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Proroga concessione a Nuove Acque Spa – Comunicato Stampa

Proroga concessione a Nuove Acque Spa

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DEMOCRAZIA CALPESTATA!

Risultati immagini per acqua privati profittiGiovedì 11 gennaio scorso, presso la sede A.I.T. di Arezzo, si è svolta la riunione della Conferenza Territoriale 4 Alto Valdarno che ha approvato la proroga della concessione a Nuove Acque Spa, dal 2024 al 2027. Questa la nefasta conclusione. Ma quello che tutti i cittadini devono sapere è come la democrazia sia spesso e ripetutamente calpestata nelle occasioni in cui le Istituzioni Pubbliche si riuniscono per prendere decisioni cruciali su ciò che dovrebbe essere considerato un bene comune di vitale importanza, come l’acqua.

Un consesso di Sindaci, dunque, e l’Autorità Idrica Toscana, rappresentata in primis dal Direttore Mazzei chiamano le forze dell’ordine a propria “protezione”, in via preventiva. Così carabinieri, agenti di polizia e della DIGOS, in grande schieramento, sono incaricati di tener lontani dalla sala di Via Gobetti pacifici cittadini e membri dei Comitati dell’Acqua, raccolti in presidio per manifestare il loro dissenso riguardo alla decisione di prorogare la concessione al gestore idrico.

Risultati immagini per nuove acque spa proroga concessioneSarà poi ammessa una delegazione di 3 persone, e solo per assistere ad un incontro dove nessun cittadino può aprire bocca. Pare dunque semplicemente vergognoso che dei Sindaci o dei rappresentanti di Istituzioni, temano di esprimere pubblicamente la propria intenzione su questioni di interesse comune. Ma evidentemente comportamenti che erano la regola nel famoso ventennio del secolo scorso, oggi sono tranquillamente riciclati dal nostro regime di democrazia avanzata.Striscione Vergogna

E prima ancora di entrare nel merito di quanto discusso e approvato in quella sede, vale la pena rimarcare quale sia l’iter seguito fino all’atto finale: la votazione dei Sindaci. Immancabilmente l’Autorità Idrica Toscana, tramite il Direttore, illustra e promuove il piano elaborato dall’azienda idrica. I Primi cittadini, a questo punto non devono far altro che dire sì o noRaramente si assiste al processo inverso: un’istanza, un’indicazione, un progetto che arrivi dal territorio, da chi dovrebbe farsi voce di esigenze e di bisogni collettivi.

Così anche quello che poteva essere il male minore, un rinvio della decisione, viene rifiutato da una maggioranza risicata di Sindaci. E si arriva poi con una seconda votazione a concedere la proroga a Nuove Acque. Tra l’altro non si è minimamente considerato che l’atto avrebbe dovuto essere ratificato dai singoli Consigli Comunali.

Risultati immagini per presidio arezzo proroga nuove acque spaIn ogni caso, la decisione presa in Conferenza Territoriale 4 dimostra ancora una volta come si possa calpestare la volontà espressa dai cittadini con i referendum del 2011, con cui si chiedeva di mutare la gestione dell’acqua, sottraendola ai privati e alle logiche del mercato e del profitto. Per fare gli investimenti che in quasi 20 anni non ha fatto, Nuove Acque intende ricorrere a un prestito di 130 milioni di euro, di cui una buona parte servirà a coprire il debito per il finanziamento precedente.

Tutto questo a 6 anni dalla naturale scadenza della Concessione, che a questo punto diventeranno 9, in modo che gli interessi spalmati su un periodo più lungo intacchino in misura minore l’utile societario. Perché, va ricordato, l’azienda idrica, nonostante il deficit finanziario, si è intascata tra profitti e consulenze almeno 22 milioni di euro. Ma non esistono preoccupazioni di sorta, ci sono sempre i cittadini da spremere, per un servizio sempre più inefficiente e sempre più caro!

Risultati immagini per nuove acque spaVogliamo elencare tutti quei 19 Comuni che alla fine hanno votato a favore della proroga (oltre ai 4 che si sono astenuti), rispondendo di fatto solo alle rigide indicazioni di partito, da tempo divenuto servitore di potentati economico-finanziari: Bibbiena, Bucine, Capolona, Castel Focognano, Castel S. Niccolò, Castelfiorentino, Chitignano, Chiusi, Civitella, Cortona, Foiano, Laterina-Pergine, Lucignano, Manciano della Chiana, Montepulciano, Monte S. Savino, Montemignaio, Pratovecchio-Stia, Poppi, Sestino, Sinalunga, Talla, Torrita.

Solo 6 Comuni hanno mostrato fino in fondo di avere rispetto nei confronti di quella che dovrebbe essere una gestione democratica ed equa del servizio idrico, votando contro la proroga al 2027: Arezzo, Anghiari, Monterchi, Ortignano Raggiolo, San Sepolcro, Subbiano.

Ci rivolgiamo perciò a tutti i Sindaci della Toscana, ma in particolare a quelli del territorio di Publiacqua, la cui Concessione scade nel 2021, per richiamarli alla loro responsabilità riguardo all’acqua: prendetevi finalmente in mano il ruolo primario che vi spetta nella gestione di quello che è il bene comune per eccellenza, rispettate gli esiti referendari del 2011 maturati con il voto di 27 milioni di italiani/e!

Solo così avrete davvero vicini e solidali i/le cittadini/e.

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Video – Un buco nell’Acqua – RAI Report

Il servizio di Report (RAI) aiuta a capire la dimensione del

“PROBLEMA  ACQUA”

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Un buco nell’acqua

 

Lunedì 18 dicembre, in prima serata su Rai Tre, è andata in onda una puntata di Report intitolata“Un buco nell’acqua” alla quale hanno contribuito anche diversi attivisti del movimento per l’acqua. Nella puntata si parla di tariffe, investimenti, perdite delle reti, emergenza idrica e molto altro.

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QUI è possibile rivedere il servizio “Un buco nell’acqua”.

QUI potete rivedere l’intera puntata di Report (la registrazione al sito RaiPlay è gratuita).

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Chiariamo qualche dubbio al Presidente di ASA che ha risposto in merito al nostro recente Comunicato Stampa

Qui il nostro comunicato stampa.

Qui la risposta di Guerrini al Forum

 

Logo forum toscano acqua1Chiariamo i dubbi di Guerrini

Egregio Presidente,
la ringraziamo per quella che lei definisce una risposta al comunicato stampa “ASA. Cambia il Presidente ma non cambia la gestione…”: molto attenta e ben articolata. Lei ha ripreso puntualmente una serie di affermazioni; per così dire è entrato nel merito, contestando e rimandando ad altro, con dovizia di riferimenti. Continua la lettura di Chiariamo qualche dubbio al Presidente di ASA che ha risposto in merito al nostro recente Comunicato Stampa

L’Ottimo servizio di denuncia di Rai3 e la dichiarazione di intenti di Utilitalia (Associazione delle imprese idriche)

Nel servizio di Presa Diretta si rende chiaro quali siano i rischi concreti della privatizzazione: in Sicilia, purtroppo, in alcuni casi rai-3-la-battaglia-dellacquasono state date in concessione (una sorta di privatizzazione) le fonti dell’acqua, quindi il privato vende l’acqua ad un altro privato che la distribuisce… Vengono i brividi! L’acqua è vita! Così con bollette belle salate gli utenti riescono ad avere l’acqua alcuni giorni alla settimana per alcune ore al giorno.  E’ Italia! Succede ora!

Clicca qui per vedere il servizio di Alessandro Macina – La battaglia dell’Acqua – Rai 3 – Presa Diretta, di gennaio 2017

Parallelamente è stato pubblicato il Blue Book, uno studio fatto da Utilitalia (Associazione delle imprese idriche energetiche e ambientali) che fa il quadro

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RAI 3 – Report – Il servizio su acque spa non ce l’ha raccontata giusta!!!

Nell’ultima puntata di Report c’era un servizio intitolato “Il Presidente” (si può vedere cliccando qui) che si riferiva al gestore idrico toscano Acque SpA di cui, appunto, il presidente è Giuseppe Sardu.

Milena Gabbanelli ha chiuso la presentazione del servizio con questa frase “… Si fa più fatica a parlare delle cose che funzionano bene…”

gabbanelli-reportQUESTA FRASE E QUESTO SERVIZIO CI HANNO LASCIATO MOLTO PERPLESSI !

Per cercare di ristabilire la verità e per il diritto dei telespettatori di avere una informazione imparziale dal servizio pubblico, il Forum Acqua Valdera e il Comitato Acqua Bene Comune Pisa hanno diffuso un comunicato stampa (vedi sotto) e  scritto alla redazione di Report  (leggi) chiedendo una rettifica.

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Stanno per chiudere il cerchio. La privatizzazione dell’ Acqua sta per giungere a compimento!!!

Lo stanno facendo adesso, il provvedimento che è al vaglio delle camere porta in se la privatizzazione dell’acqua.

Se ne sono occupati quelli de LE IENE, la trasmissione di Mediaset.

Il video intero è molto interessante e spiega molto bene la situazione attuale. Dura 10 minuti e lo si può visionare sul sito di mediaset cliccando qua: Guarda il video in versione integrale sul sito di mediaset

Per invogliare a vedere il video per intero, per coloro che non hanno a disposizione subito 10 minuti di tempo e per coloro che hanno una connessione lenta abbiamo realizzato un PROMO del servizio. Eccolo:

 

iene-2016

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Acea 2.0 Un’ incognita sul futuro di Publiacqua – Comunicato Stampa

Acea 2.0 Un’ incognita sul futuro di Publiacqua

Logo forum toscano acquaL’azienda obbliga i lavoratori alla presentazione della nuova piattaforma informatica

Giovedì, 29/09, all’ OBI Hall di Firenze, un evento da non perdere per i lavoratori di Publiacqua: la presentazione della piattaforma informatica ACEA 2.0. I dipendenti dell’azienda idrica saranno obbligati ad assistere poiché “deportati” in massa al teatro, durante l’orario di lavoro.

logo-no-ai-predatori-acqua-300x212Da tempo Publiacqua è sotto scacco dei soci privati che la stanno svuotando di saperi e competenze di ogni genere. La manovra è iniziata portando fuori dall’azienda la progettazione, affidata a Ingegnerie Toscane. Questo ha comportato non solo perdita di professionalità interna, ma anche un aumento spropositato dei costi di progettazione, addebitati ai cittadini nella bolletta.

Oggi, il sistema WFM, già costato agli utenti 20 milioni, viene buttato alle ortiche; e si chiedono altri 7 milioni per utilizzare la piattaforma ACEA 2.0 che diventa base per tutte le attività operative e di natura commerciale della più grande azienda idrica toscana.

Ma nessuno è al corrente delle norme contrattuali sottoscritte tra il socio romano Acea e Publiacqua, e di cosa questi accordi comportino a fine concessione, riguardo alla proprietà dei programmi informatici e alle licenze di uso dei medesimi. Quali saranno le attività gestite direttamente dalla capitale, dove ha sede la cabina di regia? Per quali supporti e competenze si dovrà ricorrere a Roma, e a quali costi? E’ probabile che a breve non solo saranno telecontrollati tutti gli impianti, con gravi ripercussioni sulla sicurezza e per la qualità dell’acqua, ma che dovranno essere richieste a Roma perfino semplici rettifiche di fatturazione…

Ugualmente non è dato sapere cosa si prospetti per i lavoratori di Publiacqua, costretti forse a trasferimenti coatti e, in ogni caso, a subire ingerenze ed espropriazioni, lesive della loro dignità e della loro professionalità.

Il rischio grave è dunque quello di arrivare alla scadenza del 2021, e solo allora riprendersi e ripubblicizzare Publiacqua, ormai ridotta a un guscio vuoto.

Ma i Sindaci, soci di maggioranza in Publiacqua, nonché membri dell’AIT, l’autorità competente sul servizio idrico regionale, che fanno? Tacciono, indifferenti o complici di una politica che mira alla privatizzazione di ogni bene comune, compresa l’acqua. Abbiamo sentito solo poche, sparute voci levarsi per chiedere lumi sull’operazione ACEA 2.0, prontamente seguite dalla rassicurazione del Direttore dell’AIT, Mazzei, tramite note oltremodo positive.

Sì, la politica nazionale e locale per lo più si adegua o addirittura spinge nella direzione opposta a quella espressa dalla volontà popolare, con i referendum del 2011: ripubblicizzare il servizio idrico. E le grandi multiutielities, come ACEA, si vedono spianata la strada nell’accaparramento di beni e servizi di interesse comune. L’introduzione della nuova piattaforma informatica in Publiacqua ne è purtroppo segno inequivocabile.

Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori di Publiacqua, in lotta per riaffermare i propri diritti. E, di più, si pone a fianco di tutti/e coloro che sono disposti a rovesciare qualsiasi opera di privatizzazione, deleteria per i cittadini, i lavoratori e per la totalità dell’ambiente.

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Assemblea dei Sindaci del territorio gestito da ASA: Comunicato Stampa

Acqua: un piccolo passo in avanti per le tariffe

Ancora lontani dalla ripubblicizzazione del servizio

E i sindaci PD remano al contrario

 

 

Logo forum toscano acquaIl 20 settembre l’Assemblea dei Sindaci del territorio gestito da ASA, grazie alla proposta dei Sindaci di Livorno, Suvereto e Volterra ha approvato un aumento delle tariffe decisamente più contenuto: 2,7% invece del 6.5% proposto dall’azienda. E tutto ciò senza andare ad intaccare gli investimenti previsti dal piano di ambito.

Certo, è veramente singolare che il giorno dopo, la schiera dei Primi Cittadini, targata PD, che ha la maggioranza assoluta nell’assemblea dell’ATO Costa, contesti l’aumento ritenendolo eccessivo: e metta in dubbio le valutazioni a monte, da parte di chi lo ha proposto. Nessun Sindaco PD si è assunto l’onere e la responsabilità di una proposta, solo per poter oggi far ricadere ogni addebito sui colleghi di Livorno, Suvereto e Volterra.

L’assemblea è stata molto discussa, e i Sindaci delle amministrazioni a maggioranza PD hanno ripetutamente tirato in ballo la mancanza di investimenti sui loro territori e il piano industriale proposto da IREN, con una ricapitalizzazione dell’azienda idrica da 85 milioni. In effetti, di questi 85 milioni solo 15 verrebbero messi da IREN a fondo perso, mentre gli altri 70 sarebbero coperti da prestiti da restituire con interessi. In altri termini, andrebbero a gravare sulle bollette dei cittadini. Eppure IREN, con quei 15 milioni, pretende il controllo della società su questioni fondamentali, sottraendolo di fatto ai Sindaci.

il-mio-voto-va-rispettatoQuindi, i Sindaci PD, con la scusa degli investimenti, sostengono il piano di IREN, che va esattamente nella direzione opposta rispetto a quella manifestata con i referendum del 2011, cioè ripubblicizzare la gestione dell’acqua.

Ricordiamo tra l’altro che ad avere la maggioranza in ASA erano i Sindaci in quota PD quando ASA ha stipulato un project financing con il Monte dei Paschi, ad un tasso usuraio del 7%. E tutti conosciamo gli interessi di questo partito nella banca in questione.

Non solo, dalla relazione 2013 del Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana, apprendiamo che negli anni precedenti, ASA ha effettuato solo la metà o anche meno degli investimenti previsti e all’appello mancano 21 milioni, non realizzati ma già incassati con le bollette, come previsto dal Metodo Normalizzato, allora in vigore. Inoltre ASA si è vista bloccare i finanziamenti da parte della Regione Toscana, per non aver concluso i lavori programmati entro i termini. Dove erano allora questi Sindaci? Di sicuro non hanno svolto la funzione di controllo che competeva loro.

Quei 21 milioni mancanti saranno stati impiegati in manutenzionitanti-soldi straordinarie? Sarebbe l’ora che i Sindaci andassero a verificare che il gestore non ricorra al gioco di inserire in modo ingiustificato le manutenzioni ordinarie della rete idrica e delle fognature tra le manutenzioni straordinarie: ciò comporta che si addebitino in fattura agli utenti, oltre al costo del lavoro anche il progetto, gli ammortamenti e i profitti che finiscono nelle tasche dei soci aziendali.

E ancora , chiediamo: come mai dai Sindaci non si alza alcuna voce di protesta in relazione al fatto che la sola Solvay consuma tanta acqua quanto quasi quella di tutti gli utenti di ASA, e pagandola solo 5 millesimi al metro cubo? Mentre gli investimenti per reperire altra acqua potabile si mettono in testa ai cittadini tutti e non a chi fa un uso sconsiderato di questo bene prezioso.

ASA ha costi di gestione tra i più alti della Toscana. Non sono forse dovuti ai clientelismi messi in atto dai Sindaci negli anni? Purtroppo se qualcuno cerca di porre rimedio ai favoritismi nell’assegnazione dei posti di lavoro e delle poltrone, la soluzione non è ritenuta adeguata. Anche noi lo riteniamo un intervento parziale ma che certamente va nella direzione giusta.

I Sindaci chiedono investimenti per la depurazione. Ma si sono resi conto che il sistema dei grandi impianti con lunghissimi collettori fognari, viene messo in crisi da due gocce di pioggia, e provoca estesi divieti di balneazione? Non viene il dubbio che sia l’intero sistema a dover essere ripensato?

Si lamentano oltre tutto della mancata presenza all’assemblea dell’azienda. Forse non conoscono le leggi regionali: le assemblee ATO sono riservate esclusivamente ai Sindaci, organo politico-amministrativo, oltre che parte pubblica dell’azienda idrica.

Il Forum Toscano, con tutti i cittadini che si sono espressi nei referendum del 2011, si aspetta che una buona volta sia invertita la rotta e che finalmente si compiano passi importanti e significativi nella direzione della ripubblicizzazione dell’acqua.Logo forum toscano acqua

 

 

Da Frosinone il falò delle bollette esose di ACEA

Riceviamo e Pubblichiamo.

Ieri sera i cittadini di Frosinone hanno detto No al decreto Madia bruciando in piazza le bollette di ACEA.

Il questore di Frosinone aveva vietato di accendere fuochi.

I cittadini di Frosinone, in tanti, lo hanno fatto lo stesso per intimare al governo del non eletto Renzi di rispettare la volontà del popolo sovrano che nel 2011 si è espresso chiaramente.

Lo hanno fatto per affermare la loro irriducibile volontà di non essere ridotti a servi di ACEA S.p.A. e di tutti i potentati economico-finanziari.

 

Con la voragine frana il “modello toscano” di gestione idrica, di fronte agli occhi di tutto il mondo

Comunicato stampa

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Il Forum Toscano del Movimenti per l’Acqua non si sorprende del crollo del Lungarno a Firenze. La mala gestione del territorio è una costante del modello toscano, della gestione misto pubblica-privata, approfittatrice del servizio idrico che fa dell’acqua una merce e delle manutenzioni un costo in bolletta che produce milioni di euro che poi scompaiono magicamente.

 

Come cittadini ed utenti di un servizio pubblico, siamo amareggiati, per non dire frustrati, dal constatare che in sostanza Publiacqua e così tutti gli altri gestori idrici toscani, incassa centinaia di milioni di Firenze sprofonda argineeuro e poi non opera gli investimenti in programma a cui sono legate le tariffe applicate alle bollette.

Come cittadini abbiamo votato un referendum nazionale perché l’acqua bene prezioso venisse sottratto al mercato e gestito come bene comune. Mentre la politica, sia prima che dopo il referendum, ha sempre sostenuto che la gestione “privatistica” dell’acqua è necessaria per garantire gli elevati investimenti necessari al settore.
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IL PD E’ CONTRO L’ACQUA PUBBLICA !

Il PD al referendum del 2011 si è schierato con i comitati per l’Acqua Pubblica, la gente si è fidata, ma oggi la verità è venuta alla luce.

Con grande arroganza il PD ha modificato la legge proposta dai comitati e ne ha fatto una legge per PRIVATIZZARE IL SERVIZIO IDRICO.

Le immagini che arrivano dal parlamento sono eloquenti !

 

MAGGIORANZA PARLAMENTARE VERGOGNA ! AVETE CALPESTATO LA VOLONTA’ DEL POPOLO ITALIANO !!!

Siamo grati alle opposizioni che in parlamento portano la nostra voce e le nostre bandiere !

 

Segue il Comunicato stampa del Forum dei Movimenti per l’Acqua

Il Pd, la maggioranza e il Governo affossano i referendum per l’acqua pubblica

Dopo il voto gli attivisti dei movimenti per l’acqua presenti in aula sventolano bandiere in segno di protesta

Oggi la legge sulla gestione pubblica del servizio idrico è stata finalmente discussa e approvata aula alla Camera, a distanza di circa 9 anni dal suo deposito corredato da oltre 400.000 firme.

Peccato che il testo approvato sia radicalmente diverso, nella forma e nei principi, di quello proposto dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

PD e la maggioranza hanno stravolto il testo a partire dall’articolo 6 che disciplinava i processi di ripubblicizzazione. Oggi è caduta anche l’ultima foglia di fico dietro la quale il PD aveva provato a nascondersi. Infatti, la Commissione Bilancio ha cancellato la via prioritaria assegnata all’affidamento diretto in favore di società interamente pubbliche.

Un disconoscimento palese e spudorato che ribaltato il senso di quella legge sottoscritta da 400mila cittadini e aggiornata alla luce dei risultati del referendum popolare del 2011.

Il risultato di oggi è solo la cronaca di una morte annunciata, già nei giorni scorsi infatti molti dei deputati dell’intergruppo parlamentare per l’Acqua Bene Comune avevano ritirato la firma da un provvedimento che stravolgeva il senso.

La cancellazione della volontà popolare di 27 milioni di italiani che si espressero in favore dell’acqua pubblica ai referendum arriva a pochi giorni dalla tornata referendaria del 17 aprile, sulla quale la maggioranza di Governo ha fatto campagna per l’astensionismo, il disconoscimento di un percorso di partecipazione come quello sulla gestione pubblica del servizio idrico rappresenta un preoccupante segnale per la democrazia nel nostro paese.

Il movimento per l’acqua continuerà la loro battaglia contro questa legge anche nel passaggio al Senato e lancia contro i provvedimenti del Governo Renzi, a partire dal ddl Madia, una petizione nazionale insieme ai referendum sociali.

Roma, 20 Aprile 2016.

Logo - Forum_Italiano_dei_Movimenti_per_lAcqua - Grande

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Commissione Ambiente – Ecco cosa sta facendo l’ARROGANTE MAGGIORANZA CAPEGGIATA DAL PD ! — Comunicato stampa del Forum Toscano Acqua

Privatizzazione della gestione dell’acqua:

questo sta deliberando la commissione Parlamentare Ambiente

Ma non è una novità!

Non è una novità che il Parlamento o il Governo Italiani ignorino la volontà popolare, e la gestione dell’acqua ne è l’emblema.Acqua Sfera

La legge per la gestione pubblica del servizio idrico infatti fu proposta su iniziativa popolare nel 2007, con oltre 400.000 firme, ma fu ignorata completamente dal Parlamento di allora e decadde con la legislatura.

Eppure numerosi comitati di cittadini, associazioni e movimenti non si arresero e, Continua la lettura di Commissione Ambiente – Ecco cosa sta facendo l’ARROGANTE MAGGIORANZA CAPEGGIATA DAL PD ! — Comunicato stampa del Forum Toscano Acqua