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I SINDACI APRONO GLI OCCHI SUL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO – Rimandata l’approvazione del disciplinare tecnico

In riferimento all’Assemblea dell’Autorità Idrica Toscana di lunedì 15 maggio.

Comunicato stampa

I SINDACI APRONO GLI OCCHI SUL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

Rimandata l’approvazione del disciplinare tecnico

Risultati immagini per investimenti acquaFinalmente i Sindaci aprono gli occhi sul servizio idrico integrato e rimandano l’approvazione del disciplinare tecnico dei gestori, in approvazione all’assemblea dell’Autorità Idrica Toscana (AIT), del 15/05 scorso. Il disciplinare proponeva la metodologia per controllare gli investimenti, gli standard tecnici, gli scambi infragruppo (tra soggetti soci e partecipate e/o controllate), la gestione, e inoltre gli obblighi di comunicazione, le penalità da applicare…Un disciplinare che doveva introdurre dei miglioramenti, vista l’attuale assenza di regole. Di fatto, nei meandri di un testo assai complesso, si nascondevano i soliti “imbrogli” per Sindaci e utenti.

Si cominciava a sospettare fin dal primo articolo, concernente la gestione delle acque meteoriche che confluiscono nelle fognature miste, dove si raccolgono sia i reflui fognari che le acque afferenti nelle caditoie. E’ stato chiarito durante l’assemblea che i costi sostenuti per le manutenzioni straordinarie delle reti miste (considerati investimento, ma altro non sono che manutenzioni ordinarie, a causa delle frequenti rotture che si verificano), come per la realizzazione di nuove reti fognarie miste, verranno sostenuti per il 70% dai gestori e per un 30% dai Comuni interessati. Quindi i Sindaci, dopo aver ceduto le proprie reti e la gestione del servizio, dovranno pure pagare; e dato che in questi anni gli investimenti si sono concentrati nei comuni più grandi, lo scotto graverà sui comuni medi e piccoli. O meglio, alla fine saranno i cittadini a pagare, tramite l’aumento di tasse e balzelli.

Risultati immagini per manutenzione tubi acquaL’altra sorpresa, ancora a danno dei cittadini, riguarda gli investimenti ovvero quello che i gestori fanno passare per investimenti, i quali sappiamo vengono pagati interamente dagli utenti, con l’aggiunta degli ammortamenti degli interessi e dei profitti dei gestori. Ad esempio, si fa passare per investimento la sostituzione di soli 6 metri di rete idrica, dove si sono verificate rotture, ma nel momento in cui su quel tratto vi dovessero essere ulteriori perdite, gli eventuali 6 metri di tubo posati non verrebbero salvati ma bypassati con tubazione nuova. Non basta, se si sostituiscono 6 metri, la ricerca strumentale della perdita è considerata investimento, come pure lo sono i rifacimenti parziali degli allacciamenti alla rete. E ancora, chi possiede un impianto di potabilizzazione casalingo sa bene che i filtri vanno cambiati con regolarità e che costituiscono una manutenzione ordinaria, ma nel caso dei gestori del servizio idrico, la rigenerazione di resine, di filtri a carbone, e la sostituzione dei filtri a sabbia è catalogata come investimento. Ora, dal momento che la manutenzione ordinaria serve a conservare l’efficienza delle immobilizzazioni, mentre la straordinaria ne aumenta la capacità produttiva e la vita utile, non è certo il caso di queste tipologie di intervento.

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Filippo Vannoni, Presidente di Publiacqua Spa e di Ingegnerie Toscane srl.

Altro punto importante del disciplinare riguarda gli scambi infragruppo, quindi con i soci delle gestioni idriche e con società controllate e/o partecipate. Anche in questo caso, in assenza di una qualsiasi regolamentazione, metterla in atto è certo un fatto positivo. Vale la pena ricordare che con la creazione di Ingegnerie Toscane e l’esternalizzazione del servizio di progettazione, osteggiato anche da diversi Sindaci, si è verificato un forte aumento dei costi di progettazione. Inoltre, se da una parte si creano utility o multiutility sempre più grandi (ricordiamo che in Toscana il percorso è quello di un unico gestore regionale), dall’altra si frammentano le competenze, un tempo interne alla gestione, adottando un sistema di scatole cinesi, dove orientarsi è complicato anche per un esperto. La visione che ne deriva per il cittadino comune è quella della creazione ad hoc di un numero infinito di consigli di amministrazione; della maggiore difficoltà nel controllo sia della gestione che contabile; e di una distribuzione di profitti a pioggia, che pure alla fine arrivano sempre alle stesse componenti. La strada da percorrere quindi non è solo quella del controllo degli scambi, piuttosto quella di una sensibile riduzione delle partecipate, riportando all’interno dell’aziende che gestiscono il SII, le competenze esternalizzate.

Corre dunque l’obbligo di ringraziare i delegati dei Sindaci di Camaiore, Grosseto, Sansepolcro, il Sindaco di Tresana che in assemblea si sono espressi in modo chiaro, esigendo approfondimenti, da farsi non in sede AIT, ma nei singoli ATO, riavvicinando quindi i Comuni alla gestione del servizio. I loro interventi hanno così determinato uno schieramento maggioritario nel sostenere il rinvio dell’approvazione del disciplinare. Grandi assenti all’assemblea, i Comuni di Livorno e di Sesto Fiorentino; mentre la delegata di Pistoia si è defilata prima del voto.

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Chiariamo qualche dubbio al Presidente di ASA che ha risposto in merito al nostro recente Comunicato Stampa

Qui il nostro comunicato stampa.

Qui la risposta di Guerrini al Forum

 

Logo forum toscano acqua1Chiariamo i dubbi di Guerrini

Egregio Presidente,
la ringraziamo per quella che lei definisce una risposta al comunicato stampa “ASA. Cambia il Presidente ma non cambia la gestione…”: molto attenta e ben articolata. Lei ha ripreso puntualmente una serie di affermazioni; per così dire è entrato nel merito, contestando e rimandando ad altro, con dovizia di riferimenti. Ma la sua è stata, e forse non poteva essere altrimenti, visto il ruolo che ricopre, una risposta “tecnica”; e, creda, nessuno di noi mette in dubbio che siano istituzioni, leggi e normative varie a legittimare l’operato di ASA e il suo personale. Nella nostra ingenuità, come a lei piace dire, sappiamo chi stabilisce cosa. Eppure, vede, proprio perché lo sappiamo, corre l’obbligo di chiarire che non ASA e neppure lei, erano i reali interlocutori di quel comunicato. Forse alcuni limiti nella nostra espressione devono averla indotta a pensare che mirassimo ad un attacco nei confronti dell’azienda e in particolare della sua persona, tra l’altro da meno di 6 mesi al vertice del Consiglio di Gestione. E’ vero, abbiamo citato fin dal titolo un fatto incontrovertibile che la riguarda: il cambiamento alla Presidenza di ASA. E magari le è parso di essere chiamato in causa direttamente, ma è solo perché sulla stampa sono state pubblicate le sue specifiche dichiarazioni, a proposito dell’ultimo addebito in bolletta delle partite pregresse.il-mio-voto-va-rispettato
In effetti, abbiamo provato per l’ennesima volta a dire semplicemente: se non si ripubblicizza il servizio idrico, non cambia nulla. Se la gestione dell’acqua non viene fatta nel rispetto dei principi di giustizia e solidarietà, di equità e democrazia, tutto resta invariato; anzi, peggiora, a danno dei cittadini e dell’ambiente in toto. Se l’acqua non viene dunque sottratta alla logica del profitto e alla legge mercantile dell’accaparramento e dello sfruttamento, non si inverte la rotta. Perciò talune modifiche e, con tutta la considerazione per la sua persona e per la sua carica, anche il cambio al vertice di ASA, finiscono per essere ininfluenti sulla reale gestione delle cose. E’ una politica, speriamo davvero solo ingenua, quella che esalta come vittoria straordinaria il subentro di una diversa persona alla Presidenza dell’azienda idrica: se non cambia tutto il contesto, torniamo a dire, se non cambiano le regole e prima ancora i principi, non potrà esserci alcuna vera mutazione. Lo abbiamo ribadito anche all’incontro di fine novembre 2016, che lei rammenta: un’occasione rimasta al momento isolata e senza alcun effetto.
Sì, è innanzitutto la politica che dirige e amministra, a livello locale come nazionale, a consentire una gestione privatistica della risorsa idrica. Eppure milioni di cittadini si sono già espressi, con i referendum del 2011, a favore della ripubblicizzazione dell’acqua. Ma proprio la politica ha fatto finora orecchi da mercante, talvolta indifferente, più spesso incline a favorire gli interessi dei privati. Salvo rare eccezioni: pensi che alcuni Sindaci del territorio campano, gestito da Gori spa, hanno osato contestare perfino l’addebito delle partite pregresse!
cropped-Cartello-e-Palloncini-1.jpgProbabilmente lei ha ragione, noi siamo veramente ingenui. Diciamo di più: siamo davvero folli. Perché, con tutta la modestia che distingue il nostro pensiero e le nostre azioni, siamo così matti da credere che le cose si possano cambiare, e che si possa e si debba lottare per questo. Nella fattispecie, crediamo sia possibile tornare a considerare e a rispettare l’acqua come bene comune: di tutti e di nessuno.
E per concludere, la ringraziamo ancora una volta: apprezziamo l’invito a visitare l’azienda e a trascorrere con lei un’intera giornata. Ma, confessiamo, l’unica situazione in cui vorremmo incontrarla è quella in cui sia finalmente possibile intravedere l’orizzonte di una vera e propria ripubblicizzazione dell’acqua. E alla presenza di “politici” coraggiosi e responsabili, che si muovano senza incertezze o travisamenti in tale direzione.
Cordiali Saluti

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ASA. Cambia il Presidente ma non cambia la gestione E non cambia chi paga: i cittadini/e

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Andrea Guerrini, nuovo Presidente di ASA Spa dal 18/11/16.

ASA manda l’avviso a tutti i suoi clienti: entro la fine del 2017 dovrà recuperare gli investimenti fatti nel 2011, per cui procederà a un addebito per ogni utenza, in media di 25 euro, spalmato in 4 rate. La fase della nuova Presidenza Guerrini si apre con questo primo atto nei confronti degli utenti, veramente degno di encomio. Il cambio al vertice di ASA, voluto dal Sindaco 5 Stelle di Livorno, manifesta una condotta perfettamente in linea con le politiche precedenti: massimizzare i ricavi del gestore e far gravare ogni costo sui cittadini, andando a rispolverare pure i periodi passati. Tant’è che le famigerate partite pregresse sono state addebitate nelle bollette già qualche anno fa, per un valore di quasi 19 milioni di euro, relativamente al triennio 2008/2010.

Preme quanto mai sottolineare che nel periodo era in vigore il metodo normalizzato e che gliinvestimenti venivano pagati anticipatamente in fattura dagli utenti. Bene, ASA ha realizzato nel triennio suddetto solo il 53% degli investimenti previsti, facendo mancare all’appello circa 21 milioni di euro. Perché in questo caso non si sono deliberate partite pregresse a favore degli utenti, come invece è stato fatto per il gestore Publiacqua? Dove sono finiti quei milioni di investimenti programmati e già pagati dai cittadini?

Adesso si addebitano in fattura altri 5 milioni di partite pregresse per il 2011, a favore del gestore. Ma vogliamo ricordare che anche nell’anno 2011, ASA ha realizzato solo il 38% degli investimenti, cioè 14 milioni a fronte dei previsti 36 (relazione del Direttore Generale dell’AIT)? Non solo, si evidenzia anche una disparità riguardo ai tempi: quando si è trattato di restituire la quota in tariffa relativa alla depurazione, si è sostenuto che vigeva una prescrizione di 5 anni. Evidentemente questo limite vale solo quando si tratta di rimborsare gli utenti, e non anche per i gestori che vogliono incassare.

Risultati immagini per asa spaMa la perla di questa vicenda, viene offerta dal Presidente Guerrini nel momento in cui, preoccupato di spiegare l’origine di quanto preteso da ASA, dichiara che in realtà si tratta di mancati ricavi registrati dall’azienda nel 2011. Un richiamo quindi, e la passiva accettazione, di una norma ingiusta e iniqua, a favore dei gestori dell’acqua, che possono far valere il cosiddetto vincolo dei ricavi garantito. In altre parole, sono le uniche aziende, cui spetta per legge di riaddebitare ai loro clienti la differenza tra quanto avevano previsto di riscuotere e l’introito effettivamente realizzato. Così lo stesso Presidente, nello sforzo di chiarire ulteriormente, si trova ad evidenziare l’inevitabile paradosso per cui i clienti consumano meno, ma alla fine si trovano a dover ripagare gli investimenti che le aziende di servizi nel frattempo hanno fatto, contando di incassare di più. Splendido!

Ora, i calcoli di previsione dei consumi di acqua, e di conseguenza dei ricavi, si fanno in base ai consumi effettuati negli anni precedenti: gli utenti toscani, non per spirito ecologista ma per avere le tariffe più care d’Italia, consumano sempre meno (siamo la regione con il più basso consumo di acqua dell’intero Paese). Basterebbe dunque fare le stime in base al trend al ribasso dei consumi che vi è stato in questi ultimi anni. Oppure si va avanti, pensando solo a mantenere e favorire certi tipi di interesse?

Notiamo ancora che il neo Presidente di ASA, in riferimento al nuovo addebito, cita gli investimenti effettuati nell’impianto di potabilizzazione per il trattamento del Boro e dell’Arsenico (22 milioni). Viene spontaneo sottolineare che non sono i cittadini ad inquinare l’acqua con queste sostanze, quanto le attività produttive legate alla geotermia. In questo caso, evidentemente non vale il principio: chi inquina paga. No, pagano solo e sempre i semplici utenti.

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Il Sindaco di Livorno, Filippo Nogarin.

Da ricordare poi che in tutto il territorio gestito da ASA, la diverse tipologie di utenza (domestica, produttiva, agricola, etc.) hanno consumato nel 2015 circa 27 milioni di metri cubi, pagando una tariffa reale media di euro 3,15 a metro cubo. Nello stesso anno, la sola Solvay ne ha consumati oltre 21 milioni, pagando 5 millesimi di euro a metro cubo. Eppure su questo fatto c’è assoluto silenzio.

Non disperiamo. Guerrini rassicura tutti, dicendo che l’esborso per gli utenti sarà calmierato dall’incremento tariffario al 2,7% anziché al 4,7%. Sarà bene avere presente che le tariffe di ASA sono seconde solo a quelle di Nuove Acque, nella nostra regione. Partendo da una cifra molto alta, l’incremento del 2,7% si differenzia dall’incremento del 4% realizzato per esempio da Publiacqua (con tariffa reale media di 2,65 euro ) per soli due centesimi di euro!

Vogliamo infine rammentare la battaglia che fa il Movimento 5 stelle in tutti i consigli comunali della Toscana, affinché le tariffe vengano calcolate sulla base dei componenti familiari e non a utenza, per salvaguardare le famiglie numerose. ASA è il gestore regionale che applica le tariffe più alte per le famiglie numerose: evidentemente sia Nogarin sia il Presidente da lui nominato non ritengono importante la questione.

Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, c’è poco da stare allegri.

 

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Le pretese di Publiacqua e la responsabilità dei politici-amministratori

Logo forum toscano acqua1 COMUNICATO STAMPA

 

La Costituzione italiana, relativamente ai referendum, è molto chiara: il risultato diventa legge, e in nessun caso si può ignorare o addirittura calpestare. E’ dal 2011, anno dei referendum sull’acqua, logodefinitvo2011che lo andiamo ribadendo. Ma la quota di profitto (la cosiddetta “adeguata remunerazione del capitale investito”, divenuta poi “oneri finanziari e fiscali”) continua a gravare sulle nostre bollette. Parimenti, i soci privati non sono affatto scomparsi dalla gestione idrica: hanno rafforzato invece la loro presenza e il loro potere, complice l’indifferenza se non il favore della quasi unanimità dei politici-amministratori. Questo è quanto accade anche in Publiacqua spa che ogni anno registra utili milionari, a fronte di servizi sempre più scadenti e sempre più cari.
Ma Publiacqua che gestisce una risorsa vitale come fosse una merce qualsiasi, ha ragione quando, per le tariffe e il loro incremento esoso, rimanda ad altri. Certo, come azienda partecipata, sfrutta tutti i vantaggi del “pubblico” e non sopporta alcuno dei rischi del “privato”, ma questo viene concesso e riconcesso ogni volta dalla politica governativa locale e nazionale. E mai che l’azienda venga minimamente ostacolata, tanto meno sanzionata per ritardi, scorrettezze, abusi… Mai!
C’è una responsabilità politica molto grave quindi, a cominciare da quella dei Comuni, soci di Publiacqua, che nella stragrande maggioranza si sono distinti per la loro ignavia. Spesso la cosa più importante pare solo il tacitare gli sporadici malcontenti della cittadinanza o qualche protesta per una gestione insoddisfacente se non iniqua dell’acqua.
Il Comune di Prato non si distingue, tant’è che in occasione di un Consiglio straordinario sull’acqua (settembre 2016), ha mancato ancora una volta di prendere una posizione autonoma e forte. E nel sottrarsi, ha lasciato in campo due contendenti: i cittadini da una parte e l’azienda idrica dall’altra. Solo che tutta la maggioranza consiliare si è praticamente schierata in modo da appoggiare senza riserve l’operato di Publiacqua, e oltre tutto ha offerto all’azienda l’ultima parola, in modo che non ci fosse possibilità alcuna di smentita.
Anche sulla cronaca locale, Publiacqua pare avere avuto l’ultima parola, nel febbraio scorso.

Ma (ri)vediamo alcune questioni:

– Mancato ricalcolo conguaglio tariffario.

Tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, gli utenti hanno ricevuto una bolletta che in teoria doveva riportare il conguaglio della tariffa dall’1/1/2016 al 4/10/16 poichè Publiacqua aveva applicato un aumento del 7,5% anziché del 4%, come poi deliberato in sede AIT. In pratica,soldi-copy il conguaglio effettuato partiva dalle date più diverse, comunque mai dal principio del 2016. L’azienda ha dichiarato che la bolletta successiva avrebbe adeguato i calcoli: nulla di tutto questo si è verificato! Pare inoltre, e sarebbe cosa gravissima, che Publiacqua giustifichi questo operato con il passaggio al nuovo sistema operativo (ACEA 2.0), avvenuto all’inizio del 2017: ciò renderebbe impossibile un giusto ed adeguato conguaglio. Ma stiamo scherzando?

– Questione “Obbedienti Civili”

Di fronte alla sordità di gestori e istituzioni, riguardo agli esiti referendari del 2011, alcuni utenti hanno aderito alla Campagna di Obbedienza Civile,

iniziando a detrarre dal pagamento delle bollette, la quota destinata al profitto del gestore. Gli Obbedienti hanno continuato questa forma di lotta, assolutamente innocua e pacifica, perchè in realtà sulla materia pende tuttora la sentenza del Consiglio di Stato: permane quindi la possibilità che Publiacqua debba restituire in tutto o in parte quanto riscosso per la quota di puro profitto!

– Rateazioni dei debiti verso Publiacqua

Diversi utenti, e in sedi diverse di Publiacqua, si sono visti rifiutare la rateazione del loro debito o proporre una scansione ridicola e insostenibile. L’azienda smentisce che questa sia la prassi adottata, ma agli sportelli cosa succede veramente?

-Spese legali per compensi professionali su contenziosi

Nel caso di contenziosi con gli utenti (ad es. decreti ingiuntivi), Publiacqua pretende il pagamento di 200, 300, anche 400,00 euro per compensi professionali. A che titolo e a chi sia destinata la cifra, alberto_sordi_-_buonanotte_-_avvocatonon è dato di sapere. Parrebbe assurdo che il gestore voglia addebitare un importo per il lavoro di una dipendente, cioè la propria avvocata, già stipendiata per le sue prestazioni: costo gravante come tutti gli altri sulle tariffe dell’acqua. E allora?

– Indennizzi

La Carta dei servizi di Publiacqua fissa standard di qualità, a cui il gestore deve attenersi. indennizzo-2Ogni mancato rispetto, di conseguenza, genera un diritto per gli utenti ad essere indennizzati: in alcuni casi in automatico, in altri su richiesta. Rileviamo una carenza di informazioni chiaramente su questi ultimi, previsti per l’errata chiusura del contatore, la mancata lettura, e lo sforamento dei tempi massimi di attesa agli sportelli. Situazioni piuttosto ricorrenti, specialmente in certe zone del territorio gestito da Publiacqua.

 

Come sempre, ci aspettiamo non tanto e non solo delle risposte da parte di Publiacqua. Chiamiamo in causa i politici-amministratori che da tempo hanno di fatto ceduto la gestione dell’acqua ai privati. E chiediamo: chi deve rispettare e tutelare l’acqua come bene comune?

 

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Cittadini, tocca a noi contestare le fatture di conguaglio di Publiacqua!

Logo forum toscano acqua2 Comunicato Stampa

Silenzio di Sindaci e A.I.T.

 

Di recente, Publiacqua ha inviato bollette aperiodiche, a conguaglio. Nonostante l’informativa allegata dal gestore, riteniamo che pochissimi cittadini siano stati in grado di capire la comunicazione di Publiacqua. E, ancor più, sfidiamo a trovarne qualcuno che sia stato in grado di leggere quella fattura, straripante di cifre e indicazioni e ripartizioni, scritte oltre tutto in caratteri microscopici.
Le fatture in questione, pur essendo definite aperiodiche, in realtà contengono anche un addebito

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I Comitati intervengono nella polemica tra i Sindaci di ASA

 

Ecco alcuni articoli che evidenziano la polemica in corso, in gioco c’è il futuro di ASA, l’azienda che gestisce il servizio idrico nella zona di Livorno e dintorni.

La Nazione 2016-12-08 – dichiarazione dei 3 sindaci che difendono l’Acqua Pubblica

Il Tirreno 2016-12-14 – dichiarazione dei 9 sindaci PD

Si scrive Acqua, si legge Democrazia
I Comitati intervengono nella polemica tra i Sindaci di ASA

 

Comunicato Stampa del Forum Toscano dei Movimenti per L’Acqua (Scaricalo in PDF)

E’ veramente singolare che 9 Sindaci del PD, nel territorio gestito da ASA, si stringano a corte per far fronte alla terribile oligarchia dell’acqua, rappresentata dai 3 Comuni di Livorno, Suvereto e Volterra. E tutto ciò in nome della Democrazia. E’ proprio vero che principi e valori sacrosanti vengono sbattuti e stiracchiati per adattarli, a proprio uso e consumo, nei contesti più diversi. A qualcuno di quei Primi Cittadini è venuto il dubbio che, per esempio, non ci fosse equivalenza alcuna tra Democrazia e maggioranza di partito?

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RAI 3 – Report – Il servizio su acque spa non ce l’ha raccontata giusta!!!

Nell’ultima puntata di Report c’era un servizio intitolato “Il Presidente” (si può vedere cliccando qui) che si riferiva al gestore idrico toscano Acque SpA di cui, appunto, il presidente è Giuseppe Sardu.

Milena Gabbanelli ha chiuso la presentazione del servizio con questa frase “… Si fa più fatica a parlare delle cose che funzionano bene…”

gabbanelli-reportQUESTA FRASE E QUESTO SERVIZIO CI HANNO LASCIATO MOLTO PERPLESSI !

Per cercare di ristabilire la verità e per il diritto dei telespettatori di avere una informazione imparziale dal servizio pubblico, il Forum Acqua Valdera e il Comitato Acqua Bene Comune Pisa hanno diffuso un comunicato stampa (vedi sotto) e  scritto alla redazione di Report  (leggi) chiedendo una rettifica.

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Acea 2.0 Un’ incognita sul futuro di Publiacqua – Comunicato Stampa

Acea 2.0 Un’ incognita sul futuro di Publiacqua

Logo forum toscano acquaL’azienda obbliga i lavoratori alla presentazione della nuova piattaforma informatica

Giovedì, 29/09, all’ OBI Hall di Firenze, un evento da non perdere per i lavoratori di Publiacqua: la presentazione della piattaforma informatica ACEA 2.0. I dipendenti dell’azienda idrica saranno obbligati ad assistere poiché “deportati” in massa al teatro, durante l’orario di lavoro.

logo-no-ai-predatori-acqua-300x212Da tempo Publiacqua è sotto scacco dei soci privati che la stanno svuotando di saperi e competenze di ogni genere. La manovra è iniziata portando fuori dall’azienda la progettazione, affidata a Ingegnerie Toscane. Questo ha comportato non solo perdita di professionalità interna, ma anche un aumento spropositato dei costi di progettazione, addebitati ai cittadini nella bolletta.

Oggi, il sistema WFM, già costato agli utenti 20 milioni, viene buttato alle ortiche; e si chiedono altri 7 milioni per utilizzare la piattaforma ACEA 2.0 che diventa base per tutte le attività operative e di natura commerciale della più grande azienda idrica toscana.

Ma nessuno è al corrente delle norme contrattuali sottoscritte tra il socio romano Acea e Publiacqua, e di cosa questi accordi comportino a fine concessione, riguardo alla proprietà dei programmi informatici e alle licenze di uso dei medesimi. Quali saranno le attività gestite direttamente dalla capitale, dove ha sede la cabina di regia? Per quali supporti e competenze si dovrà ricorrere a Roma, e a quali costi? E’ probabile che a breve non solo saranno telecontrollati tutti gli impianti, con gravi ripercussioni sulla sicurezza e per la qualità dell’acqua, ma che dovranno essere richieste a Roma perfino semplici rettifiche di fatturazione…

Ugualmente non è dato sapere cosa si prospetti per i lavoratori di Publiacqua, costretti forse a trasferimenti coatti e, in ogni caso, a subire ingerenze ed espropriazioni, lesive della loro dignità e della loro professionalità.

Il rischio grave è dunque quello di arrivare alla scadenza del 2021, e solo allora riprendersi e ripubblicizzare Publiacqua, ormai ridotta a un guscio vuoto.

Ma i Sindaci, soci di maggioranza in Publiacqua, nonché membri dell’AIT, l’autorità competente sul servizio idrico regionale, che fanno? Tacciono, indifferenti o complici di una politica che mira alla privatizzazione di ogni bene comune, compresa l’acqua. Abbiamo sentito solo poche, sparute voci levarsi per chiedere lumi sull’operazione ACEA 2.0, prontamente seguite dalla rassicurazione del Direttore dell’AIT, Mazzei, tramite note oltremodo positive.

Sì, la politica nazionale e locale per lo più si adegua o addirittura spinge nella direzione opposta a quella espressa dalla volontà popolare, con i referendum del 2011: ripubblicizzare il servizio idrico. E le grandi multiutielities, come ACEA, si vedono spianata la strada nell’accaparramento di beni e servizi di interesse comune. L’introduzione della nuova piattaforma informatica in Publiacqua ne è purtroppo segno inequivocabile.

Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori di Publiacqua, in lotta per riaffermare i propri diritti. E, di più, si pone a fianco di tutti/e coloro che sono disposti a rovesciare qualsiasi opera di privatizzazione, deleteria per i cittadini, i lavoratori e per la totalità dell’ambiente.

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In Arrivo Nuovi Aumenti delle Tariffe: Con l’ AIT fallita la democrazia Comunicato Stampa

A.I.T. Il fallimento di un’unica Autorità regionale sull’acqua

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Comunicato Stampa

Più di una volta abbiamo assistito al rinvio delle decisioni da prendere in sede di Autorità Idrica Toscana, perché mancava il numero legale dei componenti per poter deliberare.

Fanno parte dell’AIT solo 50 dei circa 280 Sindaci toscani, e il precedente statuto prevedeva la presenza di almeno la metà più uno di loro, per poter deliberare. Ma dato che molte volte nelle assemblee tale numero non era raggiunto, lo si è modificato in modo che bastasse la maggioranza semplice dei presenti, purché almeno un Sindaco delle 6 Conferenze territoriali fosse presente.massa-manifestazione

Bene, l’assemblea AIT di ieri, 22/09, è saltata perché dell’Ambito territoriale 1 Toscana Nord nessun Sindaco era presente. Sarà perché nel territorio gestito da Gaia, i cittadini chiedono a gran voce l’uscita dall’azienda e dall’AIT? Sarà perché sabato 24/09 ci sarà una manifestazione, indetta dai comitati locali che non a caso si sono denominati “Acqua alla gola”?

Comunque, non brillava per partecipazione neppure l’Ambito territoriale 4 alto Valdarno, con solo due Sindaci presenti.

Più consistente invece il gruppo dei Primi Cittadini dell’ATO medio Valdarno poiché nella prima mattinata si era riunita la Conferenza territoriale 3. La discussione verteva ovviamente sull’aumento delle tariffe del gestore Publiacqua, da portare in approvazione all’appena imminente assemblea AIT. Nel precedente incontro, diversi Sindaci ATO 3 avevano contestato l’ulteriore aumento di tariffe già insostenibili per tante famiglie, i continui disservizi sui propri territori, la mancanza di investimenti nei Comuni minori e gli utili milionari distribuiti ai soci dell’azienda idrica. Alcuni di questi Sindaci però nel frattempo hanno avuto incontri col gestore e si sono accontentati di qualche “caramella”: un investimento in più, promesso da Publiacqua, la cui realizzazione sarà tutta da vedere. Mentre un gruppo nutrito, nell’interesse dei propri cittadini, ha votato contro l’aumento delle tariffe del 3,8%. Risultato della votazione: 12 favorevoli; 2 astenuti, Pistoia e Reggello; e 8 contrari, tutti i Sindaci del Valdarno aretino (Castelfranco/Piandiscò, Cavriglia, Loro Ciuffenna, Montevarchi, San Giovanni V., Terranuova B.) e quelli di Quarrata e Serravalle Pistoiese.

Non avendo raggiunto il numero legale però, l’assemblea AIT non ha potuto approvare gli aumenti previsti per l’ATO 3 e per altre tre Conferenze territoriali. Aumenti che dovevano essere inviati entro la giornata all’Autorità nazionale, l’AEEGSI, dalla quale partirà immediatamente una diffida. Ma soprattutto i cittadini dovranno continuare a pagare quanto dettato dal Piano economico finanziario regionale, approvato nel 2014. Ciò significa, per la gestione Publiacqua il 7,5% al posto del 3,8%; per ASA il 4,7% invece del 2,7%; per l’Acquedotto del Fiora il 4,9% invece del 4,4%; mentre per Acque Spa rimane l’incremento più alto del 6,8%.

I cittadini ringraziano i propri rappresentanti!

La conclusione in ogni caso è sempre la stessa, da anni: in AIT, non si delibera affatto o sono solo una manciata di Sindaci a decidere, per l’intera regione investimenti, tariffe, carte dei servizi…

Questa è la democrazia che vige in Toscana.

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Assemblea dei Sindaci del territorio gestito da ASA: Comunicato Stampa

Acqua: un piccolo passo in avanti per le tariffe

Ancora lontani dalla ripubblicizzazione del servizio

E i sindaci PD remano al contrario

 

 

Logo forum toscano acquaIl 20 settembre l’Assemblea dei Sindaci del territorio gestito da ASA, grazie alla proposta dei Sindaci di Livorno, Suvereto e Volterra ha approvato un aumento delle tariffe decisamente più contenuto: 2,7% invece del 6.5% proposto dall’azienda. E tutto ciò senza andare ad intaccare gli investimenti previsti dal piano di ambito.

Certo, è veramente singolare che il giorno dopo, la schiera dei Primi Cittadini, targata PD, che ha la maggioranza assoluta nell’assemblea dell’ATO Costa, contesti l’aumento ritenendolo eccessivo: e metta in dubbio le valutazioni a monte, da parte di chi lo ha proposto. Nessun Sindaco PD si è assunto l’onere e la responsabilità di una proposta, solo per poter oggi far ricadere ogni addebito sui colleghi di Livorno, Suvereto e Volterra.

L’assemblea è stata molto discussa, e i Sindaci delle amministrazioni a maggioranza PD hanno ripetutamente tirato in ballo la mancanza di investimenti sui loro territori e il piano industriale proposto da IREN, con una ricapitalizzazione dell’azienda idrica da 85 milioni. In effetti, di questi 85 milioni solo 15 verrebbero messi da IREN a fondo perso, mentre gli altri 70 sarebbero coperti da prestiti da restituire con interessi. In altri termini, andrebbero a gravare sulle bollette dei cittadini. Eppure IREN, con quei 15 milioni, pretende il controllo della società su questioni fondamentali, sottraendolo di fatto ai Sindaci.

il-mio-voto-va-rispettatoQuindi, i Sindaci PD, con la scusa degli investimenti, sostengono il piano di IREN, che va esattamente nella direzione opposta rispetto a quella manifestata con i referendum del 2011, cioè ripubblicizzare la gestione dell’acqua.

Ricordiamo tra l’altro che ad avere la maggioranza in ASA erano i Sindaci in quota PD quando ASA ha stipulato un project financing con il Monte dei Paschi, ad un tasso usuraio del 7%. E tutti conosciamo gli interessi di questo partito nella banca in questione.

Non solo, dalla relazione 2013 del Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana, apprendiamo che negli anni precedenti, ASA ha effettuato solo la metà o anche meno degli investimenti previsti e all’appello mancano 21 milioni, non realizzati ma già incassati con le bollette, come previsto dal Metodo Normalizzato, allora in vigore. Inoltre ASA si è vista bloccare i finanziamenti da parte della Regione Toscana, per non aver concluso i lavori programmati entro i termini. Dove erano allora questi Sindaci? Di sicuro non hanno svolto la funzione di controllo che competeva loro.

Quei 21 milioni mancanti saranno stati impiegati in manutenzionitanti-soldi straordinarie? Sarebbe l’ora che i Sindaci andassero a verificare che il gestore non ricorra al gioco di inserire in modo ingiustificato le manutenzioni ordinarie della rete idrica e delle fognature tra le manutenzioni straordinarie: ciò comporta che si addebitino in fattura agli utenti, oltre al costo del lavoro anche il progetto, gli ammortamenti e i profitti che finiscono nelle tasche dei soci aziendali.

E ancora , chiediamo: come mai dai Sindaci non si alza alcuna voce di protesta in relazione al fatto che la sola Solvay consuma tanta acqua quanto quasi quella di tutti gli utenti di ASA, e pagandola solo 5 millesimi al metro cubo? Mentre gli investimenti per reperire altra acqua potabile si mettono in testa ai cittadini tutti e non a chi fa un uso sconsiderato di questo bene prezioso.

ASA ha costi di gestione tra i più alti della Toscana. Non sono forse dovuti ai clientelismi messi in atto dai Sindaci negli anni? Purtroppo se qualcuno cerca di porre rimedio ai favoritismi nell’assegnazione dei posti di lavoro e delle poltrone, la soluzione non è ritenuta adeguata. Anche noi lo riteniamo un intervento parziale ma che certamente va nella direzione giusta.

I Sindaci chiedono investimenti per la depurazione. Ma si sono resi conto che il sistema dei grandi impianti con lunghissimi collettori fognari, viene messo in crisi da due gocce di pioggia, e provoca estesi divieti di balneazione? Non viene il dubbio che sia l’intero sistema a dover essere ripensato?

Si lamentano oltre tutto della mancata presenza all’assemblea dell’azienda. Forse non conoscono le leggi regionali: le assemblee ATO sono riservate esclusivamente ai Sindaci, organo politico-amministrativo, oltre che parte pubblica dell’azienda idrica.

Il Forum Toscano, con tutti i cittadini che si sono espressi nei referendum del 2011, si aspetta che una buona volta sia invertita la rotta e che finalmente si compiano passi importanti e significativi nella direzione della ripubblicizzazione dell’acqua.Logo forum toscano acqua

 

 

Anche i Sindaci del territorio gestito da Publiacqua devono pronunciarsi sugli aumente delle tariffe !

Logo forum toscano acquaCOMUNICATO STAMPA

Aumento delle tariffe dell’acqua

l Sindaci del territorio gestito da Publiacqua devono pronunciarsi

 

Egregi Sindaci,

oggi siete chiamati a pronunciarvi sui previsti aumenti delle tariffe idriche.

E’ chiaro che i cittadini si aspettano una partecipazione e conseguenti prese di posizione, volte ad impedire un caro-bolletta quanto mai insostenibile in questi tempi di crisi, in particolare per le famiglie numerose e disagiate. Ricordiamo tra l’altro che la tariffa è tuttora calcolata per utenza e non tiene conto del numero dei componenti il nucleo familiare.

La normativa modificata dai referendum del 2011 prefigurava la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua, con i Sindaci e i Comuni a svolgere un ruolo determinante, coadiuvati dai cittadini. A distanza di 5 anni, cosa è avvenuto? I Sindaci, salvo rare eccezioni, hanno continuato a lasciare la gestione dell’acqua nelle mani della parte privata delle aziende idriche, favorendo in ogni modo speculazioni e abusi. Così qualità e servizi sono andati progressivamente peggiorando, mentre le tariffe sono cresciute a dismisura.fonte

Oggi siamo di fronte all’eventualità dell’ennesimo aumento. Cosa farete?

Nel corso degli ultimi 15 anni si è assistito ad un incremento in termini reali (cioè oltre l’inflazione) del 150% della tariffa del servizio idrico. I cittadini hanno risposto con una riduzione dei consumi, ma questa viene assurdamente vanificata dal cosiddetto VRG (vincolo ricavo garantito): poiché i consumi diminuiscono non viene raggiunto l’ammontare totale del ricavo prestabilito e quindi le tariffe devono ulteriormente aumentare; se le tariffe aumentano, si contrae il consumo… Così, all’infinito agisce il meccanismo perverso!

Publiacqua, come tutte le altre aziende toscane, giustifica gli aumenti con la necessità di investire.

A questo proposito, il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua mette l’accento su 3 punti:

1) dalla relazione 2013 del Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana, sugli anni precedenti, risultavano 69 milioni di investimenti non realizzati da Publiacqua ma già incassati con le bollette, come previsto dal Metodo Normalizzato, allora in vigore. Di questi, ne sono stati restituiti poco più di 8 nel computo delle cosiddette Partite Pregresse. Gli altri, che fine hanno fatto? Sono rimasti spudoratamente nelle mani del gestore, con il beneplacito dell’AIT?

2) di Piano d’Ambito in Piano d’Ambito si ripropongono sempre gli stessi investimenti non realizzati da Publiacqua; oltre all’aumento dei costi di quelli effettuati, rispetto ai preventivi. Rileviamo che nessun Sindaco si è preso la briga di fare un controllo né di chiedere chiara e adeguata rendicontazione.publiacqua logo

3) Publiacqua ha continuato a far pagare servizi (depurazione e/o fognatura) non erogati, anche dopo la sentenza 335/08 della Corte Costituzionale: 35.000 utenti non possono costituire un errore statistico, ma una strategia voluta. E ancora una volta è mancato qualsiasi controllo da parte dei Sindaci. Naturalmente quanto percepito illegittimamente lo si è dovuto restituire, ma il rimborso, per quanto parziale, è stato poi addebitato come “partite pregresse” a tutte le utenze con depurazione. Si può accettare di far pagare ai cittadini una illegittimità del gestore, invece di sanzionarla?

Insomma, crescono le tariffe, crescono i profitti, non certo gli investimenti o i benefici per l’utenza. Publiacqua ha realizzato e distribuito negli ultimi esercizi utili milionari. Con tali risultati economici, aumentare le tariffe diventa immorale.

Ricordiamo che la Conferenza 5 Toscana Costa ha di recente proposto di mantenere invariate le tariffe: nessun aumento per i prossimi anni!

E voi, Sindaci dell’ex ATO 3, siete disposti ad uscire una buona volta dalla logica privatistica dello sfruttamento e del profitto? Avete il coraggio di mettervi dalla parte dell’equità e della giustizia, della democrazia e della solidarietà?

Forum Toscano dei Movimenti per l’AcquaLogo forum toscano acqua1

I Sindaci del territorio gestito da ASA devono pronunciarsi – Comunicato Stampa

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Aumento delle tariffe dell’acqua

Tutti i sindaci del territorio gestito da ASA devono pronunciarsi !

 

Egregi Sindaci,

oggi siete chiamati a pronunciarvi sui previsti aumenti delle tariffe idriche.

E’ chiaro che i cittadini si aspettano una partecipazione e conseguenti prese di posizione, volte ad impedire un caro-bolletta quanto mai insostenibile in questi tempi di crisi, in particolare per le famiglie numerose e disagiate. Ricordiamo tra l’altro che la tariffa è tuttora calcolata per utenza e non tiene conto del numero dei componenti il nucleo familiare.

La normativa modificata dai referendum del 2011 prefigurava la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua, con i Sindaci e i Comuni a svolgere un ruolo determinante, coadiuvati dai cittadini. A distanza di 5 anni, cosa è avvenuto? I Sindaci, salvo rare eccezioni, hanno continuato a lasciare la gestione dell’acqua nelle mani della parte privata delle aziende idriche, favorendo in ogni modo speculazioni e abusi. Così qualità e servizi sono andati progressivamente peggiorando, mentre le tariffe sono cresciute a dismisura.

Oggi siamo di fronte all’eventualità dell’ennesimo aumento. Cosa farete?

1260x240 vignetteASA, come tutte le altre aziende toscane, giustifica gli aumenti con la necessità di investire. A questo proposito, il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua mette l’accento su 3 punti:

1) dalla relazione 2013 del Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana, sugli anni precedenti, risultavano 21 milioni di investimenti non realizzati da ASA ma già incassati con le bollette, come previsto dal Metodo Normalizzato, allora in vigore. Questi milioni non sono stati restituiti agli utenti, andando a costituire una cifra a loro favore nel computo delle cosiddette Partite Pregresse. Sono perciò rimasti spudoratamente nelle mani del gestore, con il beneplacito dell’AIT.

2) Gli investimenti per reperire e rendere potabile l’acqua sono pagati dagli utenti. Ma vale la pena sottolineare che a fronte di 27 milioni di mc di acqua per consumo domestico, nel territorio di ASA, se ne registrano altri 21 milioni impiegati dalla sola azienda Solvay: peccato che quest’ultima paghi una tariffa di 0.005 al mc. Sperequazione inammissibile!

asa_web23) ASA ha visto bloccare i finanziamenti da parte della Regione Toscana, per non aver concluso i lavori programmati entro i termini, così come denunciato dal Sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi. Al di là del riprovevole comportamento e delle gravi responsabilità dell’azienda, viene da chiedere: chi pagherà per l’inadempienza? Non si penserà mica di sanare il buco creatosi addebitando agli utenti?

Vi dovrete esprimere sì sull’aumento tariffario, ma uscendo una buona volta dalla logica privatistica dello sfruttamento e del profitto. Avete il coraggio di mettervi dalla parte dell’equità e della giustizia, della democrazia e della solidarietà?

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