Consiglio Regionale : respinta la mozione del M5S per 50 litri al giorno gratuiti. Secondo Monia Monni (PD) i 50 litri giornalieri procapite gratuiti sono una proposta populista

I lettori riflettano: molti politici, al di là di tante belle parole, vogliono che l’acqua sia considerata una merce !

Monia MonniConsiglio Regionale : respinta la mozione del M5S per 50 litri al giorno gratuiti.

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno realizzato una mozione per impegnare la giunta regionale affinché in tre mesi garantisca ai cittadini toscani, a titolo gratuito, il livello minimo di acqua necessario a soddisfare i bisogni essenziali.

Leggiamo dall’ ufficio stampa del consiglio regionale toscano come si sia articolata la discussione e come Monia Monni (nella foto), vicepresidente del gruppo consiliare del PD apostrofa la mozione:
La “gratuità” chiesta nella mozione è “fittizia”. “Non c’è finalità sociale ma solo misure con carattere populista che avrebbero effetti negativi sulle famiglie numerose e sulle aziende”

Ovviamente era stata informata, se non prima in sede di discussione, che la proposta dei 50 litri gratuiti al giorno per ogni essere umano rispecchia ciò che è stato sancito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e approvato in sede ONU e dal parlamento europeo e cioè che 50 litri procapite giornalieri sono un bisogno ed un diritto di ogni essere umano.

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Caro Nogarin, la strada è un’altra ! Comunicato Stampa del Forum Acqua Toscano

GESTIONE DELL’ACQUA
ALTRO CHE RIPUBBLICIZZARE!
LA BEFFA DELL’AZIONARIATO POPOLARE

Fontana

A chi aveva gioito per l’elezione di un pentastellato a Sindaco di Livorno, è arrivata l’ennesima delusione. Chi aveva pensato che Filippo Nogarin avrebbe dato una mano ai Comitati dell’Acqua per far rispettare il risultato referendario, si trova di fronte ad una drammatica smentita.
In 15 mesi di amministrazione, il Sindaco livornese non ha mosso un dito in AIT, Conferenza territoriale e ASA spa (gestore del suo territorio) per orientare le scelte in direzione della ripubblicizzazione del servizio idrico. Neppure ha fatto ciò che era in suo potere come Primo Cittadino della 3° città della Toscana, che detiene il 36,55% delle azioni ASA, ovvero oltre la metà di quelle pubbliche.

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Acqua Sotto Attacco !

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di Marco Bersani

Ad oltre quattro anni dalla vittoria referendaria sull’acqua, continua senza sosta l’indifferenza governativa verso quella straordinaria esperienza di democrazia diretta e proseguono con pervicacia i tentativi di consegnarne la gestione ai grandi interessi finanziari.

Come se non bastasse il combinato disposto normativo dello scorso anno, che fra Sblocca Italia (che ha sancito la gestione unica all’interno degli Ato), l’azione delle Regioni (volta ad accorpare le gestioni verso un unico Ato regionale) e la legge di stabilità (che incentiva la vendita dei servizi pubblici locali permettendo ai Comuni di spendere, fuori dal patto di stabilità, le somme ricavate), il Governo Renzi si appresta a dare l’affondo finale con la prossima legge di stabilità.

 

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20 Settembre a Napoli !!!

ACQUA – DA NAPOLI, LA RISCOSSA Fonte

Il 20 settembre, il vasto movimento italiano per la gestione pubblica dell’acqua si ritroverà a Napoli, capitale dell’acqua pubblica, per rilanciare con forza la difesa di questo bene fondamentale e sempre più sotto attacco dai poteri forti. E questo, nonostante che il Referendum(2011) abbia sancito che l’acqua deve essere sottratta alle leggi del mercato e che non si può fare profitto. A rafforzare l’esito referendario è venuta ora anche l’enciclica Laudato Si’ che afferma che “l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano essenziale fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani.”(n.30)

Ma nonostante il Referendum e le parole forti di Papa Francesco, il governo Renzi (come i precedenti Berlusconi, Monti, Letta) , sta perseguendo politiche di privatizzazione dell’acqua, perché i governi sono ,oggi, prigionieri dei poteri economico-finanziari che guardano a questo bene come fonte di enormi guadagni.

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La Responsabilità è Squisitamente Politica

Per catalogare la scarsezza di qualità delle acque di superficie toscane destinate alla potabilizzazione si sono dovuti addirittura inventare una nuova categoria più bassa, la SUB A3.
Questi sono i risultati sulle nostre acque di anni e anni di amministrazione a tutti i livelli
(regionale, provinciale e comunale) della solita corrente politica.

Ma secondo l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori, la toscana è un ” laboratorio mondiale della qualità della vita”
Della serie, l’importante è darla a bere !!!

La categoria A2 è ritenuta Appena sufficiente, questa tabella è stata presa sul sito dell’ARPAT :

–    Per approfondire potete leggere l’interessante articolo de

Il Fatto quotidiano Cliccando qui

“Dal monitoraggio fatto nel triennio 2012-2014 emerge che il 90% dei corpi idrici valutati ricade nelle categorie SubA3 e A3, l’8% in A2, che è una qualità appena sufficiente, e nessuno nella categoria A1,che è quella buona.”
Corsi d’acqua superficiali destinati all’uso potabile con feci, metalli pesanti, idrocarburi e pesticidi. Non è il Terzo mondo, ma la Toscana, la regione che all’Expo si è presentata come il “laboratorio mondiale della qualità della vita” (lo dice l’assessore all’agricoltura e foreste, Gianni Salvadori) dove “le parole d’ordine sono identità territoriale, sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente”. Acque a parte, forse. Stando all’ultima relazione di Arpa Toscana, infatti, non solo la qualità delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile è pessima, ma addirittura in continuo peggioramento, tanto che l’Agenzia ha dovuto introdurre negli ultimi anni un’ulteriore classificazione denominata >SubA3, . Dal monitoraggio fatto nel triennio 2012-2014 emerge che il 90% dei corpi idrici valutati ricade nelle categorie SubA3 e A3, l’8% in A2, che è una qualità appena sufficiente, e nessuno nella categoria A1,che è quella buona. Questo spiega perché dal rubinetto di molte case toscane esce acqua che “sa di piscina”: per renderla potabile viene passata e ripassata nel cloro o con più sofisticati processi di potabilizzazione, a costi aggiuntivi, chiaramente, per gli utenti. E la sicurezza sanitaria è garantita?

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Oppure consultare direttamente il sito dell’ARPAT
Cliccando qui

Chi vuole privatizzare l'acqua deve dimostrare di essere anche il padrone delle nuvole, della pioggia, dei ghiacciai, degli arcobaleni … "Erri De Luca"