienti, la gestione delle relazioni con i fornitori, la pianificazione delle risorse di impresa etc.) e di acquisto e di implementazione del sistema Acea 2.0 (Template di ACEA), il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica chiede chiarezza poichè questi costi sono tutti a carico dei cittadini e con la proroga di tre anni della concessione è previsto aumentino ancora.

Il template è stato sviluppato da Publiacqua dal 2003 al 2014 con un costo complessivo per gli utenti di 28.444.670 euro. Vogliamo quindi sapere su quali basi si sono determinati gli accordi che hanno portato:

1. alla vendita del template di Publiacqua ad ACEA;

2. alla individuazione del valore (economico e tecnologico) del sistema informatico Template per ACEA, sulla base dei costi già sostenuti da Publiacqua.

Ci risulta che nel contratto di vendita del Template ad Acea si dichiari il primario interesse di Publiacqua di “recuperare l’investimento effettuato“. Come si può parlare di recupero dell’investimento se, in sede di riattribuzione dei costi ad ACEA, sembra che questi siano stati computati solo in 8.938.660 euro, mentre il sistema è costato complessivamente a Publiacqua, e quindi agli utenti toscani, oltre 28 milioni?

Risultati immagini per ACEA 2.0A fronte di tale valutazione, risulta invece che la somma effettivamente pagata da Acea rappresenti solo il 30% dei costi computati, quindi pare che ACEA abbia pagato per il template soltanto €. 2.875.806,00. Il contratto di vendita sembra sia stato sottoscritto nel 2016, ma ci risulta che il Template sia stato messo a disposizione di ACEA sin dal 2015, poiché ACEA già nel 2014 aveva iniziato a lavorare al progetto Acea 2.0, e intendeva utilizzare come base di partenza proprio il sistema di Publiacqua.

Guarda caso questo trasferimento temporaneo, antecedente al contratto di acquisto, è stato fatto proprio quando l’allora amministratore delegato di Publiacqua (ricordate Alberto Irace?) fu promosso alla guida di ACEA. Ci chiediamo come e con quali modalità sia stato possibile tale trasferimento, e se questo periodo di circa due anni di utilizzo da parte di ACEA del Template di Publiacqua, sia stato valorizzato. Se così non fosse, sarebbe un regalo di Publiacqua ad ACEA.

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Alberto Irace

A questo punto, sempre nel 2016, avviene il ritorno del Template! A tal proposito vogliamo avere informazioni sulla corrispondente vendita da ACEA a Publiacqua del template Acea 2.0 con un pagamento dovuto ad Acea di ben 6.337.202 di euro per l’acquisto del sistema e di euro 1.859.503 all’anno per la fornitura del relativo servizio. Inutile sottolineare che i contratti di vendita e di acquisto portano tutti la firma di Filippo Vannoni.

Con tutto ciò appaiono ancor più difficili da accettare, se andiamo a leggere quanto scritto nel Programma degli interventi PDL 2018-19 dall’Autorità Idrica Toscana, i previsti 11,2 milioni dal 2018 al 2022, con una coda nel 2023 (in particolare nel 2018/2019: €. 5,2 milioni!) come risulta dal documento nelle parti in cui si fa riferimento ad una ulteriore implementazione e al mantenimento dell’hardware del progetto Acea 2.0.

La domanda che dunque poniamo è: ma quanto costa a Publiacqua, e quindi agli utenti di Publiacqua, l’introduzione del sistema Acea 2.0. dopo questo giro di vendite e di acquisti? Oltre a quanto già speso per l’acquisto e per il servizio di fornitura (6 + 1,8 milioni di euro), e oltre a quanto poco percepito per la cessione del proprio sistema (poco più di 2 milioni), sono previsti dal 2018 al 2022 altri 11 milioni di euro.

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Filippo Vannoni

Le perplessità peraltro non sono soltanto del Forum, visto che la stessa Autorità Idrica Toscana ha rilevato (nel programma degli Interventi PDL 2018-19, al sottocapitolo “Principali investimenti programmati, pag. 34), che “per un gestore che prevede oltre 80 milioni di euro all’anno di investimento, e con un Vincolo Ricavo Garantito di oltre 250 milioni annui, tali costi sono effettivamente molto elevati”; e che ad oggi “tale modello gestionale, per il quale Publiacqua richiede le maggiori risorse indicate rispetto a quanto previsto nel 2016 (+11,2 milioni di €.), ha sollevato molte perplessità in termini di benefici rispetto ai risultati attesi“.

Malgrado le sopracitate e fondate perplessità, l’AIT ha comunque approvato la richiesta di maggiori risorse. Perché? Ci pare assai improbabile che il direttore dell’AIT non sia stato messo a conoscenza nel dettaglio delle operazioni di vendita del Template di Publiacqua ad ACEA e dell’acquisto del sistema Acea 2.0.

Siamo di fronte ad una moltiplicazione di pani e template effettuata con i soldi tolti dalle tasche dei cittadini. Con tutte queste risorse, dovremmo avere il sistema informatico più efficiente del mondo, degno della NASA. Provate invece a chiedere agli utenti: errori di fatturazione, controlli inadeguati, pessima comunicazione. Non lo diciamo noi, ma ARERA (Autorità Nazionale). Caro e inutile Template!

Chiediamo pertanto che sia resa pubblica tutta la documentazione finora negata, contratti con relativi allegati e verbali dei consigli di amministrazione inerenti le operazioni di acquisto e vendita dei template. Riteniamo che i responsabili di quanto avvenuto, oltre a coloro che ne erano a conoscenza, non siano degni di ricoprire alcun ruolo nel Consiglio di Amministrazione di Publiacqua. E valuteremo inoltre la possibilità di presentare in merito un esposto alla Procura.

Lunedì 21 gennaio 2019

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Inaccettabile proporre alla presidenza di Publiacqua chiunque in questi anni abbia sostenuto o addirittura condiviso la politica di privatizzazione e finanziarizzazione della gestione idrica.

Presidenza di Publiacqua al di fuori delle parti!

Comunicato Stampa

Il prossimo 21 gennaio è prevista l’elezione del nuovo Presidente di Publiacqua. A otto mesi dalla scadenza, pare si sia giunti in dirittura d’arrivo ma i nomi dei papabili continuano ad essere diversi, ognuno di loro sostenuto dai propri sponsor: in sfida, l’Assessore fiorentino Perra, l’ex deputato Becattini, il redivivo Erasmo D’Angelis e il vice-presidente di Consiag Barni. Forse altri.

Dai referendum del 2011, una scelta politica di cambiamento radicale nella gestione del servizio idrico deve ancora trovare una reale e concreta attuazione: la ripubblicizzazione. Del resto, sono stati gli stessi Sindaci del territorio gestito da Publiacqua, dopo sette anni dal pronunciamento popolare, a dirsi favorevoli alla liquidazione del socio privato,  per la riacquisizione di tutte le quote della spa. Paladino della ripubblicizzazione proprio l’Assessore Perra (clicca e leggi per approfondire), salvo poi in pratica rinnegare, ritardando se non azzerando il processo con la proroga concessa alla spa dell’acqua. (clicca e approfondisci il dietro front)

Riteniamo inaccettabile proporre alla presidenza di Publiacqua chiunque in questi anni abbia sostenuto o addirittura condiviso la politica di privatizzazione e finanziarizzazione della gestione idrica. Rammentiamo che le prime aziende miste pubblico-private sono partite proprio nella nostra regione.
Inoltre, come più volte ci siamo trovati a sottolineare, la mancanza di controllo da parte dei Sindaci ha fatto sì che la gestione dell’azienda sia stata a dir poco fallimentare, in relazione a perdite delle reti (clicca per ricordarne una grave), depurazione, qualità dell’acqua, rapporti con l’utenza, per giunta gravata dalle tariffe più alte d’Italia…

Guardando quindi alla sostanza delle cose nonché al peso che una maurizio-montaltovalida guida di Publiacqua potrebbe avere sugli indirizzi politico-gestionali, avanziamo la proposta di nominare alla Presidenza, una persona di sicuro valore e di comprovata esperienza: l’ex Presidente di ABC Napoli, Maurizio Montalto.
Riteniamo che proprio colui che ha avuto un ruolo di protagonista nella ripubblicizzazione dell’acqua partenopea, all’indomani del giugno 2011, possa offrire le più alte garanzie sia nell’ambito della competenza che del rispetto dei principi di democrazia, giustizia, solidarietà coniugati ad una reale ripubblicizzazione del bene comune per eccellenza. Una persona al di sopra delle parti, che non abbia da soddisfare l’interesse di questa o di quella fazione politica o economico-finanziaria che sia. Una persona con un bagaglio di riferimenti e conoscenze specifiche, che vanno al di là dei confini nazionali.
Nessuno dei contendenti prima nominati ci pare possa unire altrettanto sapere e trasparenza. A cominciare dall’Assessore Perra, il più quotato nella lista, che finora si è distinto piuttosto per aver chiesto e ottenuto una maggiore distribuzione di utili di Publiacqua, non certo per puntare al miglioramento dei servizi. Senza contare che attualmente si troverebbe in evidente conflitto di interessi, vista la carica che ricopre nel Comune fiorentino.

Vale la pena ricordare poi le pesanti responsabilità che gravano sul Comune di Firenze, come su tutti i Sindaci che hanno dato il via libera all’allungamento della convenzione con Publiacqua. Anche alla luce del PDL Daga sulla ripubblicizzazione dell’acqua, attualmente in discussione in Commissione Parlamentare, se nel 2020 dovessero scadere tutti i contratti di affidamento della gestione idrica, chi pagherà l’indennizzo previsto dall’art.10 comma 5, da riconoscere al socio privato Acea Spa Roma fino al 2024? Viene da rispondere: lo paghino i Sindaci che hanno votato la proroga!

 

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I Sindaci Approvano La Proroga a Publiacqua (alcuni anche mentre sostengono di essere a favore della ripubblicizzazione) – Comunicato Stampa del Forum Toscano –

I Sindaci approvano la proroga a Publiacqua
Un altro sì al regime privatistico.

Un altro duro colpo alla democrazia

(le elezioni in alcuni comuni sono vicine, siamo curiosi di vedere come saranno premiati dai cittadini)

 


Nella Conferenza Territoriale 3 del 4/12 i Sindaci hanno approvato la proroga della Concessione a Publiacqua. Sono giunti a deliberare dopo mesi di trattative, capitanate da Firenze, Prato e Pistoia, che si sono svolte in ambiti ufficiosi, hanno escluso alcuni dei Primi Cittadini, e in troppi Comuni hanno sottratto ai Consigli Comunali una decisione di loro competenza.

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I due scenari presentati dal Direttore Mazzei, scenario A con proroga al 2024 e scenario B con scadenza naturale al 2021, erano in realtà stati confezionati dall’AIT in modo che solo il primo apparisse positivo e vantaggioso per le Amministrazioni (investimenti più ingenti) e per gli utenti (tariffe bloccate per 6 anni). Sono stati imposti alla votazione come uniche possibilità di piani gestionali, quando alcuni Sindaci avevano prospettato alternative valide e credibili: dalla effettiva realizzazione di investimenti già programmati e in buona parte disattesi da Publiacqua, alla rinuncia agli utili aziendali. Le due proposte inoltre non sono state votate separatamente, ma una in opposizione all’altra, costringendo i Sindaci contrari ad entrambe ad abbandonare il consesso (Carmignano, Cantagallo. Montemurlo) o ad essere considerati tra gli astenuti (Montevarchi, Cavriglia, Loro Ciuffenna, Vaglia) come se non avessero una loro posizione, oppure a votare forzatamente l’opzione B (Terranova B. e Castelfranco-Piandiscò) per non comparire appunto come astenuti. Insomma, vietato dissentire!
Tra coloro invece che hanno disertato la Conferenza spiccano alcuni emoticon-dubbioComuni del pistoiese (Montale, Quarrata, Sambuca) evidentemente poco interessati alla questione. Ma su tutte emerge l’inspiegabile assenza di Sesto Fiorentino, il cui Sindaco si era speso per perorare la causa del NO alla proroga: che sia stato richiamato a precedenti patti di segno opposto?
Una volta di più abbiamo trovato i nostri Amministratori incapaci di dare una vera svolta alla gestione di un bene come l’acqua, arroccati in un ambito di interessi puramente economico-finanziari, e ad essi totalmente subalterni, agli antipodi quindi dei principi di democrazia e giustizia, di solidarietà e partecipazione, espressi con i referendum del 2011. Sindaci che continuano a disattendere la volontà popolare, rimandandola ad un ipotetico futuro. Perché il paradosso è che molti di loro, a cominciare proprio dai 3 capoluoghi sopracitati, si dichiarano a favore della ripubblicizzazione, ma intanto se ne riparlerà alla fine del 2024. Forse! E visto che molti di loro, a fine mandato, hanno voluto fare un tale regalo ai cittadini, crediamo che vi siano diversi buoni motivi di riflessione in vista delle prossime elezioni amministrative.
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