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I SINDACI APRONO GLI OCCHI SUL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO – Rimandata l’approvazione del disciplinare tecnico

In riferimento all’Assemblea dell’Autorità Idrica Toscana di lunedì 15 maggio.

Comunicato stampa

I SINDACI APRONO GLI OCCHI SUL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

Rimandata l’approvazione del disciplinare tecnico

Risultati immagini per investimenti acquaFinalmente i Sindaci aprono gli occhi sul servizio idrico integrato e rimandano l’approvazione del disciplinare tecnico dei gestori, in approvazione all’assemblea dell’Autorità Idrica Toscana (AIT), del 15/05 scorso. Il disciplinare proponeva la metodologia per controllare gli investimenti, gli standard tecnici, gli scambi infragruppo (tra soggetti soci e partecipate e/o controllate), la gestione, e inoltre gli obblighi di comunicazione, le penalità da applicare…Un disciplinare che doveva introdurre dei miglioramenti, vista l’attuale assenza di regole. Di fatto, nei meandri di un testo assai complesso, si nascondevano i soliti “imbrogli” per Sindaci e utenti.

Si cominciava a sospettare fin dal primo articolo, concernente la gestione delle acque meteoriche che confluiscono nelle fognature miste, dove si raccolgono sia i reflui fognari che le acque afferenti nelle caditoie. E’ stato chiarito durante l’assemblea che i costi sostenuti per le manutenzioni straordinarie delle reti miste (considerati investimento, ma altro non sono che manutenzioni ordinarie, a causa delle frequenti rotture che si verificano), come per la realizzazione di nuove reti fognarie miste, verranno sostenuti per il 70% dai gestori e per un 30% dai Comuni interessati. Quindi i Sindaci, dopo aver ceduto le proprie reti e la gestione del servizio, dovranno pure pagare; e dato che in questi anni gli investimenti si sono concentrati nei comuni più grandi, lo scotto graverà sui comuni medi e piccoli. O meglio, alla fine saranno i cittadini a pagare, tramite l’aumento di tasse e balzelli.

Risultati immagini per manutenzione tubi acquaL’altra sorpresa, ancora a danno dei cittadini, riguarda gli investimenti ovvero quello che i gestori fanno passare per investimenti, i quali sappiamo vengono pagati interamente dagli utenti, con l’aggiunta degli ammortamenti degli interessi e dei profitti dei gestori. Ad esempio, si fa passare per investimento la sostituzione di soli 6 metri di rete idrica, dove si sono verificate rotture, ma nel momento in cui su quel tratto vi dovessero essere ulteriori perdite, gli eventuali 6 metri di tubo posati non verrebbero salvati ma bypassati con tubazione nuova. Non basta, se si sostituiscono 6 metri, la ricerca strumentale della perdita è considerata investimento, come pure lo sono i rifacimenti parziali degli allacciamenti alla rete. E ancora, chi possiede un impianto di potabilizzazione casalingo sa bene che i filtri vanno cambiati con regolarità e che costituiscono una manutenzione ordinaria, ma nel caso dei gestori del servizio idrico, la rigenerazione di resine, di filtri a carbone, e la sostituzione dei filtri a sabbia è catalogata come investimento. Ora, dal momento che la manutenzione ordinaria serve a conservare l’efficienza delle immobilizzazioni, mentre la straordinaria ne aumenta la capacità produttiva e la vita utile, non è certo il caso di queste tipologie di intervento.

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Filippo Vannoni, Presidente di Publiacqua Spa e di Ingegnerie Toscane srl.

Altro punto importante del disciplinare riguarda gli scambi infragruppo, quindi con i soci delle gestioni idriche e con società controllate e/o partecipate. Anche in questo caso, in assenza di una qualsiasi regolamentazione, metterla in atto è certo un fatto positivo. Vale la pena ricordare che con la creazione di Ingegnerie Toscane e l’esternalizzazione del servizio di progettazione, osteggiato anche da diversi Sindaci, si è verificato un forte aumento dei costi di progettazione. Inoltre, se da una parte si creano utility o multiutility sempre più grandi (ricordiamo che in Toscana il percorso è quello di un unico gestore regionale), dall’altra si frammentano le competenze, un tempo interne alla gestione, adottando un sistema di scatole cinesi, dove orientarsi è complicato anche per un esperto. La visione che ne deriva per il cittadino comune è quella della creazione ad hoc di un numero infinito di consigli di amministrazione; della maggiore difficoltà nel controllo sia della gestione che contabile; e di una distribuzione di profitti a pioggia, che pure alla fine arrivano sempre alle stesse componenti. La strada da percorrere quindi non è solo quella del controllo degli scambi, piuttosto quella di una sensibile riduzione delle partecipate, riportando all’interno dell’aziende che gestiscono il SII, le competenze esternalizzate.

Corre dunque l’obbligo di ringraziare i delegati dei Sindaci di Camaiore, Grosseto, Sansepolcro, il Sindaco di Tresana che in assemblea si sono espressi in modo chiaro, esigendo approfondimenti, da farsi non in sede AIT, ma nei singoli ATO, riavvicinando quindi i Comuni alla gestione del servizio. I loro interventi hanno così determinato uno schieramento maggioritario nel sostenere il rinvio dell’approvazione del disciplinare. Grandi assenti all’assemblea, i Comuni di Livorno e di Sesto Fiorentino; mentre la delegata di Pistoia si è defilata prima del voto.

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L’Ottimo servizio di denuncia di Rai3 e la dichiarazione di intenti di Utilitalia (Associazione delle imprese idriche)

Nel servizio di Presa Diretta si rende chiaro quali siano i rischi concreti della privatizzazione: in Sicilia, purtroppo, in alcuni casi rai-3-la-battaglia-dellacquasono state date in concessione (una sorta di privatizzazione) le fonti dell’acqua, quindi il privato vende l’acqua ad un altro privato che la distribuisce… Vengono i brividi! L’acqua è vita! Così con bollette belle salate gli utenti riescono ad avere l’acqua alcuni giorni alla settimana per alcune ore al giorno.  E’ Italia! Succede ora!

Clicca qui per vedere il servizio di Alessandro Macina – La battaglia dell’Acqua – Rai 3 – Presa Diretta, di gennaio 2017

Parallelamente è stato pubblicato il Blue Book, uno studio fatto da Utilitalia (Associazione delle imprese idriche energetiche e ambientali) che fa il quadro

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Cittadini, tocca a noi contestare le fatture di conguaglio di Publiacqua!

Logo forum toscano acqua2 Comunicato Stampa

Silenzio di Sindaci e A.I.T.

 

Di recente, Publiacqua ha inviato bollette aperiodiche, a conguaglio. Nonostante l’informativa allegata dal gestore, riteniamo che pochissimi cittadini siano stati in grado di capire la comunicazione di Publiacqua. E, ancor più, sfidiamo a trovarne qualcuno che sia stato in grado di leggere quella fattura, straripante di cifre e indicazioni e ripartizioni, scritte oltre tutto in caratteri microscopici.
Le fatture in questione, pur essendo definite aperiodiche, in realtà contengono anche un addebito

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Arezzo: una famiglia con 7 figli paga 1800€ l’anno di acqua, che vergogna!!!

MA PERCHE’ I SINDACI NON INTERVENGONO ?

Logo forum toscano acqua1E’ così anche nelle altre province, se un utente consuma molta acqua, paga cifre al metro cubo molto più alte, fino anche a più di 5€ al metro cubo ai quali si sommano aumenti notevoli anche per la parte fognatura e depurazione.  Scoraggiare il consumo di acqua è giusto e queste tariffe lo fanno fin troppo, ma la tariffa deve tenere conto di quante persone realmente stanno utilizzando l’acqua di una utenza. Facciamo un esempio: se un utenza (contatore) serve ad una persona sola, che ha un consumo annuo di 80 mc (metri cubi) di acqua. Questa utenza rientrerà nella fascia protetta perché ha bassi consumi… Un’altra utenza (contatore) serve una famiglia con padre, madre e 7 figli, se avrà un consumo annuo di 500 mc arezzo-ennesima-furbataquesta utenza pagherà l’acqua come se la stesse sprecando, con tariffa aumentata  per la quota consumo acqua, depurazione, fognatura… Cioè con la stessa tariffa che si applicherebbe alla utenza che serve una sola persona ma che consuma 500 mc di acqua all’anno, magari per annacquare un bosco. E’ scandalosamente ingiusto e per la famiglia con 7 figli a carico può essere anche un fardello troppo pesante da sostenere ma nessuno interviene per sanare questa pazzia… e non è tutto!
Questo accanirsi con le tariffe su una famiglia con 7 figli genererà profitti maggiori per la società di gestione del servizio idrico… Questi profitti dove vanno a finire?

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Ottobre Caldo – La zona di Massa

Dalle parti di Massa il Comitato Acqua Alla Gola si sta dando un gran daffare per contrastare il caro bollette di Gaia SpA. 

Sono successe un bel po’ di cose in questo ottobre massese… Le ripercorriamo a ritroso come se fossero tanti post di un blog

 

 

Di recente 3 rappresentanti del Comitato Acqua Alla Gola insieme al loro avvocato sono andati a Roma in studio ed hanno partecipato come ospiti alla trasmissione “Mi manda RAI 3”.

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RAI 3 – Report – Il servizio su acque spa non ce l’ha raccontata giusta!!!

Nell’ultima puntata di Report c’era un servizio intitolato “Il Presidente” (si può vedere cliccando qui) che si riferiva al gestore idrico toscano Acque SpA di cui, appunto, il presidente è Giuseppe Sardu.

Milena Gabbanelli ha chiuso la presentazione del servizio con questa frase “… Si fa più fatica a parlare delle cose che funzionano bene…”

gabbanelli-reportQUESTA FRASE E QUESTO SERVIZIO CI HANNO LASCIATO MOLTO PERPLESSI !

Per cercare di ristabilire la verità e per il diritto dei telespettatori di avere una informazione imparziale dal servizio pubblico, il Forum Acqua Valdera e il Comitato Acqua Bene Comune Pisa hanno diffuso un comunicato stampa (vedi sotto) e  scritto alla redazione di Report  (leggi) chiedendo una rettifica.

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In Arrivo Nuovi Aumenti delle Tariffe: Con l’ AIT fallita la democrazia Comunicato Stampa

A.I.T. Il fallimento di un’unica Autorità regionale sull’acqua

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Comunicato Stampa

Più di una volta abbiamo assistito al rinvio delle decisioni da prendere in sede di Autorità Idrica Toscana, perché mancava il numero legale dei componenti per poter deliberare.

Fanno parte dell’AIT solo 50 dei circa 280 Sindaci toscani, e il precedente statuto prevedeva la presenza di almeno la metà più uno di loro, per poter deliberare. Ma dato che molte volte nelle assemblee tale numero non era raggiunto, lo si è modificato in modo che bastasse la maggioranza semplice dei presenti, purché almeno un Sindaco delle 6 Conferenze territoriali fosse presente.massa-manifestazione

Bene, l’assemblea AIT di ieri, 22/09, è saltata perché dell’Ambito territoriale 1 Toscana Nord nessun Sindaco era presente. Sarà perché nel territorio gestito da Gaia, i cittadini chiedono a gran voce l’uscita dall’azienda e dall’AIT? Sarà perché sabato 24/09 ci sarà una manifestazione, indetta dai comitati locali che non a caso si sono denominati “Acqua alla gola”?

Comunque, non brillava per partecipazione neppure l’Ambito territoriale 4 alto Valdarno, con solo due Sindaci presenti.

Più consistente invece il gruppo dei Primi Cittadini dell’ATO medio Valdarno poiché nella prima mattinata si era riunita la Conferenza territoriale 3. La discussione verteva ovviamente sull’aumento delle tariffe del gestore Publiacqua, da portare in approvazione all’appena imminente assemblea AIT. Nel precedente incontro, diversi Sindaci ATO 3 avevano contestato l’ulteriore aumento di tariffe già insostenibili per tante famiglie, i continui disservizi sui propri territori, la mancanza di investimenti nei Comuni minori e gli utili milionari distribuiti ai soci dell’azienda idrica. Alcuni di questi Sindaci però nel frattempo hanno avuto incontri col gestore e si sono accontentati di qualche “caramella”: un investimento in più, promesso da Publiacqua, la cui realizzazione sarà tutta da vedere. Mentre un gruppo nutrito, nell’interesse dei propri cittadini, ha votato contro l’aumento delle tariffe del 3,8%. Risultato della votazione: 12 favorevoli; 2 astenuti, Pistoia e Reggello; e 8 contrari, tutti i Sindaci del Valdarno aretino (Castelfranco/Piandiscò, Cavriglia, Loro Ciuffenna, Montevarchi, San Giovanni V., Terranuova B.) e quelli di Quarrata e Serravalle Pistoiese.

Non avendo raggiunto il numero legale però, l’assemblea AIT non ha potuto approvare gli aumenti previsti per l’ATO 3 e per altre tre Conferenze territoriali. Aumenti che dovevano essere inviati entro la giornata all’Autorità nazionale, l’AEEGSI, dalla quale partirà immediatamente una diffida. Ma soprattutto i cittadini dovranno continuare a pagare quanto dettato dal Piano economico finanziario regionale, approvato nel 2014. Ciò significa, per la gestione Publiacqua il 7,5% al posto del 3,8%; per ASA il 4,7% invece del 2,7%; per l’Acquedotto del Fiora il 4,9% invece del 4,4%; mentre per Acque Spa rimane l’incremento più alto del 6,8%.

I cittadini ringraziano i propri rappresentanti!

La conclusione in ogni caso è sempre la stessa, da anni: in AIT, non si delibera affatto o sono solo una manciata di Sindaci a decidere, per l’intera regione investimenti, tariffe, carte dei servizi…

Questa è la democrazia che vige in Toscana.

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NUOVE ACQUE INTIMORISCE GLI UTENTI – Comunicato Stampa

Riceviamo dal comitato di Arezzo e pubblichiamo.

NUOVE ACQUE INTIMORISCE GLI UTENTI

NUOVE ACQUE INTIMORISCE GLI UTENTI

OPERATORI DI NUOVE ACQUE INTIMORISCONO GLI UTENTI CON FORME DI INDEBITO CONDIZIONAMENTO.

Quelle messe in atto in questi giorni dal gestore privato dell’acqua pubblica non possono essere definite in altro modo: pratiche aggressive lesive del diritto alla privacy.

Abbiamo appreso che operatori di Nuove Acque, normalmente impegnati in attività operative di carattere tecnico, sono stati sguinzagliati in giro per Arezzo e dintorni dall’azienda , con l’incarico di consegnare agli utenti morosi uno stampato contenente numero e importo di fatture che risultano, in tutto o in parte , non pagate . E fin qui nulla di che allarmarsi , se non fosse per il fatto che questi operatori approcciano gli utenti con fare risoluto e arcigno , quasi arrogante che poco si addice al comportamento discreto e impersonale che dovrebbe tenere un semplice latore di missive, sia pure queste evidenzino una situazione debitoria del destinatario.

Ci è stato riferito di numerosi casi in cui gli operatori di Nuove Acque non si sono limitati alla consegna dell’estratto conto ma, eccedendo, hanno proferito verbosi avvertimenti e appellato come “morose” le persone che gli hanno aperto la porta di casa , senza tanti complimenti, seduta stante , indipendentemente che si trovassero sul pianerottolo , per le scale o sul marciapiede davanti casa , in luogo aperto , quindi in pubblico, minacciandole di distacco del contatore se non avessero provveduto entro un paio di giorni a pagare quanto richiesto , senza rispetto alcuno della privacy.

A taluni , prima di consegnare loro il foglio con l’estratto conto, l’operatore ha aggiunto di propria mano, sullo stampato, la dicitura “chiusura contatore per morosità ” e , alle rimostranze degli utenti per l’esagerazione della misura minacciata, rispetto alle contestate e parziali morosità, egli ha replicato in modo risoluto che essendo comunque morosi se non avessero regolarizzato la pendenza con l’azienda, lui sarebbe tornato di lì a qualche giorno per applicare un “rubinetto”o una “valvola” al contatore, in modo da ridurre il flusso d’acqua , a loro spese, ma che successivamente avrebbe anche proceduto al distacco della fornitura.

Decine di utenti sono stati sottoposti in questi giorni a tale trattamento da parte degli operatori di Nuove Acque, tra loro molti sono quelli che , a seguito del mancato rispetto dell’esito referendario, dal 2012 in poi hanno praticato l’autoriduzione del 13% delle bollette emesse a loro carico , in adesione alla campagna di “obbedienza civile” lanciata dal Comitato Acqua Pubblica , stante che dopo il referendum nelle tariffe applicate è stata mantenuta la componente abrogata relativa alla “remunerazione del capitale investito”.

Esortiamo gli utenti che sono fatti oggetto di tali comportamenti non rispettosi del Codice del consumo e lesivi del diritto alla privacy, di pretendere risolutamente dagli operatori di Nuove Acque il rispetto dovuto e da parte dell’azienda il rispetto del Regolamento che prevede comunque, prima dell’eventuale limitazione o sospensione della fornitura, che all’utente considerato moroso dal gestore sia fatto pervenire un avviso bonario e successivamente notificata una diffida ad adempiere entro 10 giorni al pagamento di quanto dovuto . E’ pertanto da ritenersi illecita ogni altra diversa modalità di trattamento delle morosità.

E’ noto che anche al Consiglio di Stato , cui i Comitati per l’Acqua Pubblica si sono appellati, sono sorti dubbi circa la legittimità delle tariffe dell’acqua praticate successivamente all’abrogazione referendaria, come da noi denunciato , tant’è che il 10 novembre 2015 i massimi Giudici amministrativi dello Stato hanno dato incarico ad un apposito Collegio peritale-tecnico di accertare la congruità e la legittimità stessa del sistema tariffario post referendum.

E’ inoltre noto che il 15 marzo scorso il Consiglio di Stato, con propria ordinanza, ha fissato l’udienza per il pronunciamento di merito al 16 dicembre prossimo.

In questa situazione Nuove Acque ha scelto di incalzare gli utenti con pratiche aggressive volte a condizionarne l’atteggiamento e a ridurne la capacità di resistenza , anziché attendere ragionevolmente l’esito del ricorso pendente al Consiglio di Stato e agire di conseguenza.

Davvero questo è uno strano Paese dove nel 2011 venne cancellata con un referendum la possibilità per i gestori dell’acqua di fare profitti, ma da allora in avanti le bollette anziché diminuire sono aumentate di oltre il 30% e con esse sono cresciuti vertiginosamente gli utili stratosferici delle società di gestione, che restano saldamente in mano ai privati !

Un attacco proditorio portato al sistema democratico con il concorso della peggiore politica e dei suoi maggiori rappresentanti ; dai più alti scranni in giù , passando per le istituzioni regionali , fino a quelle locali, con la quasi totalità dei sindaci rivelatisi campioni d’ inerzia per pavidità, inettitudine, opportunismo o convenienza .

Ed è per questo che Nuove Acque non paga mai pegno! Qualsiasi cosa faccia di irregolare , malgrado talvolta venga sonoramente sanzionata ; malgrado sia stata numerose volte condannata a rimborsare gli utenti per indebiti e a pagare spese legali ; malgrado di fatto non applichi realmente tariffe per fasce di consumo su base annua; malgrado che per oltre un decennio abbia fatto pagare agli aretini tariffe superiori del 30% il limite massimo fissato dalla legge; malgrado che dopo la sentenza d’incostituzionalità dell’onere della depurazione posto a carico delle utenze non collegate ad un depuratore abbia continuato per quasi 6 anni a farsela pagare da migliaia di utenti non depurati; malgrado applichi tariffe elevate a tutti e particolarmente esose per i nuclei familiari numerosi; malgrado abbia un forte indebitamento e scarse possibilità di poterlo risolvere nei termini fissati: Niente.

A Nuove Acque non succede mai niente! I privati sempre al comando e i rappresentanti di parte pubblica dietro, sempre tranquilli, acquiescenti, muti e consenzienti .

Tanto, vada come vada , chi paga e continuerà a pagar pegno sono e saranno sempre i cittadini-utenti !arezzo-acqua-pubblica

17 settembre 2016

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

Anche i Sindaci del territorio gestito da Publiacqua devono pronunciarsi sugli aumente delle tariffe !

Logo forum toscano acquaCOMUNICATO STAMPA

Aumento delle tariffe dell’acqua

l Sindaci del territorio gestito da Publiacqua devono pronunciarsi

 

Egregi Sindaci,

oggi siete chiamati a pronunciarvi sui previsti aumenti delle tariffe idriche.

E’ chiaro che i cittadini si aspettano una partecipazione e conseguenti prese di posizione, volte ad impedire un caro-bolletta quanto mai insostenibile in questi tempi di crisi, in particolare per le famiglie numerose e disagiate. Ricordiamo tra l’altro che la tariffa è tuttora calcolata per utenza e non tiene conto del numero dei componenti il nucleo familiare.

La normativa modificata dai referendum del 2011 prefigurava la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua, con i Sindaci e i Comuni a svolgere un ruolo determinante, coadiuvati dai cittadini. A distanza di 5 anni, cosa è avvenuto? I Sindaci, salvo rare eccezioni, hanno continuato a lasciare la gestione dell’acqua nelle mani della parte privata delle aziende idriche, favorendo in ogni modo speculazioni e abusi. Così qualità e servizi sono andati progressivamente peggiorando, mentre le tariffe sono cresciute a dismisura.fonte

Oggi siamo di fronte all’eventualità dell’ennesimo aumento. Cosa farete?

Nel corso degli ultimi 15 anni si è assistito ad un incremento in termini reali (cioè oltre l’inflazione) del 150% della tariffa del servizio idrico. I cittadini hanno risposto con una riduzione dei consumi, ma questa viene assurdamente vanificata dal cosiddetto VRG (vincolo ricavo garantito): poiché i consumi diminuiscono non viene raggiunto l’ammontare totale del ricavo prestabilito e quindi le tariffe devono ulteriormente aumentare; se le tariffe aumentano, si contrae il consumo… Così, all’infinito agisce il meccanismo perverso!

Publiacqua, come tutte le altre aziende toscane, giustifica gli aumenti con la necessità di investire.

A questo proposito, il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua mette l’accento su 3 punti:

1) dalla relazione 2013 del Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana, sugli anni precedenti, risultavano 69 milioni di investimenti non realizzati da Publiacqua ma già incassati con le bollette, come previsto dal Metodo Normalizzato, allora in vigore. Di questi, ne sono stati restituiti poco più di 8 nel computo delle cosiddette Partite Pregresse. Gli altri, che fine hanno fatto? Sono rimasti spudoratamente nelle mani del gestore, con il beneplacito dell’AIT?

2) di Piano d’Ambito in Piano d’Ambito si ripropongono sempre gli stessi investimenti non realizzati da Publiacqua; oltre all’aumento dei costi di quelli effettuati, rispetto ai preventivi. Rileviamo che nessun Sindaco si è preso la briga di fare un controllo né di chiedere chiara e adeguata rendicontazione.publiacqua logo

3) Publiacqua ha continuato a far pagare servizi (depurazione e/o fognatura) non erogati, anche dopo la sentenza 335/08 della Corte Costituzionale: 35.000 utenti non possono costituire un errore statistico, ma una strategia voluta. E ancora una volta è mancato qualsiasi controllo da parte dei Sindaci. Naturalmente quanto percepito illegittimamente lo si è dovuto restituire, ma il rimborso, per quanto parziale, è stato poi addebitato come “partite pregresse” a tutte le utenze con depurazione. Si può accettare di far pagare ai cittadini una illegittimità del gestore, invece di sanzionarla?

Insomma, crescono le tariffe, crescono i profitti, non certo gli investimenti o i benefici per l’utenza. Publiacqua ha realizzato e distribuito negli ultimi esercizi utili milionari. Con tali risultati economici, aumentare le tariffe diventa immorale.

Ricordiamo che la Conferenza 5 Toscana Costa ha di recente proposto di mantenere invariate le tariffe: nessun aumento per i prossimi anni!

E voi, Sindaci dell’ex ATO 3, siete disposti ad uscire una buona volta dalla logica privatistica dello sfruttamento e del profitto? Avete il coraggio di mettervi dalla parte dell’equità e della giustizia, della democrazia e della solidarietà?

Forum Toscano dei Movimenti per l’AcquaLogo forum toscano acqua1

I Sindaci del territorio gestito da ASA devono pronunciarsi – Comunicato Stampa

Logo forum toscano acquaCOMUNICATO STAMPA

Aumento delle tariffe dell’acqua

Tutti i sindaci del territorio gestito da ASA devono pronunciarsi !

 

Egregi Sindaci,

oggi siete chiamati a pronunciarvi sui previsti aumenti delle tariffe idriche.

E’ chiaro che i cittadini si aspettano una partecipazione e conseguenti prese di posizione, volte ad impedire un caro-bolletta quanto mai insostenibile in questi tempi di crisi, in particolare per le famiglie numerose e disagiate. Ricordiamo tra l’altro che la tariffa è tuttora calcolata per utenza e non tiene conto del numero dei componenti il nucleo familiare.

La normativa modificata dai referendum del 2011 prefigurava la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua, con i Sindaci e i Comuni a svolgere un ruolo determinante, coadiuvati dai cittadini. A distanza di 5 anni, cosa è avvenuto? I Sindaci, salvo rare eccezioni, hanno continuato a lasciare la gestione dell’acqua nelle mani della parte privata delle aziende idriche, favorendo in ogni modo speculazioni e abusi. Così qualità e servizi sono andati progressivamente peggiorando, mentre le tariffe sono cresciute a dismisura.

Oggi siamo di fronte all’eventualità dell’ennesimo aumento. Cosa farete?

1260x240 vignetteASA, come tutte le altre aziende toscane, giustifica gli aumenti con la necessità di investire. A questo proposito, il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua mette l’accento su 3 punti:

1) dalla relazione 2013 del Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana, sugli anni precedenti, risultavano 21 milioni di investimenti non realizzati da ASA ma già incassati con le bollette, come previsto dal Metodo Normalizzato, allora in vigore. Questi milioni non sono stati restituiti agli utenti, andando a costituire una cifra a loro favore nel computo delle cosiddette Partite Pregresse. Sono perciò rimasti spudoratamente nelle mani del gestore, con il beneplacito dell’AIT.

2) Gli investimenti per reperire e rendere potabile l’acqua sono pagati dagli utenti. Ma vale la pena sottolineare che a fronte di 27 milioni di mc di acqua per consumo domestico, nel territorio di ASA, se ne registrano altri 21 milioni impiegati dalla sola azienda Solvay: peccato che quest’ultima paghi una tariffa di 0.005 al mc. Sperequazione inammissibile!

asa_web23) ASA ha visto bloccare i finanziamenti da parte della Regione Toscana, per non aver concluso i lavori programmati entro i termini, così come denunciato dal Sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi. Al di là del riprovevole comportamento e delle gravi responsabilità dell’azienda, viene da chiedere: chi pagherà per l’inadempienza? Non si penserà mica di sanare il buco creatosi addebitando agli utenti?

Vi dovrete esprimere sì sull’aumento tariffario, ma uscendo una buona volta dalla logica privatistica dello sfruttamento e del profitto. Avete il coraggio di mettervi dalla parte dell’equità e della giustizia, della democrazia e della solidarietà?

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Da Frosinone il falò delle bollette esose di ACEA

Riceviamo e Pubblichiamo.

Ieri sera i cittadini di Frosinone hanno detto No al decreto Madia bruciando in piazza le bollette di ACEA.

Il questore di Frosinone aveva vietato di accendere fuochi.

I cittadini di Frosinone, in tanti, lo hanno fatto lo stesso per intimare al governo del non eletto Renzi di rispettare la volontà del popolo sovrano che nel 2011 si è espresso chiaramente.

Lo hanno fatto per affermare la loro irriducibile volontà di non essere ridotti a servi di ACEA S.p.A. e di tutti i potentati economico-finanziari.

 

AD AREZZO HANNO FATTO UN PO’ DI CONTI SULLE NUOVE TARIFFE IDRICHE APPROVATE

Ecco gli effetti della nuova struttura dei corrispettivi per nuove acque elaborata dagli acquaioli di Arezzo 

STANGATA - AREZZO

I SINDACI INSISTONO A FAVORIRE NUOVE
ACQUE PENALIZZANDO I CITTADINI .
Dunque “nulla di nuovo sotto il cielo di Arezzo” nonostante che il cambio di inquilino a Palazzo
Cavallo avvenuto l’estate scorsa avesse lasciato immaginare tutt’altro. Dispiace rilevare che sul
tema della gestione dell’acqua l’Ing. Ghinelli non ha impresso affatto la discontinuità promessa in
campagna elettorale rispetto all’atteggiamento rinunciatario dell’Amministrazione Fanfani che lo
aveva preceduto. Ne aveva le possibilità ma se ne è spogliato delegando la persona meno adatta a
trattare questo tema. Nessuna traccia dell’atteso tavolo tecnico congiunto “Comune-Comitato
Acqua”e di strategie atte a contrastare gli appetiti dei voraci soci privati, neanche l’ombra. Da
tempo ci eravamo messi

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