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Roma – Ripartono I GAP (Gruppi antidistacco popolari): per il diritto all’acqua, per il diritto alla città

COMUNICATO STAMPA
Ripartono I GAP (Gruppi antidistacco popolari): per il diritto all’acqua, per il diritto alla città
Con un volantinaggio davanti alla sede di Acea di Piazzale Ostiense riparte ufficialmente l’attività dei Grup GAP Gruppo Anti Distacchipi Antidistacco Popolari (GAP), con sportelli contro i distacchi idrici in tutta la città.
Anche quest’anno infatti si abbatteranno su Roma decine di migliaia di distacchi idrici: saranno lasciati senz’acqua interi condomini, spesso per disguidi burocratici, altre volte per insolvenza di tariffe in costante aumento: p er Acea Ato2 chi non riesce a pagare è condannato a morire di sete, cosa impensabile in paesi europei come Francia e Inghilterra, dove esistono leggi che vietano i distacchi idrici per morosità incolpevole.

La campagna dei GAP punta infatti ad ottenere il flusso minimo vitale anche agli utenti morosi, ma l’obiettivo più ampio è quello della gestione pubblica e partecipata dell’acqua, facendo applicare i referendum 2011 e contrastando le “nuove” privatizzazioni Renziane.

Mentre i romani rimangono senza acqua, Acea SpA continua infatti a distribuire milioni di dividendi ai suoi soci, primi fra tutti Caltagirone e la multinazionale francese Suez, e ad affidare mega appalti ad aziende come quelle legate all’imprenditore Monaco, imputato per estorsione.

Temi ben chiari anche alle centinaia di utenti incontrati oggi davanti alla sede di Acea, che hanno accolto con interesse volantini e informazioni. Lo stesso non può essere detto per la Presidente del I Municipio che, intercettata davanti alla sede di Acea, ha deliberatamente ignorato il volantino e fatto allontanare l’attivista che glielo aveva offerto.
Ulteriore prova di come le istituzioni romane, o quel che ne resta, non siano interessate a garantire il diritto all’acqua, complice una legislazione nazionale assolutamente inadeguata, confermata da una recente sentenza del TAR sul “diritto” al distacco da parte del gestore privato.
Ma se la legge non sempre è sinonimo di giustizia, lo è senz’altro la legittimità di opporsi ai distacchi idrici… anche chiamando in causa Super Mario: l’idraulico “testimonial” dei GAP.
Perché da soli è difficile difendersi, ma insieme si può vincere!
#bastadistacchi
Rete Diritto alla città
Gruppi antidistacco popolari

 

 

Pontedera – Negato il diritto ai 50 litri di acqua gratuita procapite giornalieri

FAVPontedera: Comunicato stampa del Forum Acqua Valdera 3/11/2015
DIRITTO UMANO…O MERCE ?
Il Consiglio Comunale di Pontedera, nella seduta del 27/10, ha bocciato una mozione presentata dal capogruppo M5S Andrea Paolucci, sostenuta dal consigliere Alessandro Puccinelli della Lista Civica, che impegnava il Sindaco Millozzi (nella foto ) e l’Amministrazione Comunale ad Millozziattivarsi nelle sedi opportune per ottenere l’erogazione gratuita giornaliera di 50 litri di acqua per ciascun cittadino di Pontedera. Pochi giorni prima il Consiglio Regionale aveva bocciato una mozione identica (sostenuta in questo caso dal M5S e dalla lista SI – Toscana a sinistra) che estendeva tale principio a tutti i cittadini toscani. Due brutte notizie, che fanno capire come, al di là delle solite belle parole di circostanza, la strada per affermare concretamente il principio dell’acqua bene comune e diritto dell’umanità sia ancora lunga e difficile.
Durante il dibattito Continua la lettura di Pontedera – Negato il diritto ai 50 litri di acqua gratuita procapite giornalieri

Consiglio Regionale : respinta la mozione del M5S per 50 litri al giorno gratuiti. Secondo Monia Monni (PD) i 50 litri giornalieri procapite gratuiti sono una proposta populista

I lettori riflettano: molti politici, al di là di tante belle parole, vogliono che l’acqua sia considerata una merce !

Monia MonniConsiglio Regionale : respinta la mozione del M5S per 50 litri al giorno gratuiti.

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno realizzato una mozione per impegnare la giunta regionale affinché in tre mesi garantisca ai cittadini toscani, a titolo gratuito, il livello minimo di acqua necessario a soddisfare i bisogni essenziali.

Leggiamo dall’ ufficio stampa del consiglio regionale toscano come si sia articolata la discussione e come Monia Monni (nella foto), vicepresidente del gruppo consiliare del PD apostrofa la mozione:
La “gratuità” chiesta nella mozione è “fittizia”. “Non c’è finalità sociale ma solo misure con carattere populista che avrebbero effetti negativi sulle famiglie numerose e sulle aziende”

Ovviamente era stata informata, se non prima in sede di discussione, che la proposta dei 50 litri gratuiti al giorno per ogni essere umano rispecchia ciò che è stato sancito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e approvato in sede ONU e dal parlamento europeo e cioè che 50 litri procapite giornalieri sono un bisogno ed un diritto di ogni essere umano.

Non vogliamo pensare male, Continua la lettura di Consiglio Regionale : respinta la mozione del M5S per 50 litri al giorno gratuiti. Secondo Monia Monni (PD) i 50 litri giornalieri procapite gratuiti sono una proposta populista

Caro Nogarin, la strada è un’altra ! Comunicato Stampa del Forum Acqua Toscano

GESTIONE DELL’ACQUA
ALTRO CHE RIPUBBLICIZZARE!
LA BEFFA DELL’AZIONARIATO POPOLARE

Fontana

A chi aveva gioito per l’elezione di un pentastellato a Sindaco di Livorno, è arrivata l’ennesima delusione. Chi aveva pensato che Filippo Nogarin avrebbe dato una mano ai Comitati dell’Acqua per far rispettare il risultato referendario, si trova di fronte ad una drammatica smentita.
In 15 mesi di amministrazione, il Sindaco livornese non ha mosso un dito in AIT, Conferenza territoriale e ASA spa (gestore del suo territorio) per orientare le scelte in direzione della ripubblicizzazione del servizio idrico. Neppure ha fatto ciò che era in suo potere come Primo Cittadino della 3° città della Toscana, che detiene il 36,55% delle azioni ASA, ovvero oltre la metà di quelle pubbliche.

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Acqua Sotto Attacco !

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di Marco Bersani

Ad oltre quattro anni dalla vittoria referendaria sull’acqua, continua senza sosta l’indifferenza governativa verso quella straordinaria esperienza di democrazia diretta e proseguono con pervicacia i tentativi di consegnarne la gestione ai grandi interessi finanziari.

Come se non bastasse il combinato disposto normativo dello scorso anno, che fra Sblocca Italia (che ha sancito la gestione unica all’interno degli Ato), l’azione delle Regioni (volta ad accorpare le gestioni verso un unico Ato regionale) e la legge di stabilità (che incentiva la vendita dei servizi pubblici locali permettendo ai Comuni di spendere, fuori dal patto di stabilità, le somme ricavate), il Governo Renzi si appresta a dare l’affondo finale con la prossima legge di stabilità.

 

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20 Settembre a Napoli !!!

ACQUA – DA NAPOLI, LA RISCOSSA Fonte

Il 20 settembre, il vasto movimento italiano per la gestione pubblica dell’acqua si ritroverà a Napoli, capitale dell’acqua pubblica, per rilanciare con forza la difesa di questo bene fondamentale e sempre più sotto attacco dai poteri forti. E questo, nonostante che il Referendum(2011) abbia sancito che l’acqua deve essere sottratta alle leggi del mercato e che non si può fare profitto. A rafforzare l’esito referendario è venuta ora anche l’enciclica Laudato Si’ che afferma che “l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano essenziale fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani.”(n.30)

Ma nonostante il Referendum e le parole forti di Papa Francesco, il governo Renzi (come i precedenti Berlusconi, Monti, Letta) , sta perseguendo politiche di privatizzazione dell’acqua, perché i governi sono ,oggi, prigionieri dei poteri economico-finanziari che guardano a questo bene come fonte di enormi guadagni.

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La Responsabilità è Squisitamente Politica

Per catalogare la scarsezza di qualità delle acque di superficie toscane destinate alla potabilizzazione si sono dovuti addirittura inventare una nuova categoria più bassa, la SUB A3.
Questi sono i risultati sulle nostre acque di anni e anni di amministrazione a tutti i livelli
(regionale, provinciale e comunale) della solita corrente politica.

Ma secondo l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori, la toscana è un ” laboratorio mondiale della qualità della vita”
Della serie, l’importante è darla a bere !!!

La categoria A2 è ritenuta Appena sufficiente, questa tabella è stata presa sul sito dell’ARPAT :

–    Per approfondire potete leggere l’interessante articolo de

Il Fatto quotidiano Cliccando qui

“Dal monitoraggio fatto nel triennio 2012-2014 emerge che il 90% dei corpi idrici valutati ricade nelle categorie SubA3 e A3, l’8% in A2, che è una qualità appena sufficiente, e nessuno nella categoria A1,che è quella buona.”
Corsi d’acqua superficiali destinati all’uso potabile con feci, metalli pesanti, idrocarburi e pesticidi. Non è il Terzo mondo, ma la Toscana, la regione che all’Expo si è presentata come il “laboratorio mondiale della qualità della vita” (lo dice l’assessore all’agricoltura e foreste, Gianni Salvadori) dove “le parole d’ordine sono identità territoriale, sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente”. Acque a parte, forse. Stando all’ultima relazione di Arpa Toscana, infatti, non solo la qualità delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile è pessima, ma addirittura in continuo peggioramento, tanto che l’Agenzia ha dovuto introdurre negli ultimi anni un’ulteriore classificazione denominata >SubA3, . Dal monitoraggio fatto nel triennio 2012-2014 emerge che il 90% dei corpi idrici valutati ricade nelle categorie SubA3 e A3, l’8% in A2, che è una qualità appena sufficiente, e nessuno nella categoria A1,che è quella buona. Questo spiega perché dal rubinetto di molte case toscane esce acqua che “sa di piscina”: per renderla potabile viene passata e ripassata nel cloro o con più sofisticati processi di potabilizzazione, a costi aggiuntivi, chiaramente, per gli utenti. E la sicurezza sanitaria è garantita?

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Oppure consultare direttamente il sito dell’ARPAT
Cliccando qui